Le regole di Mosca – Daniel Silva

Le regole di Mosca – Daniel Silva

Serie: Gabriel Allon
Editore: Giano
Giuseppe Pastore
Protocollato il 10 Agosto 2010 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

Daniel Silva non credo abbia bisogno di grosse presentazioni: parliamo di uno dei maggiori esponenti della narrativa di spionaggio, vincitore del Barry Award el 2006 più volte in cima alle classifica di vendita americane e internazionali. Per Giano esce in questi giorni Le regole di Mosca, ottavo libro della serie di Gabriel Allon, che negli Stati Uniti entrò direttamente al primo posto nella classifica dei bestseller del New York Times.

Dimenticate la Mosca grigia, triste e innevata dei tempi sovietici. Quella non esiste più. La Mosca dove ci porta Silva è una bestia nuova. È affogata nei soldi del petrolio, intasata di Bentley blindate e vetrine di lusso. È una città dove il potere risiede ancora saldo dietro le mura rosse del Cremlino e dove chi critica la classe dirigente viene messo a tacere. Per sempre.

Gabriel Allon, il nostro restauratore-spia preferito, vorrebbe esserne fuori. Lo troviamo in Umbria, in una sorta di luna di miele prolungata con la moglie Chiara (sposata da cinque mesi), a restaurare un dipinto per il Vaticano. Pennelli, vernici, silenzio. La pace.

Ma il passato ha il vizio di bussare alla porta. E il passato, per Gabriel, ha la faccia rugosa e insistente di Ari Shamron, il vecchio mentore. Un giornalista russo è stato ucciso. Un amico. E Shamron chiede “un favore”. Sappiamo tutti come finisce quando Shamron chiede un favore, vero?

Gabriel viene trascinato di nuovo nel gioco. E le regole sono cambiate. Ora si gioca con le “Regole di Mosca“.

Il nemico ha un nome che fa tremare: Ivan Kharkov. Ex colonnello del KGB, ora magnate della finanza che ha costruito un impero sulle macerie dell’URSS. Ma dietro la facciata ripulita, Kharkov è un mercante di morte. Sta per vendere le armi più sofisticate della Russia ad al-Qaeda.

La posta in gioco? Gli attacchi terroristici più letali dopo l’11 settembre.

Qualcuno al bancone potrebbe storcere il naso davanti alla solita formula di Silva: Shamron convince Gabriel, si monta una grande operazione, il piano perfetto va storto, Gabriel salva la giornata ma ne esce con le ossa (e l’anima) rotte. È vero, la struttura è classica. Ma Silva la maneggia come un maestro.

Usa l’arte come un’arma: Gabriel dovrà creare un falso d’autore per agganciare la moglie di Kharkov, Elena, collezionista d’arte intrappolata in un matrimonio con un mostro.

È un romanzo che non è solo azione. È una critica feroce alla finta democrazia russa, un’analisi lucida di un impero che vuole tornare grande a spese dell’Occidente. E c’è quel rapporto padre-figlio tra Allon e Shamron che aggiunge una nota emotiva rara nel genere.

Le pagine finali vi faranno mangiare le unghie. Silva si conferma l’erede moderno di Le Carré, capace di unire la geopolitica alla tensione pura. Se accettate la formula, vi godrete un viaggio adrenalinico.

Sconto Amazon