Cause innaturali – Patricia Cornwell

Cause innaturali – Patricia Cornwell

Serie: Kay Scarpetta
Editore: Mondadori
Giuliano Muzio
Protocollato il 22 Aprile 2024 da Giuliano Muzio con
Giuliano Muzio ha scritto 177 articoli
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Molti di voi, cari avventori del Thriller Café, saranno contenti di salutare il ritorno di Kay Scarpetta, celeberrima anatomo-patologa forense, creata dal genio di Patricia Cornwell, una delle antesignane del forensic crime, che torna in libreria con il suo “Cause innaturali”, edito da Mondadori (traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso).

Tra i boschi della Virginia è avvenuto un efferato duplice omicidio, dai contorni piuttosto misteriosi, visto che i cadaveri sono state ferocemente seviziati post-mortem e fatti ritrovare nei pressi di una vecchia miniera d’oro, ormai abbandonata. Le vittime, inoltre, sono a loro volta pericolosi criminali, sotto indagine, non solo da parte dell’FBI, ma anche del Servizio Segreto statunitense. Pare che appartengano a un gruppo terroristico con ramificazioni internazionali e collegamenti con Russia e Cina. Così, quando Kay Scarpetta giunge sul luogo del crimine, ritrova decine di agenti di ogni tipo di polizia, oltre agli immancabili giornalisti d’assalto. Saranno le sue indagini a svelare i legami di questi omicidi con altre morti avvenute nel passato e mai completamente risolte.

Ci sono quindi tutti gli ingredienti di partenza per una delle usuali avventure mozzafiato che hanno per protagonista Kay Scarpetta. Peccato però che in questo caso il plot stenti abbastanza a decollare: il romanzo manca di una struttura narrativa forte, con una vicenda portante, e si perde ben presto in una serie di micro-storie secondarie abbastanza lente e con poco ritmo. Come se, a fronte di un soggetto ben individuato e descritto, un pericoloso presunto attacco terroristico nei boschi della Virginia, la Cornwell non abbia voluto costruire attorno a questo una storia principale, ma abbia accostato tanti piccoli episodi che paiono più in linea con una serie televisiva che con un film, per usare una metafora cinematografico-televisiva. Purtroppo, il risultato è che vi sono diverse parti del libro che fanno fatica a scorrere e che risultano non propriamente brillanti. Tutto questo, nonostante la scrittura della Cornwell sia come al solito perfetta, i dialoghi bene impostati e i personaggi ottimamente tratteggiati.

E i temi da mettere in evidenza non mancano certamente. Su tutti il terrorismo internazionale e, più in generale, le crescenti tensioni geopolitiche che minano la sicurezza del nostro pianeta. La Russia e la sua volontà di turbare la tranquillità delle popolazioni occidentali, ma anche il protagonismo della Cina in questo senso. Ovviamente gestiti in una logica un po’ semplificata, come è ovvio che avvenga in casi come questo. E poi tanta tecnologia, che la Cornwell a dire il vero ha sempre molto considerato nelle sue opere. Ma se prima c’era più attenzione per microscopi e materiali biologici, come è ovvio che sia per un’anatomo-patologa, oggi c’è anche molto software, reti, connessioni Internet e così via. Non manca chiaramente l’intelligenza artificiale, né gli avatar, in questo continuo rimbalzo tra realtà concreta e realtà virtuale, tema che oggi sembra difficile non fotografare anche nei romanzi thriller.

Da questo punto di vista, non pare che la Cornwell sia molto tenera nei confronti di quanto le nuove tecnologie propongono all’umanità. Anzi, neanche troppo velatamente, in diversi passaggi di “Cause innaturali” (titolo ripreso fedelmente dall’originale), a cominciare dal titolo stesso, sembra che l’autrice americana voglia metterci in guardia da una possibile distorsione della nostra natura, come se l’eccessiva fiducia che abbiamo riposto nello sviluppo tecnologico possa finire per prepararci a orizzonti quasi mostruosi. Che infatti ci erano preannunciati fin dalla citazione collocata all’esordio dell’opera, tratta da “Frankestein” di Mary Shelley: “Ero dunque un mostro che macchiava la faccia della Terra e da cui tutti fuggivano e che tutti ripudiavano?” Tema straordinariamente attuale e molto interessante, che forse un intreccio con un po’ più di verve avrebbe potuto più efficacemente rappresentare.

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