Paziente 64 – Jussi Adler-Olsen

Paziente 64 – Jussi Adler-Olsen

Editore: Marsilio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 4 Novembre 2014 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1160 articoli
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Tra i romanzi di recente pubblicazione che riteniamo interessanti, annoveriamo sicuramente il nuovo libro di Jussi Adler-Olsen, “Paziente 64“, da poco edito da Marsilio nella nota collana GialloSvezia.
Si tratta del quarto volume della serie della Sezione Q guidata da Carl Morck, dopo i precedenti “La donna in gabbia“, “Battuta di caccia” e “Il messaggio nella bottiglia“; in lingua originale è uscito per ora anche il quinto episodio della saga dal titolo “Marco effekten“.
In Paziente 64, Morck e i suoi assistenti Assad e Rose sono chiamati a indagare su fatti accaduti cinquant’anni prima su una piccola isola in cui venivano confinate donne che il mondo ha cacciato, e che qui venivano vessate e maltrattate. Una di loro, Nete Hermansen, ne era fuggita, ma il passato l’aveva di nuovo raggiunta. Correva l’anno 1987, e la sua voglia di vendetta era allora esplosa inarrestabile contro chi in gioventù aveva abusato di lei, incluso Curt Wad, il carismatico chirurgo che faceva parte di un movimento deciso a sterilizzare le ragazze ribelli negli anni 50 in Danimarca.
Più di vent’anni dopo, Morck sta lavorando a un caso degli anni 80: la sparizione di una proprietaria di un bordello chiamata Rita. Assad e Rose scoprono che nello stesso weekend sparirono numerose altre persone, arrivando poco alla volta sempre più vicini al nome di Curt Wad, il cui brutale trattamento di Nele e di altre come lei è solo una piccola parte del male di cui è stato capace.

Paziente 64” è un libro che denuncia uno dei capitoli più neri della storia Danese: Sprogo, l’isola in cui le donne “promiscue” venivano deportate e sottoposte ad abusi dei più crudeli per proteggere la società dalla possibile loro procreazione e diffusione di geni “difettosi”.
Un’istituzione che restò aperta fino al 1959 e che testimonia come anche la perfetta Danimarca abbia delle pagine oscure da cancellare.

Ho trovato la ricostruzione storica dell’istituto femminile straziante. La capacità di Jussi Adler-Olsen di intrecciare fatti realmente accaduti con la finzione narrativa rende questo capitolo il più potente a livello emotivo. La figura di Nete è scritta con una profondità rara: è una vittima che diventa carnefice senza perdere la sua tragica umanità. Il legame tra la violenza del passato e il cinismo della politica moderna è reso con lucidità. Nello scantinato della Sezione Q, l’equilibrio tra Carl, Assad e Rose è ormai perfetto; le loro interazioni sono l’unica luce in una storia molto nera.

Dall’altra parte, ho notato una certa stanchezza nelle sottotrame personali di Carl. Le vicende legate alla sua ex moglie e alla gestione del coinquilino iniziano a essere ripetitive e tolgono spazio alla tensione principale. Inoltre, l’organizzazione segreta dei cattivi ha un sapore quasi caricaturale, eccessivamente malvagia per risultare del tutto credibile. Nonostante questi limiti di ritmo, la forza del tema centrale trascina il lettore fino a un finale che non lascia spazio a facili consolazioni.

In definitiva comunque questo libro merita una lettura (non a caso arrivato al primo posto della classifica di vendita del New York Times).

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