Offerta alla tormenta – Dolores Redondo
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A giugno 2019 Salani ha pubblicato per l’Italia il terzo ed ultimo volume della Trilogia del Baztàn di Dolores Redondo: dopo aver già affrontato il primo e il secondo, recensiamo quindi oggi anche Offerta alla tormenta.
In questo volume, l’ispettrice della Policia Foral Amaia Salazar dovrà indagare con un’ulteriore e più profonda e crudele forma di terrore: l’omicidio di una neonata “consegnata” come sacrificio umano a un demone, Inguma, che di notte riscuote le sue giovani vittime togliendo loro il respiro. Nella valle del Baztàn tutto ciò che ha a che vedere con il sovrannaturale, il paranormale, quel mondo di credenze, riti, superstizioni e creature mitologiche assume una dimensione reale, quasi percettibile attraverso i sensi, che non si riscontra facilmente in altri luoghi. Per questo motivo una delle chiavi di lettura di questo libro e dell’intera trilogia è vedere come certe credenze, profonde e radicate, abbiano potuto conficcarsi nelle menti al punto da indurre uomini e donne spesso rispettabili e moderni ad uccidere la propria stessa figlia. D’altronde Amaia non è nuova a questo tipo di esperienze: sua madre, Rosario, la odia da sempre ed ha cercato più volte di ucciderla. E’ proprio Rosario, recentemente ricomparsa nelle vite di Amaia e dei suoi familiari, a rincorrere Amaia nei suoi incubi; è lei ciò di cui la figlia ha più paura, perciò proprio lei il male attaccherà. Dopo il Basajaun e il Tarttalo, ora è Inguma a terrorizzare la cupa e affascinante valle del fiume Baztàn; ma per quanto si creda a miti e figure sovrannaturali, le azioni più truci vengono sempre compiute dagli esseri umani – che siano loro servi o servi di se stessi – e quindi è loro che bisogna temere. E quando scopre che la piccola trovata morta non è l’unica ad essere stata sacrificata, e quando la morte la tocca negli affetti più cari, Amaia Salazar capisce che tutto può essere collegato, che bisogna indagare per scoprire chi ha ideato tutta questa crudeltà. Amaia è una guerriera, un soldato, un cacciatore e come tale non si fermerà alla ricerca di risposte. E la risposta, come prevedibile, è molto, molto vicina a lei, molto più di quanto voglia concedersi di pensare.
Come già accennato nelle precedenti recensioni, tre cose sono fondamentali per comprendere questo romanzo e questa trilogia: l’ambientazione, il folclore e i personaggi. Sono queste tre voci che, se compenetrate, forniscono un quadro appassionante ed intrigante. E’ tra le montagne che circondano la valle, tra i boschi di cui è ricca, in riva al fiume Baztàn che l’attraversa, che rivivono credenze millenarie, precristiane, legate a creature mitologiche così presenti nei ricordi d’infanzia, nelle storie sussurrate, nella cultura dei popoli che abitano quei luoghi, da rivivere nei loro atti più tremendi e terribili. E sarà una squadra di poliziotti, ciascuno con pregi e difetti, a dover ripulire la valle dall’offesa del sangue innocente e riportare, finalmente, la pace. Una pace necessaria per chi c’è e per chi non c’è più.
Un finale di serie importante, discutibile per alcune scelte, ma probabilmente abbastanza scioccante da essere necessario alla credibilità della storia. Amaia Salazar è una donna coraggiosa che vuole apparire forte, ma che in realtà è fragile; ha bisogno delle sue piccole sicurezze, delle abitudini, di avere accanto il figlio e le persone a cui vuol bene; è, quindi, una poliziotta molto umana a dispetto dell’antipatia suscitata dalla sua durezza. La sua squadra è il suo punto di forza, la sua famiglia è croce e delizia. Ha un passato oscuro che a questo punto è stato rivelato, ed ora può finalmente mettere la parola fine ai suoi tormenti.
Dolores Redondo scrive una trilogia densa di fascino, romanticismo, mistero, azione, psicologia retrospettiva; non c’è solo il crimine, non c’è solo la mitologia e l’ambientazione: c’è l’amicizia, i valori della famiglia, l’importanza di affrontare le proprie paure e i propri demoni, la necessità di ribellarsi al proprio destino facendoci, comunque, sempre i conti… c’è la colleganza, il rispetto, la solidarietà, il buon cuore… c’è tanto di buono, armi utili per combattere il male radicato, quello reale, di tutti i giorni.
Libri della serie "Amaia Salazar"
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