L’attesa – Michael Connelly

Editore: Piemme
Monica Bartolini
Protocollato il 17 Novembre 2025 da Monica Bartolini con
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L’attesa – Michael Connelly

L’ultimo romanzo dedicato da Michael Connelly alla coppia investigativa Renée Ballard e Harry Bosch è uscito nel 2024 per Piemme con il titolo emblematico “L’attesa” (“The waiting“), che riguarda un caso che per i componenti della “Open-Unsolved Unit” avrà un risvolto catartico.

In un cold case non è la speranza che ti uccide. Ѐ l’attesa.

Renée Ballard, a capo dell’Unità casi irrisolti del LAPD, si imbatterà in un caso “genetico” particolare: la connessione tra il DNA di un uomo recentemente arrestato per una lite domestica e quello di uno stupratore seriale, attivo più di vent’anni prima a Los Angeles, chiamato “lo stupratore delle federe”, perché sorprendeva le sue vittime incappucciandole con una federa prima di stuprarle.

Il legame scovato da Coleen Hatteras, esperta dei collegamenti genetici familiari, risulta essere quello tra padre e figlio ma provarlo davanti alla legge sarà quasi impossibile, stante il fatto che il figlio, attualmente, è un giudice.

E mentre Ballard cercherà di schiarirsi le idee sul suo surf, le verranno rubati in spiaggia il distintivo, il badge e la pistola per stroncarle definitivamente la carriera: infatti, dopo aver denunciato le molestie del suo ex capo Olivas ed essere stata defenestrata dalla Omicidi per finire sbattuta all’Unità Casi Irrisolti, non potrà certo denunciare l’accaduto.

L’unico modo per salvarsi sarà quello di interpellare Harry Bosch, chiamandolo ad investigare riservatamente.

Ben presto, un altro componente della famiglia Bosch entrerà in contatto con la Ballard: Maddie, la figlia di Harry, che chiederà di essere assegnata all’Unità Casi Irrisolti per poter avere libero accesso alla “biblioteca delle anime perdute”, l’archivio dei quaderni degli omicidi.

Il suo è un motivo molto personale, connesso a un cold case che aveva fatto la storia del crimine, quello della Black Dhalia, il celeberrimo caso irrisolto del 1947 che, dopo le indagini dell’intera squadra, sembrerà essere correlato ad altri omicidi compiuti da un efferato serial killer del passato.

L’attesa” è un capolavoro di intreccio tra le personalità di tre dei suoi personaggi chiave: Harry Bosch, la figlia Maddie e la collega Ballard, uniti fino a un redde rationem doloroso, come spesso la vita riserva ai “buoni” che si impegnato allo stremo nel combattere i “cattivi”.

Semmai esistesse un detrattore della scrittura di Michael Connelly che stesse in agguato aspettando una defaillance dello scrittore americano, beh, penso che invecchierebbe roso dal proprio livore!

La verità è che Connelly non solo mantiene uno stile di scrittura incisivo e intenso da oltre trent’anni (il suo primo romanzo “La memoria del topo” è del 1992), ma è abilissimo nella creazione delle interrelazioni tra i suoi personaggi, tanto da risultare sempre credibile e attuale.

Anche le sue passioni sono rimaste intatte negli anni e alcune, come per il caso della Black Dhalia, rasentano l’ossessione, quello stesso tenace e istintivo incaponimento che trasfonde nel suo personaggio principale, Harry Bosch. D’altronde come non capirlo? Il caso di Elizabeth Short, ribattezzata dai giornali la Dalia Nera, ritrovata nuda smembrata e mutilata nel Leimert Park di Los Angeles è davvero uno dei cold case più noti d’America, più volte celebrato in letteratura sia dallo stesso Connelly che, più legittimamente, dal figlio reale di Elizabeth, James Ellroy.

Il legame tra Connelly ed Ellroy sembra destinato a non spezzarsi mai, tanto il primo sia ossessionato fan della scrittura del secondo.

Ma in questo thriller c’è un’altra figura che ci riporta dritti a un caso reale di cronaca nera, proprio “lo stupratore delle federe”, ossia Pillowcase Rapist, al secolo Robert Koehler, 65 anni, arrestato dallo Sceriffo della Miami-Dade County nel 2020 e il cui DNA è stato collegato a 25 casi di stupro in quella Contea. Il 25 gennaio del 2023 è stato condannato in via definitiva per un caso di stupro, rapimento e furto ai danni di una donna nel 1983.

Il giorno del verdetto la procuratrice Katherine Fernandez Rundle ha rilasciato una dichiarazione di piena soddisfazione in merito al verdetto, reso possibile – a suo dire – dal coraggio delle vittime che hanno testimoniato contro il loro carnefice e dall’impegno di due generazioni di ufficiali di polizia e di scienziati forensi.

Pensate che Connelly, da ex giornalista di cronaca nera della Florida e maestro del thriller, non abbia seguito l’intero caso e non abbia voluto immortalarlo in questo romanzo?

Direi che una citazione imperitura il Pillowcase Rapist se la sia meritata ampiamente!

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