Serenata senza nome – Maurizio De Giovanni

Serenata senza nome – Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Redazione
Protocollato il 5 Giugno 2016 da Redazione con
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Con “Serenata senza nome“, che ha per sottotitolo “Notturno per il commissario Ricciardi” ed è pubblicato come di consueto da Einaudi nella collana Stile Libero Big, Maurizio de Giovanni aggiunge un nuovo tassello alle indagini e alla psicologia del suo personaggio più riuscito.
Torna infatti il commissario della Squadra Mobile della Questura della Regia Polizia di Napoli degli anni Trenta, e lo fa con un romanzo che ha tutto il sapore del giallo degli altri tempi.

In “Serenata senza nome” troviamo infatti, fra i protagonisti, un pugile che, dopo anni di assenza, torna al paese per cercare il suo grande amore, salvo trovarsi invischiato in un intrigo che potrebbe fargli fare una pessima fine.
Dopo un 2015 molto intenso per quanto riguarda la sua produzione letteraria, Maurizio de Giovanni non intende lasciare a bocca asciutta i suoi fan ed ecco che, proprio in tempo per le letture estive, arriva una nuova indagine del commissario Ricciardi.

A questo punto non ci resta che sperare in un nuovo titolo dedicato all’altra ottima serie creata dal prolifico autore napoletano, i Bastardi di Pizzofalcone guidati dall’ispettore Lojacono, magari durante l’inverno. Nel frattempo, però, occupiamoci di “Serenata senza nome” e cerchiamo quale enigma attende Ricciardi e i suoi uomini.

Son passati tanti anni da quando Vinnie Sannino, poco più che bambino, riuscì a infilarsi di nascosto su una nave, salpando l’oceano per cambiare continente e vita. Un cambiamento che gli ha portato fortuna, soldi e molta fama: giunto negli USA Vinnie ha saputo farsi strada, con i pugni, fino ad arrivare in cima, fino al titolo di campione mondiale di boxe nella categoria dei pesi mediomassimi. Titolo che ha significato molto anche in patria e che ha reso Vinnie un simbolo per il regime fascista, un orgoglio da poter sfoggiare in giro per il mondo come esempio delle qualità del vero uomo.

Ma ogni sogno, per quanto splendido, giunge alla sua fine e per Vinnie quella fine arriva quando, durante un incontro, uccide il suo avversario: il campione appende i guantoni al chiodo e non vuole più saperne di pugni e ring. Ecco quindi che arriva per lui il momento giusto per tornare in Italia, a cercare il suo vecchio amore, la splendida Cettina che aveva lasciata, disperata e inconsolabile, sul molo quando partì per l’America.

Ma gli anni sono passati per tutti, anche per la sua Cettina, che ora è madre e moglie. Anzi, per meglio dire madre e vedova, visto che poco dopo il ritorno di Vinnie, il marito della donna, un commerciante facoltoso e conosciuto, viene trovato cadavere in un vicolo. La causa della morte è un forte pugno alla testa, molto simile a quello con il quale Vinnie ha steso il suo ultimo avversario. Una coincidenza troppo comoda per incastrare un innocente oppure la gelosia ha prevalso e Vinnie ha voluto eliminare il rivale in amore?
Toccherà a un commissario Ricciardi sempre più impegnato in faccende personali cercare di risolvere il caso.

Con questo libro si nota come de Giovanni abbia qui toccato una delle vette del suo “noir sentimentale“. La figura di Vinnie Sannino è tragica e potente, un gigante buono schiacciato da un destino beffardo, che porta con sé il tema dell’emigrazione e della nostalgia in modo toccante. L’ambientazione meteorologica non è solo contorno, ma sostanza: la pioggia detta il ritmo lento e malinconico della narrazione, creando un’atmosfera grigia che avvolge lettore e protagonisti.

Tuttavia, bisogna notare che in questo capitolo la componente mystery pura appare leggermente più debole rispetto ad altri episodi. Il colpevole e la dinamica dell’omicidio, per il lettore esperto di gialli, potrebbero risultare intuibili prima del finale. Il romanzo si regge quasi interamente sulla forza emotiva dei personaggi e sulle loro sofferenze amorose, rischiando a tratti di scivolare un po’ troppo verso il melodramma o la sceneggiata napoletana, seppur di altissima qualità letteraria. Anche le vicende personali di Ricciardi, Maione e Bambinella, pur sempre deliziose, sembrano qui fare un passo di lato piuttosto che un vero passo avanti.

In conclusione, “Serenata senza nome” è un libro che si legge col cuore in gola. Un noir struggente dove l’indagine di polizia è il pretesto per raccontare l’amore in tutte le sue forme: quello che salva, quello che uccide e quello che non si dimentica mai.

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