Il buio oltre la notte – Michael Connelly

Il buio oltre la notte – Michael Connelly

Serie: Harry Bosch
Editore: Piemme
Monica Bartolini
Protocollato il 14 Dicembre 2025 da Monica Bartolini con
Monica Bartolini ha scritto 123 articoli
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Niente è più terrificante per Harry Bosch che essere accusato ingiustamente di un crimine. E se l’accusatore, poi, è l’ex profiler dell’F.B.I. Terry McCaleb, potete scommetterci una pinta di Anchor Steam che Michael Connelly ci terrà tutti col fiato sospeso fino all’ultimo capitolo di “Il buio oltre la notte” (Piemme).

“Anni prima aveva lavorato con Bosch, nel corso di un’indagine alla quale pensava ancora, e spesso. Bosch talvolta si comportava in modo burbero e irritane, ma era comunque un ottimo poliziotto, con eccellenti capacità investigative e grande intuito. In un modo o nell’altro erano riusciti a superare l’emotività che il caso aveva provocato in entrambi. McCaleb scrisse il nome di Bosch sul blocco; voleva chiamarlo per chiedergli se aveva qualche idea sul caso Gunn.

Terry McCaleb ha lasciato l’F.B.I. dopo l’indagine sulla morte di Gloria Torres, la sorella di sua moglie Graciela. Ora vive in una casetta in collina della Avalon Bay sull’Isola di Catalina con lei, la loro piccola Cielo e Raymond, il nipote di Graciela rimasto tragicamente orfano.

Sono lontani i tempi del vivere a bordo della The Following Sea a Cabrillo Marina e la giornata è scandita dagli orari delle innumerevoli pillole dal quale è dipendente, dopo il trapianto al cuore e dalle gite col charter, organizzate per i turisti assieme al socio Buddy Lockridge.

Quando la detective dello sceriffo Jaye Winston bussa alla loro porta per consegnare a McCaleb un fascicolo su cui vorrebbe un parere, Graciela intravede subito la minaccia che il loro piccolo mondo tranquillo possa sgretolarsi.

“Lui sapeva che Jaye gli avrebbe chiesto questo dal momento in cui aveva visto il fascicolo, ma adesso che lo aveva fatto si sentì sovrastato da una serie di sentimenti contrastanti. Da una parte era eccitato di fronte alla possibilità di tornare alla sua vita di un tempo. Dall’altro si sentiva in colpa all’idea di portare la morte in una casa così piena di vita e felicità.”

L’indagine riguardava l’omicidio di un certo Edward Gunn, avvenuto con modalità che richiamano le scene infernali dei dipinti di Hieronymus Bosch e il rimando al detective Bosch è fin troppo facile (Harry si chiama proprio Hieronymus, per la passione della madre Marjoree per i dipinti del pittore fiammingo).

“Abbiamo lavorato insieme, e tu non lavori con qualcuno senza farti un’idea della sua psiche e delle sue capacità. Sai di cosa parlo, no?”
McCaleb non rispose. Bosch fede cadere un po’ di cenere nel cestino.
“E sai cosa mi dà fastidio, più ancora dell’accusa? Che sia stato tu a formularla. Come hai potuto pensarlo? Che idea ti sei fatto di me per arrivare a questa conclusione?”

In realtà, McCaleb aveva già rilevato un collegamento tra Gunn e Bosch ma quando i due si confronteranno sulle prove del caso Gunn, Bosch dimostrerà a McCaleb che Rudy Tafero, ex poliziotto e agente di custodia di Gunn, è sicuramente il sospettato numero uno, perché ha pagato la cauzione per far uscire il suo assistito dal carcere la notte dell’omicidio.

“L’introduzione dice che si tratta di un testo sui pittori che utilizzano l’oscurità, il buio, come parte fondamentale della comunicazione visiva.
Le illustrazioni del capitolo su Bosch comprendevano i quadri a cui si era ispirata a scena del delitto: ‘La nave dei folli’, ‘I sette peccati capitali’, ‘Il giudizio universale’ e ‘Il trittico delle delizie’”.

Ma anche se Bosch avrà ragione e McCaleb gli dovrà alla fine la vita, questi non gli perdonerà di aver oltrepassato il limite nell’indagine appena conclusa e i due si lasceranno malamente.

“‘The Following Sea’, che cosa vuol dire?
“Ѐ stato mio padre a chiamarla così. La barca era sua, prima. Ѐ l’onda che segue, quella che ti colpisce prima che tu la veda arrivare. Credo che per lui fosse una sorta di avvertimento, qualcosa come ‘guardati le spalle’.”
Bosch annuì.

Il buio oltre la notte” è un viaggio nella parte oscura di Harry Bosch, del quale l’ex profiler Terry McCaleb cercherà di stilare un profilo tecnico, fin qui inedito.

Scriverà di lui “Bosch = a darkness more than night” (che poi è il titolo originale del romanzo) e Harry cercherà di ribattere che solo lui conosce la vera oscurità, quelle delle gallerie vietcong nelle quali era costretto a strisciare in guerra e dalle quali, evidentemente, la sua anima sembra non essere riuscita più a riemergere.

Come è consuetudine di Michael Connelly, l’investigazione che viene svolta nel corso del libro è rappresentata con dovizia di particolari, tecnicismi procedurali e molti colpi di scena che, lungi da sviluppare azione pura – inseguimenti o sparatorie –, per gran parte della storia inducono i protagonisti in riflessioni, lunghe attese, ponderazioni e tatticismi.

Il fascino di Harry Bosch è insito nell’apparente immobilismo riflessivo, in raccoglimento davanti al panorama notturno del Chuhenga Pass con in mano una Anchor Steam, mentre quello di McCaleb è nella sua ponderatezza, cadenzata dallo sciabordio delle onde che si infrangono sulle fiancate della sua barca.
Due eroi dolenti con parti oscure molto poco nascoste e per questo incompatibili.

Giusto è stato farli separare.

Ancor più giusto, però, farli incontrare in questo bellissimo thriller che profuma di polvere da sparo e spuma del mare.

“Credo che tutti abbiano una tara fatale, che siano geni o no.”

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