Gente che uccide – John Connolly

Gente che uccide – John Connolly

Editore: Rizzoli
Giuseppe Pastore
Protocollato il 22 Ottobre 2008 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

L’ultimo romanzo di John Connolly uscito in Italia è Il libro delle cose perdute, uno stand alone di cui vi ho detto qualche giorno fa. Per gli amanti della saga di Charlie Parker, parliamo invece oggi del terzo capitolo della serie, Gente che uccide:

Questo è un mondo a nido d’ape. Nasconde un cuore vuoto.
La verità della natura, ha scritto il filosofo Democrito, si nasconde nelle profondità di miniere e caverne. La stabilità di ciò che vediamo e sentiamo sotto i piedi è un’illusione, poiché questa vita non è quello che sembra. Sotto la superficie ci sono crepe e fenditure e sacche d’aria viziata e intrappolata; stalagmiti e stalattiti e fiumi oscuri non segnati sulle carte che scorrono perennemente verso il basso. E’ un luogo di caverne e cascate di pietra, un labirinto di tumori cristallini e colonne di ghiaccio dove la storia diventa futuro. L’allora diventa ora.
Perché nel buio assoluto il tempo non ha alcun significato.

John Connolly in questo il terzo capitolo della saga di Charlie “Bird” Parker abbraccia completamente l’oscurità. Quella delle sette religiose. Delle fosse comuni. Dei bambini scomparsi. Ma soprattutto, quella che Charlie Parker si porta dentro.

Il romanzo si apre con un incarico apparentemente semplice: Grace Peltier, figlia di un vecchio socio d’affari dell’ex senatore Mercier, è stata trovata morta in auto. Un suicidio, dice la polizia. Ma Bird sa che le storie non sono mai così semplici.

Il passato di Grace la lega a una setta scomparsa nel nulla quarant’anni prima. E proprio nei pressi del luogo del suo ultimo viaggio, viene scoperta una fossa comune.
Parker inizia a scavare, letteralmente e metaforicamente, e quello che trova è un pantano fatto di fanatismo, sangue e visioni.

C’è un uomo. O forse no. Mr. Pudd è un’ombra. Un’entità. Un incubo ad occhi aperti.
Rappresenta il lato più oscuro di Gente che uccide, un simbolo del Male puro, un emissario dell’inquietudine che si insinua in ogni pagina. È uno di quei personaggi che non si dimenticano, anche quando si vorrebbe.

Se nei primi romanzi la componente sovrannaturale era un’eco lontana, qui Connolly alza il volume.
Charlie vede i fantasmi. Sente i morti. E, se inizialmente il lettore poteva ancora aggrapparsi all’ambiguità psicologica, Gente che uccide rende chiaro che Parker è diventato qualcosa di più di un semplice investigatore.

Eppure, nonostante tutto, resta umano. Fragile. Corroso dal dolore. E per questo ancora più affascinante.

La struttura narrativa di questo libro gioca su più livelli: passato e presente si intrecciano, realtà e incubo si sfumano. La trama principale è solida, ma è il come viene raccontata che fa la differenza. Charlie Parker non è più solo un detective. È un ponte tra i mondi. E noi, da questo lato del bancone, non possiamo far altro che seguirlo. Con paura. E con rispetto.



Sconto Amazon