Tempesta di neve e profumo di mandorle – Camilla Läckberg
Continua inesorabile l’ascesa di Camilla Läckberg presso Marsilio e su tutti i lettori italiani: con Tempesta di neve e profumo di mandorle la signora del thriller svedese ci porta nuovamente dalle parti dell’amato Fjällbacka, suo paese natale e teatro delle imprese della coppia investigativa formata da Erica Falck e Patrik Hedström.
Effervescente e inquieta sia quando scrive che quando vive, Camilla Läckberg aggiunge questo titolo laterale alla serie, e festeggia con una storia che ha più di una eco di certe opere di Agatha Christie.
In “Tempesta di neve e profumo di mandorle” ci troviamo infatti di fronte a una situazione cara alla regina del giallo: una cena di famiglia in occasione di una importante festa, un morto improvviso, tanti moventi e tanti alibi fino alla scoperta del colpevole.
Ci sarà quindi occasione di un buon lavoro di approfondimento psicologico sui vari personaggi e sulle loro relazioni, vediamo di scoprire qualcosa di più sulla trama…
Si torna a Fjällbacka e il piccolo paese chiuso fra rocce e mare, con le sue case in legno coperte da un manto di neve, offre decisamente il meglio di se stesso durante il periodo delle feste natalizie.
E infatti ci troviamo proprio a una settimana da Natale e amici e parenti cominciano a radunarsi e incontrarsi per scambiarsi doni e auguri, così capita anche a Martin Molin, un collega di Patrik Hedström alla stazione di polizia di Tanumshede, che è riuscito a raggiungere la vicina isola di Valö per tenere compagnia alla sua ragazza, Lisette.L’occasione è splendida, fra ottime libagioni e deliziose decorazioni in una splendida magione di quella che è una famiglia molto importante e influente guidata dal patriarca, Ruben Liljecrona, un ricco e potente magnate svedese: purtroppo però la sera si guasterà ben presto in quanto Ruben morirà all’improvviso.
L’unico indizio? Un profumo di mandorle amare che porta Molin a pensare a un caso di avvelenamento.Fuori dalla casa rumoreggia una forte tempesta di neve che ha isolato l’isola dalla terraferma, rendendo impossibili tanto i viaggi quanto le comunicazioni.
A Martin Molin, privo di mezzi e possibilità di documentarsi in modo esteso, non rimane che affrontare le indagini in modo molto old style…
Il profumo di mandorle del titolo è proprio quello del cianuro, e in effetti l’avvelenamento è un tipo di omicidio ormai abbastanza raro nella narrativa gialla contemporanea, e già da solo ci porta ad altre epoche.
Ambiente chiuso, privo di possibili contatti con l’esterno: l’assassino è per forza uno degli invitati ma, senza i moderni metodi di indagine, non sarà molto facile identificarlo.
Tradotto da Alessandra Albertari, Katia De Marco e Alessandra Scali, Mord och mandeldoft, questo il titolo originale del volume, raccoglie alcuni racconti di Camilla Läckberg, fra i quali quello di cui vi abbiamo fornito la trama, Snöstorm och Mandeldoft, è sicuramente il più rappresentativo.
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