Il maestro – James Patterson e Michael Ledwidge

Il maestro – James Patterson e Michael Ledwidge

Editore: Longanesi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 28 Maggio 2012 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

Secondo episodio della serie di Michael Bennett, dopo l’esordio con “Il negoziatore“, è uscito il 10 maggio in Italia “Il maestro“, firmato a quattro mani da James Patterson e Michael Ledwidge.

Siamo nel 2009 e la Grande Mela si risveglia con un nuovo incubo che serpeggia tra i viali di Park Avenue e i ristoranti alla moda. Dopo l’adrenalina del primo caso, il detective Bennett sperava forse in un po’ di tregua per occuparsi della sua numerosa famiglia, ma il destino ha piani diversi e decisamente più sanguinosi.

La trama ci presenta un serial killer che si fa chiamare “Il Maestro”. Quest’uomo, freddo e calcolatore, si è auto-incaricato di una missione folle: insegnare le buone maniere ai potenti di New York. Le sue vittime sono ricchi, arroganti e sgarbati, puniti per la loro mancanza di rispetto con esecuzioni esemplari. Mentre il panico si diffonde nell’alta società (dove nessuno si sente più al sicuro nemmeno al ristorante o a teatro), Bennett viene incaricato delle indagini. Il detective deve muoversi in fretta per fermare questa scia di omicidi che sembra godere di un inquietante consenso popolare. In molti, infatti, vedono nel Maestro una sorta di vendicatore sociale. A complicare il quadro c’è la vita privata di Michael, che deve gestire dieci figli adottivi da solo dopo la recente perdita della moglie, cercando di non far mancare loro l’affetto mentre dà la caccia a un mostro.

In questo secondo volume si evidenzia la capacità degli autori di costruire un antagonista affascinante e ambiguo. Il Maestro non è un semplice macellaio, ha uno stile e una “etica” distorta che lo rendono un nemico degno di nota. Patterson tocca qui un nervo scoperto della società contemporanea: l’insofferenza verso l’arroganza del potere e del denaro. Il ritmo della narrazione è, come da tradizione, serratissimo. I capitoli brevi si susseguono come colpi di pistola e trascinano il lettore in una corsa contro il tempo che lascia poco spazio alla noia.

La componente familiare (benché a volte un po’ idealizzata nella gestione logistica di dieci ragazzi) funge da perfetto contrappeso alla violenza della storia. Vedere Bennett passare dal ruolo di duro investigatore a quello di padre premuroso che cerca di gestire l’influenza spagnola in casa aggiunge umanità al personaggio e lo rende tridimensionale. Bisogna però accettare che la verosimiglianza delle indagini venga spesso sacrificata in nome dello spettacolo e della velocità di lettura.

In conclusione, “Il maestro” è un thriller che mantiene le promesse del suo predecessore. Solido, veloce e con un cattivo che vi farà pensare due volte prima di trattare male un cameriere o tagliare la strada a qualcuno.

Sconto Amazon