Fatti fuori - LevisonSu suggerimento all’editore da uno che di noir se ne intende, Enrico Pandiani (con Troppo piombo vincitore del nostro Bloody Mary Award 2010), torna in libreria Fatti fuori, romanzo di Iain Levison appena riedito da Instar Libri dopo la prima edizione del 2005.
Il sottotitolo (Un noir da licenziamento) già svela in parte il tema centrale del libro, un noir a tratti grottesco sul valore del lavoro (di qualunque tipo esso sia), ambientato nell’America della crisi. Una storia nera, popolata dei tipici americani della provincia che non si perdono d’animo nelle avversità, amano i tornei di freccette e sono disposti a uccidere perché qualcuno non gli porti via la loro vita.

Avendone una copia tra le mani proprio adesso, ve ne riporto l’incipit, se volete sapere come comincia:

UNO
Ero da Tulley con Tommy e Jeff Zorda a guardare una partita dei Bills su cui avevo puntato un centone. Al terzo quarto di gioco i Bills stavano sotto ventuno a zero, e di attacco manco a parlarne, ma questo accadeva prima che ci lasciassero tutti a spasso, quando perdere un centone non era la fine del mondo. In ogni caso, c’era questa tivù dietro la testa di Jeff che trasmetteva la partita dieci secondi in anticipo rispetto agli altri apparecchi, e io vedevo come andavano a finire le azioni prima di Jeff e Tommy. All’inizio volevo solo cazzeggiare, sta di fatto che dissi: – Ehi, adesso chiamo le prossime cinque azioni, scommettiamo che ci becco?
Tommy voleva starci così, per divertimento, ma Jeff Zorda, che aveva puntato sui Jets e stava vincendo, era in piena scimmia da gioco. – Dieci dollari ad azione. Ma devi dire anche i giocatori.
Avevo cominciato per scherzo, ma quando vinceva Jeff diventava una gran testa di cazzo so-tutto-io-e-voi-non-capite-una-minchia-di-football. E accettai la scommessa.
End-around di Thomas a destra.
– Te lo scordi amico – disse Zorda. – Sono al terzo tentativo con sei yard. Lancio lungo fisso.
E naturalmente ci fu l’end-around di Thomas a destra e la chiusura del primo down. Zorda fece spallucce.
L’azione successiva fu uno shotgun: palla al quarterback quattro yard dietro alla linea di scrimmage. Ma uno dei linemen si mosse in anticipo e fu chiamato fallo.
– Provano a passare ma non ce la fanno. Il tackle scatta prima dello snap. – Troppe informazioni, adesso Zorda aveva tutti gli indizi per capire che stavo barando. Eppure lui niente. Uno può sapere tutto di football, ma prevedere un fallo è fuori discussione. Probabilmente Jeff non mi ascoltava neppure, come al solito. Tommy invece fiutò qualcosa, sporse la testa all’indietro oltre il sedile e vide il televisore alle sue spalle, ma non disse nulla. Si limitò a sorridere. A Tommy non fregava granché di Zorda. Girava voce che Jeff e la moglie di Tommy…

Questo è l’inizio di Fatti fuori di Iain Levison; la trama invece la trovate qui sotto.

La fabbrica dove lavorava Jake, nel Wisconsin, ha chiuso, lui e tutti i suoi concittadini sono rimasti senza lavoro. La sua ragazza se n’è andata al seguito della concessionaria in cui è impiegata e la tivù via cavo ha staccato il collegamento. Quando Ken Gardocki, allibratore e boss della droga locale, offre a Jake di cancellare i suoi debiti di gioco in cambio dell’omicidio della moglie, Jake non può che accettare. E, fedele alla fama di lavoratore scrupoloso che ha sempre avuto, esegue il compito senza sbavature. Anzi, ritrova il piacere del lavoro ben fatto, tanto che la sua carriera di killer conosce un’improvvisa, brillante impennata; acquisita fiducia in sé stesso, Jake ne approfitta per togliersi qualche soddisfazione e fare piazza pulita tra chi gli sta rendendo la vita difficile.

Io sono curioso di leggerlo. E voi che dite, vi stuzzica?

Fatti fuori, di Iain Levison: acquistalo su Amazon!

Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

Giuseppe Pastore ha scritto 1648 articoli: