Il romanzo che recensiamo oggi al Thriller Café è Cristallo, di Livia Sambrotta, un thriller sanguinoso e al tempo stesso psicologico. L’intera vicenda è ambientata nel Cadore, ed in particolare a Domegge, che caratterizza l’intero racconto e direi che probabilmente l’ambientazione costituisce l’elemento principale del romanzo, pervade, infatti, l’intera narrazione. Non credo lo si possa definire un noir ma piuttosto un thriller nel quale è la storia che è dominante rispetto ai personaggi della stessa. Si vuole evidenziare che non sono presenti figure particolarmente attrattive per il lettore che resta invece catturato dalla storia a tratti sanguinaria, a tratti introspettiva e a tratti romantica che viene narrata (tanti morti, subito tre, molta ricerca su accadimenti del passato, infanzia difficile e sul loro effetto sulla psiche dei protagonisti, non solo di Rachele, e poi spunti romantici, gelosia, amicizia, attrazione).
Già nella prima pagina è raccontato l’evento criminoso: si descrive una strage avvenuta in un meraviglioso chalet sulle montagne del Cadore con una sola superstite, Rachele, il personaggio principale della storia.
La vicenda è narrata con riferimento a tre momenti differenti il 15 agosto 2022 giorno della strage (e le indagini successive), i quattordici giorni precedenti a partire dal 1° agosto, e, nel frattempo con proiezioni nella vita passata dei vari personaggi ed in particolare della protagonista tornata in vacanza nei luoghi di infanzia anche allo scopo di mettere la parola fine ad un evento tragico verificatosi tanti anni prima che ne ha caratterizzato l’intera vita e che condizionerà anche le indagini.
La protagonista Rachele è una fotografa professionista, specializzata nella rappresentazione di fratelli, e questo consente all’autrice anche di dare nozioni ed informazioni colte e precise sull’arte della fotografia. Il legame familiare con i fratelli è presente in tutto il romanzo sia con riferimento alla protagonista che ad altri importanti personaggi Adan e Lana, titolari del Bar nel quale si svolge parte della vicenda e che, si osserva incidentalmente, costituiscono esempio di integrazione sociale ed economica. Osserva Rachele che “è stupefacente come i fratelli riescano a rubarsi persino le espressioni del viso, anche il modo di muoversi è dettato dal loro codice segreto … questo vuol dire essere fratelli condividere un legame a cui nessun altro è concesso di accedere.
Quanto alla Montagna (le Dolomiti venete), che è uno degli elementi principali della storia uno dei personaggi afferma di detestare tutti coloro che dichiarano che la sfida è conquistare le vette. Non c’è nessuna conquista da compiere anche se ti arrampichi e arrivi a produrre uno sforzo sovrumano per raggiungere la meta la montagna non è e non sarà mai tua ed è per questo che si scala. Nella sua grandezza la montagna rimane libera.
Le indagini sono affidate a un Ufficiale dei Carabinieri, il Colonnello Denis Bogo, uomo integerrimo unito sentimentalmente con una donna che rappresenta anche un po’ la sua musa ed ancora di salvezza, che si rivelerà molto abile nel risolvere il caso sebbene compirà alcuni errori di valutazione che comunque, almeno indirettamente, porteranno alla soluzione dell’enigma. C’è poi l’amico d’infanzia di Rachele, Roberto Tosi, un giornalista, che promette di mantenere il riserbo: buono? cattivo? disinteressato?
La storia ha comunque una costruzione logica credibile e non manca poi il colpo di scena finale che consente anche di capire compiutamente il malessere interiore della protagonista del libro e forse (o forse sì?) non lascia grandi speranze per il futuro dei personaggi, anche perché, come diceva Luca, il fratello della protagonista: “I gufi non sono quello che sembrano”.
Recensione di Antonio Galdiero.
Altri casi da indagare
E così per non morire – Paolo Roversi
Quarto capitolo della serie con protagonista la profiler Gaia Virgili, "E così per non morire" di Paolo Roversi, SEM Libri, segna il rientro a Milano della criminal profiler che avevamo conosciuto in [...]
LeggiLinfa nera – Elisa Bertini
Il primo thriller di Elisa Bertini “Linfa nera – la prima indagine di Lena Malinverni – botanica forense”, SEM Editore, regala ai lettori un nuovo inedito protagonista nella scena delle investigazioni, e cioè il botanico forense.Questa è la professione di Lena Malinverni, personaggio solitario, “donna e scienziata” - [...]
LeggiCuore di rabbia – Marina Visentin
Con una bella copertina in bianco e nero seppiato, dove su sfondo Duomo di Milano si affretta pensosa e di spalle una donna in impermeabile rosso (puro stile Angela Marsons e Patricia Gibney), SEM [...]
LeggiBlack money – Paolo Roversi
“I am in danger and only you can help me by replying to this sms. PLEASE LEAVE ANY NONSENSE EXCUSES: POST A REPLY IN SECONDS”. Comincia così, con una sorta di messaggio in bottiglia - una richiesta di aiuto concessa dal rapitore di Candice Monroe al suo ostaggio - la ricostruzione romanzata della rapina del secolo, [...]
LeggiGli occhi della notte – Marina Visentin
Quanto generoso è un recensore? Fateci caso. È uno dei compiti, il suo (mestiere no, lo abbiamo già detto) più altruisti ed ecumenici che possiate immaginare. Quanto meglio lavora lui, tanto più [...]
LeggiL’ira funesta – Paolo Roversi
Paolo Roversi, mantovano di nascita ma milanese di adozione, è un eclettico giornalista e scrittore che oltre ad aver pubblicato numerosi romanzi gialli ha dato vita al mitico personaggio dell’hacker [...]
LeggiIl sesto comandamento – Anna Vera Sullam
La scrittrice Anna Vera Sullam, veneziana doc, è stata a lungo ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari, dove ha insegnato Lingua e Storia della lingua italiana. Dopo aver pubblicato alcuni testi [...]
LeggiPromemoria per il diavolo – Paolo Regina
Paolo Regina nasce a Milano nel 1959 da una famiglia di origine pugliese. Dopo essersi trasferito, da Milano a Bisceglie, vi rimarrà fino a dopo il diploma quando andrà a Ferrara per frequentare la [...]
Leggi
