La casa sul promontorio – Romano De Marco
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Da poco aggiuntosi alla sua eclettica produzione letteraria, recensiamo oggi per voi il nuovo libro di Romano De Marco: La casa sul promontorio (Salani, 2022).
La casa sul promontorio ha inizio con un prologo mozzafiato che ci getta subito sulla scena di un crimine efferato: il ritrovamento dei cadaveri di una giovane donna e dei suoi due figli uccisi a coltellate poi brutalmente accatastati. Accanto a loro il marito e padre delle vittime rannicchiato in un angolo dell’ingresso, tremante e con gli abiti sporchi di sangue che dichiarerà di essere innocente, ma non verrà creduto. Si tratta di Mattia Lanza, un ricco e stimato scrittore di successo i cui thriller amati da tutti sono anche stati tradotti all’estero. Due anni dopo assolto dall’accusa di omicidio, Mattia decide che sia giunto il momento di riprendersi la vita di scrittore perché «rimettersi a scrivere, per quanto ora gli sembrasse un’impresa impossibile, era l’unica chance che aveva per tornare a vivere. Rivendicare il suo sacrosanto diritto di esistere.»
Per cercare, però, di allontanare da sé il più possibile i fantasmi del passato che gli logorano la mente provocandogli angoscianti incubi notturni, darà il compito alla sua agente letteraria e amica (e non solo) di trovare per lui un luogo adatto per reinventarsi come scrittore. La donna, Giulia Brandi, gli troverà quella che sembra proprio essere una location perfetta: una magnifica villa posta su un promontorio in località Punta Acqua Bella, vicino a Ortona. Ma anche qui Mattia sembra non trovar pace perché quel luogo isolato, quell’enorme casa, quel giardino limitato da una scogliera che sprofonda nel mare, non sembra procuragli alcuna ispirazione. Solo il fortuito incontro con Eva, la bella proprietaria della casa vicina, una gallerista milanese dagli ammalianti occhi verdi, riuscirà a riaccendere in lui l’adrenalinico e inarrestabile desiderio di scrivere. Ma anche se era consapevole che quella donna avrebbe per sempre cambiato la sua vita e lui era disposto a correre il rischio di farsi sopraffare nuovamente dalla passione, ben presto tutto sembra cambiare. Eva non è più la stessa, strani sinistri figuri si aggirano nel suo giardino, un’anziana donna pare scrutarlo con sguardi d’odio e tante, troppe coincidenze iniziano a insospettirlo… Che cosa sta in realtà succedendo? Quale situazione è reale e quale mera finzione? Chi è sincero e chi, invece, gioca un ruolo sul “palcoscenico” della vita?
Ogni volta che inizio a leggere un libro di Romano De Marco mi domando sempre: quale Romano incontrerò? Il grande scrittore di thriller? L’attento indagatore dell’animo umano? Il sensibile osservatore dei laceranti drammi della vita? O colui che non si fa scrupoli a denunciare certi deplorevoli intrallazzi presenti all’interno delle case editrici o dei concorsi letterari? Ecco, qui c’è tutto questo, ma anche tanto altro. La casa sul promontorio, infatti, è un thriller adrenalinico e spietato che cattura il lettore fin dalla prima pagina e lo getta a capofitto in una storia intrigante.
Tutti i personaggi sono descritti con analitica introspezione e l’animo umano è indagato nel profondo per far luce sull’ambiguità delle relazioni e scoprire fin dove l’uomo è disposto a spingersi per soddisfare i propri desideri. La capacità di De Marco è quella di essere riuscito a far aleggiare su tutto e tutti un alone di mistero dove nulla è come sembra regalandoci un dedalo di situazioni che procedono su diversi piani narrativi sia reali (il periodo attuale e ciò che invece è avvenuto due anni prima) sia di finzione (l’interpretazione degli avvenimenti che ognuno di noi, scrittore o meno, dà). Anche l’ambientazione è perfetta poiché quella bellissima villa arroccata sul promontorio a picco sul mare rappresenta un po’ la metafora della vita dello scrittore: una bella quanto effimera vita che apparentemente sembra solida e rassicurante, ma il terreno dissestato e la scogliera sono sempre là a ricordargli che basta un passo falso per precipitare di sotto. In quest’ultimo romanzo non solo De Marco non ha fatto passi falsi, ma è riuscito a confezionare un thriller dall’ingranaggio narrativo perfetto, dai numerosi colpi di scena che spiazzano e cambiano in continuazione le carte in tavola e con un finale che mi ha fatto dire: WOW!
Concluderei che mai come in La casa sul promontorio l’uomo e lo scrittore De Marco coincidano perfettamente perché entrambi sono carismatici, intriganti e un po’ misteriosi, perfezionisti, ma soprattutto tanto, tanto onesti. Grande Romano!
Romano De Marco nasce a Francavilla al Mare (CH) nel 1965.
Dopo aver esordito come scrittore nel 2009 con il romanzo Ferro e fuoco (Giallo Mondadori), la sua produzione letteraria prosegue con: Milano a mano armata (Foschi, 2011 – Premio “Lomellina in giallo”); A casa del diavolo (Fanucci, 2013); per Feltrinelli ha poi pubblicato i romanzi Io la troverò (2014), Città di polvere e Morte di Luna (entrambi nel 2015). Nel 2017 passa all’editore PIEMME con: L’uomo di casa (Premio Scerbanenco lettori 2017), Se la notte ti cerca (2018 – che si è aggiudicato il prestigioso premio Fedeli), Nero a Milano (Premio Scerbanenco lettori 2019, Premio Nebbiagialla 2020, Premio Giallo Ceresio 2020), Il cacciatore di anime (2020). Nel 2021 pubblica, invece, per Fernandel il romanzo Un po’ meno di niente che però è firmato con il suo pseudonimo: Vanni Sbragia.
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