Il restauratore - Daniel SilvaIl restauratore di Daniel Silva è il libro che recuperiamo oggi al Thriller Café. Scritto nel 2000 ed uscito in Italia per la prima volta nel 2001, Il restauratore è il primo romanzo della serie con protagonista Gabriel Allon, giunto quest’anno alla sua 18esima avventura.

Gabriel, restauratore di opere d’arte professionista, è un personaggio solitario, silenzioso e malinconico che decide dopo un brutto periodo di rifugiarsi in una casetta di Port Navas (Cornovaglia) dove passa il tempo facendo gite in barca e lavorando con precisione al restauro di un Vecellio originale – L’adorazione dei pastori – quadro comprato all’asta per pochi spiccioli e affidato alle sue cure da Julian Isherwood, gallerista londinese sull’orlo della bancarotta.

Gabriel deve anche “restaurare” sé stesso e curarsi le cicatrici inflittegli nel Gennaio 1991 a Vienna, quando una bomba fece esplodere la sua auto uccidendo suo figlio e ferendo gravemente Leah, sua moglie, causandole forti traumi fisici e psichici.

“Da suo padre aveva anche ereditato  una memoria di ferro; da sua madre la pazienza di Giobbe e una straordinaria attenzione per i particolari apparentemente più insignificanti. Il loro secolare agnosticismo lo aveva impacciato, facendolo crescere senza  alcun senso etico o morale ebraico. Al gioco del calcio preferiva fare lunghe escursioni a piedi, all’agricoltura preferiva la lettura e lo studio. Aveva innumerevoli segreti.”

Jacqueline Delacroix è una bellissima modella francese, quasi al limite dell’età richiesta per i servizi fotografici, che sogna di potersi ritirare con qualche soldo da parte e aprire la sua scuola di danza a Valbonne, in Provenza. Il suo vero nome è Sarah Halévy, di origine ebraica, e la sua famiglia ha subìto grosse perdite durante l’Olocausto: i suoi nonni paterni sono infatti stati uccisi a Sobibor.

“Ci sono tante belle donne in Israele. Perché mai dovreste avere bisogno di me?”
“Perché Lei non è israeliana. Perché ha un regolare passaporto francese e un’occupazione legittima.”
“Quell’occupazione legittima, come la chiama Lei, mi rende profumatamente. Non sono pronta a gettarla alle ortiche.”

Gabriel e Jacqueline non sono estranei, si sono conosciuti a Tunisi e hanno avuto una relazione durante una missione: sono infatti ex agenti del Mossad – i servizi segreti israeliani – ed entrambi sono convinti di non voler avere più niente a che fare con l’Office, cercando di dimenticare e ricominciando una nuova vita.
Ma Ari Shamron, mentore e tutore di Gabriel nonché loro reclutatore, ha in mente tutt’altro.

E’ ufficialmente in pensione dalla Direzione dell’Office ma viene ricontattato in seguito ad un attentato a Parigi con diverse caratteristiche che riporterebbero ad una sua vecchia conoscenza: Tariq al-Hourani – nato e cresciuto in un campo profughi in Libano, palestinese convinto di essere stato usurpato dai suoi diritti dal popolo israeliano e per questo deciso a far fallire ad ogni costo il contratto di pace con Israele che sta per essere firmato da Yasir Arafat.

Tariq è anche il responsabile certo dell’attentato di Vienna che ha distrutto la famiglia di Gabriel e proprio per questo Ari scova Gabriel in Cornovaglia e lo convince a tornare in servizio per riuscire finalmente a vendicarsi e a chiudere i conti con il passato. Anche Jacqueline viene ricontattata per far parte della missione e acconsente, sebbene poco convinta, perché verrebbe pagata profumatamente e perché è ancora innamorata di Gabriel e sogna di ritrovare l’intesa nata a Tunisi, in quella prima missione insieme.

Formata la squadra, l’operazione – segretissima e indipendente – può partire e porterà i protagonisti a viaggiare continuamente tra Londra, Parigi e Tel Aviv.

La caratterizzazione dei personaggi è molto scrupolosa: vengono descritti nei minimi particolari approfondendo le storie della loro infanzia, delle loro famiglie, le abitudini e i sogni.
La storia in sè non è eccessivamente complessa nè contorta, anzi, Silva riesce a renderla sempre interessante con svariati colpi di scena ma restando sempre realistico.

Daniel Silva nasce a Detroit nel 1960, e dopo un lungo periodo come giornalista e corrispondente in Medio Oriente, nel 1997 lascia il campo per dedicarsi totalmente alla scrittura di spionaggio. Viaggia molto con la famiglia e descrive sempre location che ha visitato, o visita apposta a scopo di scrittura, rendendo tutte le ambientazioni molto credibili, dettagliate e molto belle: nulla è lasciato al caso – inclusi rudimenti di tecniche di restauro, approfondimenti storici (come l’Operazione Settembre Nero o il massacro di Shatila) e il tutto rende il romanzo veramente godibile e mai noioso.

Per approfondire potete trovare qui una nostra intervista a Daniel Silva.

Recensione di Elena Rossi.