Il negoziatore – James Patterson e Micheal Ledwidge

Il negoziatore – James Patterson e Micheal Ledwidge

Editore: Longanesi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 18 Luglio 2011 da Giuseppe Pastore con
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Ormai i romanzi di James Patterson che escono in Italia ogni anno non si contano neanche più. Solo nel 2011, senza contare Maximum Ride e Daniel X, ne abbiamo segnalati 3: un nuovo capitolo (13°, per la precisione) della saga Cross (Il regista d’inganni,), il volume inaugurale della nuova serie a quattro mani con Maxine Paetro (Private), negli Stati Uniti intanto giunta al capitolo 2, e ora questo “Il negoziatore“, scritto a quattro mani con il poco noto Michael Ledwidge.
Si tratta in realtà del primo episodio della saga di Michael Bennett (titolo originale Step on a crack), che in America ha debuttato nel 2007 ed è arrivata per ora a quota 4 romanzi.

Siamo di fronte al debutto di un personaggio destinato a raccogliere l’eredità di Alex Cross. Ma se Cross è lo psicologo e Lindsay Boxer la donna d’azione, Bennett è l’uomo del dialogo, colui che deve disinnescare le bombe emotive prima che esplodano, sia al lavoro che a casa.

La trama si gioca su un contrasto straziante. Da una parte c’è la vita privata di Michael Bennett, che sta crollando: la sua amata moglie Maeve sta morendo di cancro in ospedale, lasciandolo solo a gestire dieci figli adottivi. Dall’altra, c’è l’evento mondano del secolo: i funerali di stato dell’ex First Lady nella Cattedrale di San Patrizio a New York. Presenti: presidenti, star di Hollywood, potenti della terra. Un palcoscenico troppo ghiotto per non attirare il male. Un gruppo di uomini armati e spietati, guidati da una figura misteriosa, sigilla le porte della chiesa e prende in ostaggio l’intera élite americana. Bennett viene strappato dal capezzale della moglie e gettato nella mischia: è l’unico che può trattare con i terroristi e cercare di salvare centinaia di vite, mentre la sua sta andando in pezzi.

Scendendo nel cuore della narrazione, ciò che rende questo esordio memorabile è la dimensione umana del protagonista. Il lettore si trova subito a empatizzare con questo “super papà” imperfetto, diviso tra il dovere civico e il dolore privato. La scelta di alternare la tensione claustrofobica all’interno della cattedrale con i flashback teneri e dolorosi sulla costruzione della famiglia Bennett crea un ritmo emotivo unico. San Patrizio diventa una scacchiera gotica e imponente, uno scenario perfetto per un dramma che è tanto teatrale quanto violento.

Tuttavia, bisogna riconoscere che il romanzo richiede una certa dose di sospensione dell’incredulità. I cattivi, con i loro piani elaborati e le richieste stravaganti, sfiorano a volte la caricatura da film anni ’90, e la capacità di Bennett di mantenere la lucidità professionale mentre vive una tragedia personale così devastante appare quasi sovrumana.

In conclusione, “Il negoziatore” è un ingresso interessante nel panorama del thriller. Un romanzo che mescola lacrime e polvere da sparo, presentandoci un eroe che combatte non perché è invincibile, ma perché ha dieci ottime ragioni per tornare a casa la sera.

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