Lo scalpellino – Camilla Lackberg

Lo scalpellino – Camilla Lackberg

Editore: Marsilio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 28 Settembre 2011 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
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Dopo il successo de “La principessa di ghiaccio” e “Il predicatore“, torna nelle librerie italiane Camilla Lackberg con il suo nuovo romanzo, intitolato Lo scalpellino. Contemporaneamente all’uscita del libro, Marsilio ha anche lanciato l’interessante iniziativa di regalare l’ebook “A scuola di Giallo. Guida in sette passi per aspiranti scrittori di gialli“, che contiene le 7 fondamentali lezioni su come si scrive un giallo, corredate dai consigli d’autore della scrittrice di Fjallbäcka, da esercizi, da suggerimenti sulle letture ma non solo.

Ma torniamo al libro. L’inizio è di quelli che ti rovinano la digestione. Un pescatore di aragoste tira su una nassa. Ma quello che trova non è una cena prelibata. È il corpo della piccola Sara, 7 anni.

Incidente? Disgrazia? Magari.

L’autopsia, quella fredda verità del tavolo settorio, racconta un’altra storia. Nei polmoni della bambina non c’è acqua salata. C’è acqua dolce. E tracce di sapone. Sara è stata annegata in una vasca da bagno, rivestita con cura e poi gettata in mare come un rifiuto. Qualcuno ha voluto farle male. Molto male.

E chi deve risolvere questo incubo? Patrik Hedström.

Stavolta è lui al centro del palco. Perché Erica Falck, la nostra curiosona preferita, è fuori combattimento. Ha appena partorito, è in preda agli ormoni, alla depressione post-partum e a una stanchezza che le entra nelle ossa. Mentre a casa si combatte con pannolini e pianti, fuori c’è un mostro che uccide i bambini.

La Läckberg gioca la sua carta preferita: il doppio binario temporale.

Mentre Patrik scava nel presente, tra faide di vicinato che sembrano uscite da una soap opera noir, accuse di pedofilia e segreti inconfessabili, noi veniamo trascinati indietro. Anni ’20. La storia di uno scalpellino. Un passato di cenere e granito che, come sempre in questa saga, allunga i suoi tentacoli neri fino a stritolare il presente.

Parliamoci chiaro. Non è tutto oro quello che luccica. Qualcuno al bancone si è lamentato. “Troppo melodramma“; “Troppe lacrime e personaggi tagliati con l’accetta” (il collega pigro che gioca al computer, la matrona cattiva delle fiabe).

È vero, a volte la Läckberg si perde nelle chiacchiere domestiche e la tensione rischia di calare come una birra lasciata troppo tempo sul tavolo. Se cercate l’azione pura alla Nesbø, qui potreste sbuffare.

Ma quando si tratta di intrecciare i fili, la signora del giallo svedese sa il fatto suo.

Lo scalpellino non è solo un whodunit. È un viaggio tossico dentro le famiglie disfunzionali. Quelle che sembrano perfette da fuori e dentro sono marce fino al midollo. Capirete che i mostri non nascono sotto i letti, ma vengono cresciuti a tavola, giorno dopo giorno, tra un silenzio e un non detto.

Un capitolo doloroso, imperfetto, ma che vi terrà incollati fino a capire chi diavolo ha potuto fare una cosa del genere a una bambina di sette anni.

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