Selfie – Jussi Adler-Olsen

Selfie – Jussi Adler-Olsen

Editore: Marsilio
Elvezio Sciallis
Protocollato il 25 Ottobre 2017 da Elvezio Sciallis con
Elvezio Sciallis ha scritto 222 articoli
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Autunno significa ormai da tempo un nuovo romanzo di Jussi Adler-Olsen e con “Selfie” ecco che Marsilio, puntuale come ogni anno, ci offre un nuovo caso per quella che consideriamo la squadra investigativa più originale e anomala del panorama di genere, la Sezione Q.

Uscito in Danimarca con il titolo di “Selfies“, questo volume è il settimo del ciclo dedicato alla Sezione Q ed è tradotto da M. V. D’Avino e C. V. Letizia all’interno della collana Farfalle GialloSvezia.

Selfie” è per molti versi una delle opere più interessanti dell’intera serie, vuoi perché affronta un aspetto molto particolare della società danese, o perlomeno della capitale, e vuoi perché mette la Sezione Q di fronte a una minaccia particolarmente tenebrosa proprio quando la squadra è indebolita e attaccata da più parti.

A beneficio di chi non ha mai letto i romanzi di Jussi Adler-Olsen, ricordiamo che la Sezione Q è stata formata per occuparsi di vecchi casi mai risolti ed è sostanzialmente formata da tre persone. Carl Mørck, che è a capo del gruppo e ha un passato nella squadra omicidi; Hafez el-Assad, che si dichiara siriano ma che ha un passato misterioso e sconosciuto, e agisce sia da autista che da assistente e in pratica è il braccio destro di Carl e infine Rose Knudsen, sulla carta “soltanto” segretaria ma in realtà in grado, molto spesso, di dare contributi fondamentali alle indagini grazie al suo intuito.

Rose è un elemento molto particolare in un gruppo che è già ben originale di suo: ha un carattere instabile e quando si arrabbia o è contrariata si mette in malattia, mandando al suo posto la sorella gemella Yrsa, che oltre a essere uguale a lei fisicamente ne condivide anche perspicacia e intelligenza.
Proprio questo particolare sarà più che mai importante in questa settima avventura della Sezione Q, e vi spieghiamo il perché.

La Sezione Q di Carl Mørck sta attraversando il momento più difficile da quando è stata fondata: i potenti a capo della polizia di Copenaghen sono insoddisfatti del rendimento e stanno pensando di smantellarla. La persona che saprebbe difendere al meglio l’operato della squadra, ovvero Rose, sta attraversando un periodo particolarmente doloroso collegato ad avvenimenti del passato e si è quindi messa in malattia.

Contemporaneamente Carl è impegnato in una indagine molto complessa: in un parco della capitale viene trovato il cadavere di una anziana signora e la squadra riesce a collegare l’evento a un cold case riguardante la morte di una giovane, stupenda insegnante.

Con Rose che sembra essere completamente scomparsa ed è irrintracciabile, una Sezione Q incompleta dovrà tentare di risolvere al più presto l’indagine per dimostrare tutta la propria competenza ed evitare ulteriori problemi con i superiori. Il tutto mentre una serie di crimini terrorizza Copenaghen, complicando ancora di più un quadro già fosco.

L’opera si presenta come un mosaico complesso e spietato sulla società danese contemporanea. Adler-Olsen decide di mettere a nudo il narcisismo delle nuove generazioni e le falle del sistema di assistenza sociale con una lucidità tagliente. Il punto di forza indiscutibile risiede nell’approfondimento psicologico di Rose; il suo crollo svela finalmente le radici del suo comportamento erratico, rendendola il vero fulcro emotivo della vicenda. La capacità dell’autore di mantenere viva la curiosità attraverso capitoli brevi e un montaggio quasi cinematografico conferma la sua maestria nella gestione del ritmo.

A tratti emerge però una sovrabbondanza di sottotrame che rischia di disperdere l’attenzione. L’autore intreccia così tanti fili narrativi che la risoluzione finale appare compressa rispetto alla preparazione monumentale del volume. La figura di Carl Mørck in questo settimo capitolo appare un po’ più statica, quasi sommersa dalle beghe burocratiche e dai problemi personali della sua squadra. Nonostante questi piccoli squilibri, la tensione resta alta e la critica sociale non scade mai nel moralismo banale.

Un noir denso che scava nelle ossessioni moderne e nella solitudine nascosta dietro i filtri dei social media. Risulta una scelta ideale per chi ha amato l’evoluzione umana dei protagonisti e cerca un’indagine capace di riflettere i mali del nostro tempo.

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