Quelli che uccidono - Angela Marsons - recensione

Tornano le indagini della detective Kim Stone e della sua squadra, e ancora una volta Angela Marsons non sbaglia una mossa.

Comincia a nevicare nella Black Country, e qualcuno abbandona un bimbo di pochi mesi sulla soglia della stazione di polizia di Halesowen. Il bambino è avvolto con cura, è ben curato, chi l’ha lasciato ha cercato di riparlarlo dal fretto, ma la domanda rimane: chi può aver lasciato un bambino soprattutto con un tempo del genere? Kim non ha tempo di occuparsi della vicenda perché un altro scenario molto più grave richiede la sua attenzione: una prostituta è stata ferocemente assassinata nel quartiere di Hollytree, e in breve altri corpi si aggiungono al primo. Mentre parte della squadra prosegue nella ricerca della madre del bambino, Kim Stone e il sempre affidabile sergente Bryant iniziano una discesa negli abissi dell’emarginazione e della prevaricazione.

Cosa si può dire di Angela Marsons che non sia stato già detto? Dopo la parentesi de Il primo cadavere che ci ha riportato alle origini della squadra, Quelli che uccidono si svolge pochi mesi dopo le vicende di Le verità sepolte, con la squadra che sta ancora cercando di riprendersi da quella vicenda.

Quelli che uccidono conferma tutti gli elementi che hanno decretato il grandissimo successo dei precedenti e che ha portato ad Angela Marsons un seguito di fedelissimi lettori, nonché un numero impressionante di copie vendute: del resto, perché cambiare? Marsons ha una scrittura lineare e brillante, che regge una narrazione di grande ritmo e suspense, sa creare trame avvincenti nelle quali inserisce sempre spunti di ragionamento su tematiche sociali importanti senza però mai perdere di vista la storia.

Ma soprattutto la Marsons ha saputo creare una detective e una squadra tra le meglio funzionanti nell’attuale panorama giallistico: Kim Stone e i suoi sono cresciuti attraverso i romanzi, sono diventati familiari ai lettori che si appassionano alle loro storie quanto a quelle dei protagonisti dei singoli romanzi. Dopo aver letto le vicende de Il primo cadavere, di fatto sulle origini della squadra, non si può non notare come i personaggi siano cresciuti, i legami rinsaldati e le dinamiche assomiglino sempre più a quelle di una famiglia allargata.

Questo nuovo romanzo non fa eccezione rispetto ai precedenti nel presentare alcuni volti nuovi: tornano alcuni personaggi di contorno ormai consolidati, e come sempre Angela Marsons dà un assaggio di nuovi personaggi che saranno poi ripresi nei romanzi successivi con un ruolo maggiore, espandendo sempre più il proprio universo narrativo e – nello stesso tempo – rendendolo coeso e vivo.

La trama in questa nuova storia è piuttosto intricata, dove le false piste sembrano ottime piste, e si incentra sul tema dell’immigrazione clandestina e dello sfruttamento della manodopera straniera: un tema si intreccia in modo naturale alla trama investigativa, e che con naturalezza porta a ragionare sul punto di vista di chi arriva in un paese straniero dovendo rinunciare alla propria storia e diventando – come in questo caso – proprietà di chi offre un lavoro mal pagato e condizioni di vita umilianti.

Il romanzo è piacevolissimo anche preso a sé stante, ma sicuramente è consigliabile proseguire con la lettura in ordine cronologico proprio per la caratterizzazione dei personaggi: quella di Kim Stone è sicuramente una serie di grande e meritato successivo, un vero guilty pleasure, che ha consacrato Angela Marsons come una delle regine del giallo inglese. Angela Marsons vive nelle Black Country con la sua partner, un nostro labrador grassoccio e un pappagallo sboccato. La serie dedicata a Kim Stone ha venduto più di 4 milioni di copie nel mondo ed è tradotta in 28 lingue.

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Quelli che uccidono
  • Marsons, Angela (Author)