La ragazza di Polvere – Michael Connelly

La ragazza di Polvere – Michael Connelly

Serie: Harry Bosch
Editore: Piemme
Giuseppe Pastore
Protocollato il 12 Aprile 2008 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
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A Los Angeles, a volte, ritornano. Harry Bosch è tornato a casa. E per “casa” intendo il Dipartimento di Polizia di Los Angeles, l’unico posto dove abbia senso uno come lui, “un uomo che deve raddrizzare i torti“. Dopo tre anni di esilio autoimposto (e una carriera da investigatore privato che gli calzava come un abito di una taglia sbagliata), Harry ha ripreso distintivo e pistola. Ma non aspettatevi il solito detective della Omicidi. Bosch è stato assegnato alla Open-Unsolved Unit. L’unità dei casi irrisolti. Quelli che chiamano “The Closers“.

Il libro di cui vi parlo oggi è La ragazza di polvere, chiaramente di Michael Connelly, undicesimo capitolo della saga di Bosch.

Il primo caso è quello di Rebecca Verloren, sedicenne scomparsa da casa sua diciassette anni fa e ritrovata due giorni dopo con un proiettile sopra il cuore.

Perché il caso si riapre ora? Perché la scienza ha fatto passi da gigante. Il DNA trovato sull’arma del delitto punta il dito contro Roland Mackey, un ex detenuto, oggi camionista, con un passato tra i suprematisti bianchi. Rebecca era mulatta. Madre bianca, padre nero. Odore di crimine razziale? Forse.

Ma Harry, affiancato dalla vecchia e fidata partner Kiz Rider sa che il DNA non basta: collega l’uomo all’arma, non all’omicidio.

E così inizia un viaggio nel tempo. Bosch e Rider devono scavare in una Los Angeles di quasi vent’anni prima, parlando con testimoni che hanno dimenticato o che non vogliono ricordare.

La cosa più straziante di questo libro è la famiglia della vittima. Il padre di Rebecca, un tempo ristoratore di successo, è finito tra i senzatetto, distrutto dal dolore. La madre vive ancora nella stessa casa, e ha lasciato la stanza della figlia intatta. Ed è proprio lì, in quella stanza-mausoleo, che l’intuito di Harry si accende. Mentre Harry scava, si accorge che la vecchia indagine puzza di insabbiamento. Il nemico storico di Bosch, Irvin Irving, è ancora lì, nell’ombra, pronto a godersi il fallimento del nostro eroe.

Ci sono passaggi di questo romanzo che lo rendono un po’ lento e troppo procedurale, tra mandati e cimici, ma sono parte comunque della cifra da scrittore preparato di Connelly.

Quello di Bosch forse non è il più trionfale dei ritorni, ma resta un ritorno solido e commovente. Vedremo come proseguirà la serie da qua in avanti.

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