Musica dura – Michael Connelly

Serie: Harry Bosch
Editore: Piemme
Monica Bartolini
Protocollato il 5 Aprile 2026 da Monica Bartolini con
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Il riassunto
Musica dura – Michael Connelly

Cupo quanto basta da riverberare il carattere ombroso del protagonista, vincitore del Premo Barry al miglior romanzo nel 1998, “Musica dura” (“Trunk Music“) è uno dei piccoli soli splendenti nell’universo di Michael Connelly.

Una volta qualcuno chiese a uno scultore come riuscisse a trasformare un blocco di marmo nella statua di una bella donna. E lui rispose che era facile: la statua era già dentro il blocco. Gli bastava togliere con lo scalpello tutto io che non era la donna. Ѐ quello che dobbiamo fare noi adesso: abbiamo questo grande blocco di informazioni e indizi e dobbiamo scalpellare via tutto ciò che non serve, che non quadra.

Il detective Harry Bosch (il Michelangelo dei delitti, il Rodin degli omicidi, come lo appella causticamente il suo partner Jerry Edgar) è appena tornato in forza alla Divisione Rapine e Omicidi, dopo un purgatorio di otto mesi alla Sezione furti con scasso della divisione Hollywood.

Il tenente Grace Billets ha bisogno di lui per far decollare le statistiche dei crimini risolti del dipartimento, crollate durante il comando del suo predecessore Pounds; ma questo nuovo, primo inizio si preannuncia alquanto complicato per Bosch.

Durante un giro di ispezione lungo il Mulholland Drive fra le Hollywood Hills un poliziotto di nome Powers ha trovato il cadavere di un piccolo produttore di Hollywood Tony Aliso chiuso nel cofano della sua Rolls bianca.

Troppe cose a Bosch subito non quadrano: il cadavere riporta segni ai polsi di legature che però non vengono rinvenute, è privo delle scarpe e sono scomparsi la valigetta e il bagaglio che Aliso aveva con sé, a detta della moglie, quando il venerdì precedente era partito alla volta di Las Vegas per affari.

Le modalità dell’uccisione, poi, hanno tutta l’aria di essere una “trunk music”, ossia un’esecuzione di stampo mafioso.

Scavando nella vita e nelle carte del TNA Productions di Aliso, cominciano in effetti a emergere possibili legami con un’indagine della DCO (Divisione Crimine Organizzato), riguardo al riciclaggio di denaro sporco del boss Giovanni Marconi, alias Joey Marks, presso alcuni casinò di Las Vegas.

“Per scommettere nei casinò devi avere i soldi. Con Joey non è necessario. Lui accetta comunque la tua scommessa. E se hai la sfortuna di perdere, ti conviene trovare i soldi alla svelta o ti ritrovi conciato molto male. Fa in modo che siano in debito con lui, e poi si accaparra una fetta di quello che possiedono, qualunque cosa, anche una fabbrichetta che produce vernici a Dayton”

“O una casa di produzione da quattro soldi a Los Angeles.”

“Si, qualcosa del genere. E’ così che funziona. Loro devono dargli quello che chiede se non vogliono ritrovarsi con le ginocchia spezzate o peggio. C’è ancora gente che sparisce a Las Vegas, Bosch.”

La pista che porta Bosch dritto al casino Mirage, quello in cui Aliso era solito andare a giocare, lo conduce anche a casa di un tale Goshen, le cui impronte erano state ritrovate sulla giacca di pelle indossata da Aliso il giorno della scomparsa. E a casa di Goshen, Harry troverà anche la pistola dell’omicidio, incastrata dietro la cassetta di scarico del water.
Tutte le prove, dunque, sembrano condurre a Goshen che verrà quindi arrestato e istradato a Los Angeles per il processo per direttissima, ma le faccende si complicano maledettamente quando viene rapita Eleanor Wish, la donna con la quale aveva avuto una storia e con la quale si era ritrovato a Las Vegas, durante le indagini.

“Cinque anni prima Eleanor Wish era stata tutto il meglio e tutto il peggio per lui. Lo aveva tradito, lo aveva messo in pericolo e poi gli aveva salvato la vita. Aveva fatto l’amore con lui. E poi tutto era andato a rotoli. Lui però aveva continuato a pensare a lei, a cantarsi il solito vecchio ritornello: quello-che-avrebbe-potuto-essere… Per tutto quel tempo lei lo aveva tenuto legato a sé. E quella sera si era mostrata glaciale. Ma Bosch sapeva che anche lei si sentiva legata a lui. Loro erano l’uno lo specchio dell’altra, di questo era sempre stato certo.”

La determinazione di Bosch nel salvare la sua donna è pari a quella impegnata nello smascherare personaggi ambigui appartenenti alle forze di polizia in combutta con Joey Marks, il re di Las Vegas. E a scoprire la verità sul vero movente dell’omicidio di Tony Aliso, una verità figlia più del rancore che del denaro.

Come sempre impeccabile nella costruzione della trama e nella delineazione dei personaggi, Michael Connelly con Musica Dura aggiunge un importante tassello alla psicologia del suo Harry Bosch e lo fa con la consueta incisività, scevra da ogni sentimentalismo.
Il rapporto con Eleanor Wish, controverso e altalenante, costituisce infatti una pietra miliare della vita di Bosch, perché lei sarà la madre della sua unica figlia Maddie e perché dieci anni e nove romanzi dopo, la loro storia avrà un epilogo imprevisto e drammatico.

Un’annotazione curiosa sul “caso Tony Aliso”. Nell’introduzione del suo libro “Cronaca nera – Giornalismo d’autore 1984-1992” (Piemme, 2006), Connelly racconta nel dettaglio come è iniziata la sua passione per la scrittura thriller, quali sono stati i suoi trascorsi da giornalista di nera, e che esperienza straordinariamente utile fu quella di poter seguire da vicino le operazioni di polizia, al seguito di alcune pattuglie. Leggete questo passaggio.

Tutte le esperienze che vivevo venivano passate al setaccio della mia vena creativa e riversate nei libri. L’episodio reale del cadavere di un uomo ritrovato nel bagagliaio della sua Rolls-Royce si trasformò nel romanzo su un uomo ritrovato cadavere nel bagagliaio della sua Rolls-Royce. Il caso realmente avvenuto di un processo ad alcuni poliziotti fu trasferito inalterato nella finzione letteraria.

Non vi suona familiare?