In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
Segnalazione di oggi dedicata a un’iniziativa organizzata dal Festival Grado Giallo. Il Comune di Grado, organizzatore del Festival, in collaborazione con Il Giallo Mondadori, istituisce un premio letterario per il miglior racconto giallo, thriller e noir. Vi riporto a seguire le modalità di partecipazione:
1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei
2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana
3) Le opere devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure sul web
4) La lunghezza massima delle opere partecipanti deve essere di 20 cartelle dattiloscritte. Ogni cartella va intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2000 battute
5) Ogni autore può partecipare con quanti elaborati desidera, senza alcuna limitazione
6) I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno, al seguente indirizzo:
PREMIO GRADO GIALLO
c/o Biblioteca civica – Via Orseolo II n.22 – 34073 GRADO (GORIZIA)
entro e non oltre il 31 marzo 2012
Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata al seguente indirizzo di posta elettronica: cultura@comunegrado.it
7) All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si può trovare nelle ultime pagine di ‘Il Giallo Mondadori’ in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre inserire nella busta un tagliando in originale
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James Ellroy e Otto Penzler: già i curatori di questa antologia che presentiamo oggi (Millennium Thriller, edita da Newton Compton) dovrebbero essere una garanzia di qualità, e andando a guardare gli autori coinvolti sembra che le premesse per delle buone letture di ci siano proprio tutte. Jeffery Deaver, Joyce Carol Oates, Jim Thompson, Dennis Lehane, Elmore Leonard e lo stesso Ellroy sono alcune delle 35 penne presenti nel mega tomo da 751 pagine (comunque economico: meno di 10€), senza scordarsi di Woolrich, Crumley o Hunter… Insomma, un aggregato di scrittori di primissimo livello e per tutti i gusti, dal noir al thriller puro. Storie uniche, spesso inedite in Italia, che ci conducono nelle strade di campagna della provincia o nei vicoli bui delle grandi metropoli americane. Racconti che spaziano dalle atmosfere fumose degli anni Venti fino alle tinte horror delle vicende ambientate ai giorni nostri. Storie cupe e morbose, violente e avvincenti, ricche di colpi di scena e suspense, che in molti casi sono state portate sul grande schermo.
Dal sito dell’editore è possibile scaricare un estratto del libro (PDF).
In chiusura vi riportiamo il booktrailer
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E’ uscito da qualche settimana il nuovo romanzo di John Grisham, intitolato I contendenti. Nonostante il re del legal thriller non sia più quello di una volta, segnaliamo comunque il libro qui su Thriller Café per tutti i suoi fedelissimi.
La trama è questa:
Oscar Finley e Wally Figg sono due avvocati di Chicago soci da vent’anni in un piccolo studio legale sempre sull’orlo del fallimento. Litigiosi come una vecchia coppia, cercano di rimediare clienti come possono, perlopiù offrendo la loro consulenza “su misura” in divorzi lampo o alle vittime dei frequenti incidenti d’auto all’incrocio vicino al loro ufficio. I due tirano avanti più o meno dignitosamente nella speranza di fare prima o poi il colpo grosso e di imbattersi in una causa che li renda finalmente ricchi. Il tran tran viene bruscamente stravolto il giorno in cui da loro irrompe David Zinc, giovane e rampante avvocato che fino a poche ore prima lavorava in uno dei più rinomati studi legali della città. Stanco dei ritmi massacranti e deciso a cambiare vita una volta per tutte, David non si è presentato in ufficio, si è preso una sbronza colossale e, per una serie di circostanze fortuite, è arrivato lì, chiedendo di essere assunto. Sembra decisamente un segno del destino perché proprio in quei giorni ai tre si presenta l’opportunità della vita: un caso scottante che riguarda un’importante industria farmaceutica e che può farli diventare finalmente ricchi. A quanto pare fama e soldi sono dietro l’angolo, ma è tutto troppo bello per essere vero e, quasi senza rendersene conto, Oscar, Wally e David si troveranno alle prese con un processo che rischia di stritolarli, dove sono in gioco miliardi di dollari e in cui i più agguerriti avvocati dei migliori studi legali si sfidano in una guerra all’ultimo sangue.
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Torna nelle librerie italiane la coppia più nota e amata dai lettori di truecrime e saggistica nera: Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi danno alle stampe, ancora una volta con Mondadori, il loro nuovo libro, Sex crimes. Storie di passioni morbose e di efferati delitti. Come già il titolo chiarisce, si tratta di un volume dedicato a crimini e omicidi a sfondo sessuale, raccontati a partire dalle storie di stupratori seriali, serial killer e assassini cannibali, ricostruite anche dal punto di vista delle investigazioni e delle dinamiche psicologiche. Un volume che come i precedenti 4 della coppia Lucarelli – Picozzi, cerca di far conoscere fatti tragici e di mostrare quanto sia labile il confine tra perversione e delitto senza dimenticarsi della sofferenza delle vittime e dei loro familiari.
