I tempi nuovi di Alessandro Robecchi

Alessandro Robecchi da Milano, classe 1960, è un apprezzato autore televisivo ed esperto di musica: collabora da anni con le trasmissioni di Crozza di cui è una colonna portante ed indispensabile. Nel 2013 ha messo alla prova la sua creatività partorendo il primo romanzo del personaggio Carlo Monterossi, di professione autore televisivo di successo (sarà un caso…), amante delle cose belle e delle donne affascinanti e pericolose, investigatore dilettante suo malgrado e rompiscatole per DNA.
Nelle storie di Robecchi, Milano è protagonista come i personaggi in carne ed ossa: anche in quest’ultima avventura, si parte dalla vera capitale d’Italia. O meglio dalla sua periferia, dove un ragazzo dalla vita apparentemente lineare (scuola-amici-fidanzata), viene trovato ucciso dentro la sua auto in una posa che lascia pensare subito ad un regolamento di conti.
Carlo Monterossi è stato convocato dai piani stratosferici della azienda televisiva per la quale lavora, dove è considerato un talento raro e retribuito come una star. Gli sarà affidato il compito di cambiare “Crazy Love”, la sua creatura di gossip&trash per tubo catodico, tanto fortunata quanto disprezzata dallo stesso Monterossi, per indirizzarla sui binari della nuova tendenza che spira nel paese.
Annoiato dal suo lavoro, a cui dedica una percentuale risibile del suo tempo, il Nostro ha finanziato una vera e propria agenzia investigativa in società con l’amico e compagno di (dis)avventure Oscar Falcone: il loro motto è (o dovrebbe essere) “Se non cerchiamo guai, loro trovano noi”. Ed eccolo il guaio che entra alla “Servizi Integrati”: bionda, bellissima ed elegante. E intelligente, molto intelligente: suo marito è scomparso senza lasciare traccia, in maniera inspiegabile dice lei. E’ un ricercatore universitario, insieme conducono una vita abbastanza ordinaria, scandita dai ritmi del lavoro nella metropoli.
Ma le cose, ovviamente, non sono per niente come vengono riportate ai nostri indagatori, che notano subito delle incongruenze nel racconto della loro cliente. Incongruenze non dovute ad approssimazione o all’errore, all’emozione nella situazione di apprensione per la scomparsa dell’amato. Ma puro e studiato calcolo.
E sarà questo calcolo che porterà Monterossi a lambire il sottobosco di illegalità di attività della criminalità organizzata meneghina, riciclaggio e sistemi bancari paralleli. Non Camorra, non Mafia, qualcosa di più aziendale, strutturato come fosse un’impresa: in stile milanese.
Gli altri sodali delle peripezie di Carlo Monterossi, sempre presenti nei romanzi precedenti, avranno un ruolo più centrale nell’ultima opera di Robecchi.
I sovraintendenti di Polizia, Ghezzi e Carella (ed il Vice-Questore Gregori) contenderanno la palma di protagonista assoluto al Monterossi stesso.
Saranno loro ad addentrarsi nel sistema criminale, sorvegliando e braccandone le pedine sacrificabili fino a risalire al vertice dell’organizzazione: con pazienza, metodo ed esperienza, come sbirri d’altri tempi. Ma siamo nei tempi nuovi, bisogna stare al passo ed è complicato per chi ancora crede nella vera giustizia.
Gli sviluppi finali sono a libera interpretazione del lettore, per fortuna non emerge una verità assoluta: e come potrebbe? I buoni non sono limpidi fino in fondo, i meno buoni hanno le loro ragioni. Ci sono sfaccettature da ponderare, dettagli da non sottovalutare ed una porta aperta per riconsiderare le proprie valutazioni a posteriori.

Recensione di Fabrizio Zamuner.

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