the cleaner - paul cleaveLa Elliot finora mi ha sempre convinto con le scelte in fatto di thriller, e con fiducia vi segnalo oggi l’uscita per i loro tipi di The Cleaner, romanzo con cui il neozelandese Paul Cleave ha debuttato nel 2006 e a cui ne sono seguiti per ora altri tre, tutti accolti con grande entusiasmo da lettori e addetti ai lavori.

Vi riporto qui a seguire l’incipit, così vi fate un’idea dello stile:

Porto la macchina in fondo al vialetto. Mi appoggio con la schiena al sedile. Cerco di rilassarmi.
Oggi, giuro su Dio, ci devono essere almeno trentacinque gradi. L’afa di Christchurch. Il tempo è schizofrenico. Il sudore mi goccia dal corpo, ho le dita umide e scivolose come lattice. Mi sporgo in avanti e giro le chiavi nel cruscotto, prendo la ventiquattrore ed esco dall’auto. Arrivo alla porta principale e armeggio con la serratura. Tiro un sospiro di sollievo quando, finalmente, riesco a entrare.
Vado in cucina. Da quello che sento, Angela è nella doccia al piano di sopra. La disturberò più tardi. Adesso mi serve qualcosa da bere. Mi avvicino al frigo. Ha uno sportello in acciaio inox in cui il mio riflesso sembra uno spettro. Lo spalanco e mi piazzo là davanti per quasi un minuto, godendomi la compagnia dell’aria fresca. Il frigorifero mi offre sia birra che Coca-Cola. Prendo una birra, la apro e mi sideo a tavola. Non sono un gran bevitore, ma faccio fuori la bottiglia in venti secondi, più o meno. Il frigorifero me ne offre un’altra. Chi sono io per dire no? Mi rilasso contro lo schienale della sedia. Metto i piedi sul tavolo. Inizio a pensare di togliermi le scarpe. Avete presente la situazione? Una giornata calda al lavoro. Otto ore di stress. Poi ci si siede con i piedi in su, una birra in mano, e ci si toglie le scarpe.
Pura estasi.

Questa è la prima pagina del libro; la trama invece è la seguente:

Joe tiene sotto controllo ogni aspetto della sua modesta esistenza, inclusi il lavoro che svolge di giorno presso il dipartimento di polizia e quello “notturno” consumato per le strade di Christchurch, in Nuova Zelanda. Ma quando il giornale annuncia la settima vittima dell’Intagliatore, l’imprendibile serial killer che sta terrorizzando la città, Joe capisce che qualcuno si è intromesso nella sua routine, perché lui sa che l’Intagliatore ne ha uccise solo sei. Lo sa con certezza. Per questo si metterà sulle tracce del suo imitatore, lo punirà per quell’omicidio in più e farà in modo che su di lui ricadano anche le accuse di tutti gli altri. Ha un piano perfetto che non può fallire perché lui è molto più intelligente di chiunque altro, anche se in centrale pensano che sia lo scemo del villaggio. Tutto quello che deve fare è tenere a bada le donne che gli stanno intorno, a cominciare da quell’invadente di sua madre. Man mano però che le sue indagini procedono, Joe si rende conto che anche il piano più dettagliato può avere qualche falla…

Che ne dite, The Cleaner è il vostro genere di thriller? Io ce l’ho qua sulla scrivania e ammetto che ne sento forte il richiamo…

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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