In sintesi, questo il contenuto:
“lo vedo una ragazza alla fermata del pullman. Non so spiegarlo. È una tentazione, che devo attirare la sua attenzione, lo sento una forza dentro che mi dice di attaccare quella ragazza, di avvicinarla, di caricarla con le buone in macchina. Io partivo con un gran mal di testa; avevo però dentro di me una carica, una grande forza; non c’era più Alberto Motta, e subentrava la forza cattiva appena vedevo una ragazza… la successione era donna, scatto, prendila, fai violenza, strangolala. Non è che esco già con questo pensiero, scatta quando la vedo.” Chi racconta, Alberto Motta, è uno dei più efferati criminali sessuali della storia del nostro paese. Responsabile di un numero impressionante di aggressioni e stupri, culminati alla fine in un omicidio, rappresenta il tipico caso di stupratore seriale, spinto alla violenza da un odio e un risentimento profondi verso il genere femminile. Carlo Lucarelli, grande scrittore di noir, e Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo che ha lavorato in prima persona in molti dei casi raccontati, ci accompagnano nel folle viaggio che spinge uomini all’apparenza normali a trasformarsi in letali predatori sessuali. Leggi il resto »
Segnaliamo oggi il concorso letterario Giallo Mensa, ideato dall’associazione Mensa Italia in collaborazione con Il Giallo Mondadori.
Si tratta di un premio gratuito e aperto a tutti per racconti di lunghezza massima di 20 cartelle, inediti. La scadenza è fissata per il 30 aprile 2012.
Il racconto vincitore sarà pubblicato su uno dei volumi del Giallo Mondadori in edicola nel mese di novembre 2012.
Il regolamento, reperibile sul sito del Mensa (pdf), è il seguente:
1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei
2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana
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Se siete passati in un’edicola in questi giorni, forse vi è già capitato di incrociarlo: Crime e scienza è il nuovo magazine dedicato al crimine appena nato per iniziativa di Jacopo Loredan (direttore di Focus) e pubblicata da Gruner+Jahr/Mondadori.
Si tratta di una rivista che si occupa dei temi legati alla criminalità e al “noir” con un approccio scientifico e autorevole: Massimo Polidoro, scrittore e fondatore del CICAP, coinvolto nel progetto, sul suo blog ne elenca i pregi, a partire dal calibro degli autori degli articoli. A raccontare i casi più scottanti ci sono infatti esperti come il criminologo Massimo Picozzi, lo scrittore Alessandro Perissinotto, il capo della squadra mobile di Roma, Vittorio Rizzi, la patologa forense Cristina Cattaneo e il giornalista Marco Gregoretti.
La pagina dedicata su Focus la trovate all’indirizzo http://www.focus.it/crime/, dove è possibile anche interagire con uno sfogliabile.
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Apriamo la settimana del Thriller Café con una segnalazione che vale per due. Il titolo di oggi, L’ombra della verità di Karin Slaughter, infatti, fa da apripista alle pubblicazioni del nuovo progetto editoriale TimeCrime, nato da una costola di Fanucci e dedicato ai lettori che amano il thriller in tutte le sue forme, dallo storico allo psicologico, dal noir alla spy-story, dal suspence al mystery, dal poliziesco alla detective-story, dal giallo all’hard-boiled. L’obiettivo di questo nuovo marchi è quello di pubblicare trenta novità all’anno, e di farlo offrendo edizioni hardcover a soli 7.70€: un prezzo sicuramente competitivo che potrebbe avvicinare ai suoi volumi anche lettori costretti dalla crisi a orientarsi su edizioni economiche e non su nuove uscite.
Del romanzo di Karin Slaughter, in uscita a gennaio assieme ad altri due titoli (“Venti corpi nella neve” di Giuliano Pasini e “In difesa” di Jacob di William Landay), vi proponiamo in esclusiva l’incipit, su gentile concessione dell’editore.
Il libro inizia così:
DECATUR CITY OBSERVER
17 GIUGNO 1985
UCCISA ADOLESCENTE DI DECATUR
La quindicenne Mary Alice Finney è stata trovata morta dai genitori nella loro casa in Adam Street ieri mattina. La polizia non ha rivelato particolari riguardo al crimine dichiarando solo che si tratta di omicidio e che stanno interrogando le ultime persone viste in compagnia della Finney. Paul Finney, padre della ragazza e assistente procuratore distrettuale per la contea di DeKalb, in una dichiarazione rilasciata la notte scorsa ha affermato che la polizia consegnerà l’assassino della figlia alla giustizia. Studentessa modello alla Decatur High School, Mary Alice faceva parte del gruppo delle cheerleader ed era stata recentemente eletta rappresentante di classe del secondo anno. Fonti vicine alle indagini hanno confermato che il corpo della ragazza è stato trovato mutilato.
Oggi nella sezione True Crime diamo spazio a un testo edito da Edizioni Mediterranee e firmato da Roy Hazelwood e Stephen G. Michaud, dal titolo Ossessioni criminali (titolo originale, Dark Dreams).
