Immagina di aver passato vent’anni aspettando l’esecuzione dell’uomo che ha ucciso tua figlia. Immagina di salire su un autobus per assistere a quel momento. Ora immagina che, nel bel mezzo del viaggio, ti venga il sospetto che forse quell’uomo è innocente.
Benvenuti nell’incubo di Susan Lentigo.
Susan è una cameriera di provincia, una donna spezzata dal dolore ma ancora in piedi. La sua bambina, Amy, è stata brutalmente uccisa vent’anni prima. Ora il suo assassino è sul lettino della morte, e Susan è diretta in North Dakota per assistere all’esecuzione.
Ma il viaggio prende una piega inaspettata. Una scoperta casuale, un dubbio improvviso, e una certezza che inizia a sgretolarsi. E se il vero colpevole fosse ancora libero? Peggio ancora: e se stesse per colpire di nuovo?
Matt Witten costruisce un thriller dal ritmo incalzante, che prende la forma di un thriller on-the-road. Susan non ha soldi, perde il suo mezzo, viene derubata… ma non si ferma. La sua ricerca della verità la porta ad allearsi con Kyra, un’adolescente ribelle, e con il poliziotto in pensione che aveva arrestato l’uomo poi condannato a morte.
È un viaggio fisico e psicologico tra l’America rurale e decadente, quella fatta di bar scrostati, stazioni di servizio, motel da quattro soldi, e una giustizia che spesso non vede ciò che ha sotto gli occhi.
Il cuore simbolico del romanzo è una collana di perline, fatta da Amy e sua madre. Un oggetto semplice, ma assente dalla scena del crimine. Un dettaglio trascurato, che diventa la chiave dell’intero mistero. Witten lo usa come filo conduttore per portare alla luce errori giudiziari, traumi irrisolti e la sete di vendetta che può diventare accecante.
Susan è tutt’altro che perfetta. È scontrosa, impulsiva, a volte sgradevole. Ma è anche autentica, umana, ferita. Witten la dipinge con realismo e compassione: una donna comune trascinata in un dramma più grande di lei, che però non smette mai di lottare. Alcuni lettori potrebbero trovarla difficile da amare, ma è proprio la sua imperfezione a renderla memorabile.
“La collana” è un thriller emozionale, con una tensione che cresce gradualmente fino agli ultimi capitoli, dove il conto alla rovescia si fa ossessivo. Il finale non è perfetto – alcuni passaggi della trama sono un po’ forzati – ma il coinvolgimento emotivo è forte e autentico.
Chi ama i romanzi in cui la giustizia si scontra con la verità troverà pane per i suoi denti. Chi cerca un thriller dai toni cupi, ma con una scintilla di speranza, ha trovato la sua prossima lettura.
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