The nameless ones – John Connolly

The nameless ones – John Connolly

Editore: Fanucci
Giuliano Muzio
Protocollato il 25 Marzo 2024 da Giuliano Muzio con
Giuliano Muzio ha scritto 176 articoli
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Nell’ultimo romanzo di John Connolly pubblicato in Italia: “The nameless ones – I senza nome”, che esce da Fanucci nella collana Time Crime (traduzione di Stefano Bortolussi), la Storia, quella con la S maiuscola, fa irruzione pesantemente nella fiction. Sebbene molti dei personaggi che popolano questa vicenda siano quelli abituali dello scrittore irlandese, in primis i due spietati killer Louis e Angel, fedeli compagni di avventure del detective Charlie Parker, sullo sfondo si muovono una moltitudine di reduci serbi della guerra dell’ex-Jugoslavia della fine del secolo scorso. Spesso, quasi senza eccezioni, spietati delinquenti, colpevoli di orrendi crimini di guerra, attori di primo piano delle cosche mafiose internazionali. Permettono a John Connolly di raccontarci la sua vista sullo spappolamento della regione, in un mix di ricordi di carneficine, analisi sul passato remoto (quando esisteva la Jugoslavia del maresciallo Josip Broz, alias Tito), proiezioni sul presente e sul futuro. Con l’ulteriore presenza di creature misteriose, al confine del soprannaturale, altro tratto caratteristico dei romanzi dello scrittore irlandese.

All’inizio siamo ad Amsterdam, dove il clan criminale serbo dei Vuksan, colpevole di efferati crimini di guerra nel periodo del disfacimento della ex-Jugoslavia, ha deciso di porre fine alla vita di mister De Jaager, faccendiere fiammingo coinvolti in molti affari poco puliti dei Paesi Bassi, ma anche partner in qualche modo di Parker, Louis e Angel. Un tipo quindi non molto diverso dai Vuksan in quanto a rispetto delle leggi, ma molto più educato, capace a suo modo di rispetto nei confronti dei più deboli e non completamente sprovvisto di stile. La motivazione dell’eliminazione di De Jaager è, come spesso accade in questi casi, la vendetta, la modalità è atroce, con tanto di torture e sevizie, specialità di Spiridon Vuksan, mentre il fratello Radovan, più riflessivo, è addetto agli aspetti più gestionali e meno muscolari (se così si può dire) del clan. I Vuksan non lo sanno, ma questo delitto sarà l’inizio delle loro disgrazie, alle quali peraltro Louis e Angel non sono per nulla estranei.

Connolly costruisce il suo romanzo sul modello delle spy story internazionali, con molti crimini violenti e un pizzico di soprannaturale. Con un intreccio solido, credibile e ben architettato, facendo convergere piste diverse che hanno le loro radici, molto spesso, nei crimini di guerra compiuti al tempo del disfacimento della Jugoslavia. Ma che sono anche, come lo è stata la guerra stessa che ha accompagnato questa disgregazione, figlie di motivazioni più profonde, ataviche, basate su divisioni e distinzioni che originano nella notte dei tempi. Il tutto accompagnato da uno stile narrativo elegante e ironico, che dosa bene dialoghi e descrizioni e che non nasconde un affetto per le capitali europee attraverso le quali si snodano le vicende di questa storia.

Tanti sono i temi sui quali riflette l’autore irlandese. Alcuni propri del suo repertorio classico, come la distinzione tra bene e male, il rapporto con la morte e con i morti, la costante e inafferrabile presenza nelle nostre vite materiali di presenze spirituali, al confine tra sogno, immaginazione e soprannaturale. Ma oltre a questi temi che per Connolly si potrebbero definire “classici”, compaiono temi specifici di questo capitolo della saga di Charlie Parker (peraltro poco presente in quest’opera). La guerra come atto terminale del confronto tra i popoli, le culture millenarie che compongono la nostra Europa e che pur essendo tra loro molto diverse ci abbracciano in una serie di tratti comuni. E, soprattutto, la sua visione sulla vicenda della ex-Jugoslavia, dove non si fa fatica a distinguere quale fosse il confine tra aggressori e aggrediti (impossibile non vedere qui un richiamo all’oggi).

Temi forti, complessi e difficili da dipanare, rispetto ai quali però io voglio consegnare ai nostri affezionati avventori una riflessione un po’ particolare. Per Connolly, anche i più spietati criminali sono personalità sfaccettate. E se anche per alcuni di loro non è difficile individuare una collocazione inequivocabile nella schiera dei malvagi, ci sono pur sempre piste, logiche e disegni da decifrare che ci fanno intuire quanto sia intricata e complessa la personalità umana. Così come altrettanto complicata appare la Storia dell’Europa, che in millenni ha visto moltitudini di popoli e destini mescolarsi e confrontarsi tra loro e che ancora oggi non sa darsi pace e finisce per divorare sull’altare della guerra migliaia di creature innocenti.

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