Il primo noto ex profiler del FBI (del quale abbiamo riportato anche un testo sul Criminale Sessuale Sadico) e il secondo giornalista di Dallas, i due autori portano il lettore all’interno di alcune delle menti più deviate che hanno calcato il suolo americano e non solo. Omicidi seriali, necrofili, pedofili, sadici e stupratori. Un campionario di perversioni e parafilie purtroppo riccamente assortito, descritto con la visione profonda di chi s’è addentrato in queste tenebre e per anni (16 nell’Unità di Scienze Comportamentali dell’FBI) ha cercato di capire dove e perché si annida il male.
Un racconto che non indugia su dettagli raccapriccianti, ma che dalla realtà di quanto esposto parte per tracciare delle coordinate che aiutino a orientarsi nell’oscurità.
Accanto alle storie, inoltre, Hazelwood e Michaud portano poi il lettore sulla scena del delitto e gli mostrano metodologie e tecniche d’indagine su cui il criminal profiling si poggia. Quelle stesse che consentono di far luce su morti sospette, tecniche illustrate nell’interessante capitolo 13 e identificate come EDA, Equivocal Death Analysis, che dinnanzi a particolari dissonanti mostrano come un apparente suicidio sia invece un un omicidio, o un gioco auto-erotico spinto troppo in là.
A conclusione del volume, in ogni caso, la domanda di Hazelwood inquieta: dopo aver letto di tanti orrori, è possibile che quanto incontrato possa diventare più comune e che in futuro i delitti sessuali possano diventare più brutali ancora? L’autore, basandosi su 25 anni di esperienza nel campo, dice di sì. E di certo la prospettiva è aberrante.
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Su Thriller Café oggi recuperiamo un libro di Valter Binaghi del 2010: Ucciderò Mefisto, edito da Perdisa Pop nella collana Babele Suite.
Titolo: Ucciderò Mefisto
Autore: Valter Binaghi
Anno: 2010
Editore: Perdisa
Il caso è semplice per il commissario di polizia Leonetti. Fausto Blangè è reo confesso. Ha ucciso il suo analista, il dottor Giacomo Collinaro con un colpo di pistola in faccia. “L’uomo ha una bella voce, il tono affabile, privo d’inflessioni, l’espressione impostata senza risultare contraffatta, come di uno per cui parlare è un talento naturale più che una professione”, ma oltre ad ammettere l’omicidio, Blangè non dice altro di sensato. “Chiamava il suo custode: l’airone. L’airone, capisce? Un uccello e poi parlava di Faust, e Margherita, e Mefistotele”.
Il caso per il commissario Leonetti è già chiuso in partenza, e chiuso rimane, però nella natura del tutore dell’ordine c’è un tarlo. Vuole capire il perché di questo delitto efferato. Blangè ha tutto, nessun problema economico, una carriera universitaria avviata. È uno scrittore di best seller, ricercato dalle televisioni e dalla stampa come opinionista. Vince premi letterari. Ha un promoter che gli ha dato credibilità nell’ambiente culturale, una produttrice televisiva che cura la sua immagine ed anche una bella studentessa come amante. Licia.
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Guanda torna a presentare una delle penne più coraggiose del panorama thriller; perché coraggiose? Perché è inusuale introdurre in uno schema narrativo noir elementi divertenti e scanzonati come riesce a fare Gianluca Morozzi in “Chi non muore”. Un romanzo che ci racconta di una Bologna giovane, spensierata, contornata da musica e locali, ma che nasconde tra le proprie pieghe, gli stessi orrori di una grande metropoli. Attraverso un linguaggio ironico, volutamente “giovanile”, Morozzi ci presenta dei ragazzi che tra studio e momenti di svago fanno comprendere quanto sia complicata la dimensione quotidiana e la convivenza con il lato più nero dell’anima. Perché sono stati uccisi i tre componenti del gruppo musicale Inarcadia Ego? E che cosa è successo all’unico musicista ancora vivo, Mizar, per renderlo così ombroso e taciturno? Che ruolo avrà Angie in tutto questo? Cogliamo allora l’occasione per fare due chiacchiere con l’autore bolognese e dissipare un po’ di curiosità legate al Maestro del Progressive-noir.
[D]: Angie, la protagonista del romanzo, rappresenta la tua idea della gioventù di oggi?
[R]: Solo una categoria, come alcune studentesse che ho conosciuto. Angie è un personaggio che ha caratteristiche strane, come la passione per la meccanica… ma ne fanno per certi versi un personaggio infelice che spicca.
[D]: La Bologna che descrivi è una città spesso pericolosa e leggera, come si incontrano questi due aspetti?
[R]: La Bologna descritta è racchiusa in una parte del libro, ho usato un personaggio che vedesse la città con occhi propri, li descrive e si intreccia con loro in maniera naturale, tra locali con vino scadente e happy hour, con luci e ombre e portici sinistri.
[D]: E’ stato facile scrivere con un linguaggio da adolescenti?
[R]: Dovevo rendere credibile una donna di 22 anni, io sono un uomo di 40… ho chiesto a una ragazza che abita fuori zona di leggere il libro, e a una studentessa, per capire le abitudini di oggi. Non volevo che lo slang usato fosse obsoleto così entrambe mi hanno aiutato. E’ stato facile anche perché per fortuna frequento i più giovani, anche se non sono vecchissimo.
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