Vecchie conoscenze – Antonio Manzini

Vecchie conoscenze – Antonio Manzini

Editore: Sellerio
Redazione
Protocollato il 13 Agosto 2021 da Redazione con
Redazione ha scritto 919 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

Antonio Manzini, romano, è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano. È del 2005 il suo primo romanzo “Sangue marcio“che dà l’avvio ad una prolifica produzione, tutta di successo. Bisogna giungere fino al 2013, però, per fare la conoscenza del vicequestore Rocco Schiavone infatti con “Pista nera” (Sellerio) prende l’avvio la fortunata e tanto amata serie che abbiamo anche visto nelle fiction TV.

Con Vecchie conoscenze (2021) siamo ormai arrivati al decimo episodio della serie.

La trama “gialla” è elegante e colta: Sofia Martinet, un’anziana professoressa di storia dell’arte ed esperta di Leonardo da Vinci, viene trovata assassinata nel suo appartamento pieno di libri. Un crimine che sembra stonare con la vittima, una donna ritirata e tranquilla. Rocco Schiavone deve navigare nelle acque torbide del mondo accademico, tra gelosie intellettuali e segreti nascosti nei codici rinascimentali. Ma mentre Rocco indaga su Leonardo, il vero terremoto arriva dal passato. Sebastiano Cecchetti, l’amico d’infanzia, il compagno di “lavoretti”, l’uomo che da anni dà la caccia all’assassino di Marina, è tornato. E con lui torna l’incubo di Enzo Baiocchi.

È il romanzo della resa dei conti. Rocco si trova stretto tra il dovere di poliziotto e il codice d’onore dell’amicizia, costretto a gestire un latitante mentre la Procura (nella figura del PM Baldi) lo osserva. Ma la verità che emergerà alla fine farà più male di un proiettile: perché le “vecchie conoscenze” a volte sono quelle che ti pugnalano meglio alle spalle.

Vecchie conoscenze è uno dei vertici emotivi della saga. Fino a questo momento, Rocco aveva un unico pilastro incrollabile: l’amicizia sacra con i ragazzi di Roma (Furio, Brizio e Sebastiano). Qui Manzini compie l’atto definitivo di crudeltà narrativa: insinua il dubbio, e poi la certezza, del tradimento. Rocco è un uomo svuotato. Gabriele (il ragazzo che aveva preso sotto la sua ala) se ne va a Milano; la relazione con Sandra non decolla; gli amici storici si rivelano spettri o traditori. Rimane solo la squadra di Aosta che in un paradosso commovente diventa la sua unica, vera famiglia imperfetta.

Manzini riesce a bilanciare un’indagine “da camera” (quella sulla professoressa) estremamente intellettuale con la brutalità della sottotrama di Baiocchi/Sebastiano. Non ci sono tempi morti.

Se i primi libri ci facevano ridere per l’insofferenza di Rocco verso le Clarks bagnate, qui si piange per la sua disillusione. È il libro in cui Schiavone diventa definitivamente “adulto”, accettando che il passato non si può aggiustare, si può solo chiudere.

Sconto Amazon