C’è una nuova avventura per il sergente investigativo inglese Kate Linville. In questa terza storia (dopo L’inganno e La palude), l’autrice Charlotte Link, scrittrice tedesca molto apprezzata, porta al centro della narrazione un odio antico che diventa vendetta che vede due donne vittime di aggressione, ma non solo. C’è tutta una serie collaterale di persone che vengono a loro modo ferite. Un poliziesco questo, che già dal titolo ci fa intuire il filo conduttore: chi ha colpa? Chi è senza colpa? E soprattutto, chi deve pagare per gli errori commessi? In Senza colpa entriamo fin da subito nella storia per indagare chi ha lanciato, tanto tempo addietro, il sasso nello stagno che ha dato il via a una terribile concatenazione di eventi. E se “quel sasso” fosse stato tuttavia necessario?

La trama in sintesi

Kate Linville è in treno verso Scarborough, nello Yorkshire, dove deve iniziare il suo nuovo incarico lavorativo nel commissariato. Dopo tanti anni a Scotland Yard senza mai essere stata apprezzata, ora Kate cerca una nuova dimensione a fianco dell’amico e collega Caleb.

D’improvviso, ancora a bordo del treno, una donna le chiede aiuto per sfuggire da un aggressore armato!
A distanza di pochi giorni, un’altra donna è coinvolta in un incidente premeditato e rischia la paralisi. Si tratta di un’insegnante molto amata da tutti che cade in bicicletta per via di un cavo teso sulla strada da uno sconosciuto.

Le due donne non si conoscono e non hanno nessun legame, eppure c’è un’arma che collega i due tentati omicidi. Kate si troverà a indagare senza Caleb, sospeso dal servizio mentre lei sta arrivando in città. Sarà affiancata da Robert Stewart il nuovo superiore. L’indagine è complessa e ci sono tante – troppe, forse – persone che custodiscono gelosamente dei segreti, menzogne, paure… e sì, anche colpe.

Un pensiero su Kate Linville e il romanzo Senza colpa

Senza colpa è il primo libro che leggo di Charlotte Link.
La trama è molto ricca e i toni sono amari e angoscianti. Il ritmo del thriller che di solito apprezzo – anche nei polizieschi, – qui lascia maggiore spazio all’introspezione.

Per questo ho trovato il romanzo parecchio drammatico, anche se non ci avviciniamo mai troppo ai personaggi. Sentiamo molto le loro frustrazioni, la sofferenza di una vita che li ha messi di fronte a scelte difficili. I personaggi mi sono piaciuti tutti, con qualche riserva proprio sulla protagonista, Kate Linville, ma forse è un mio vizio di forma. Siamo abituati ormai a sergenti e investigatori abbastanza cazzuti, sempre in prima linea, spesso arroganti o che comunque sfidano i loro limiti senza pensarci troppo.

Qui invece ci affianchiamo a una protagonista che, come si descrive lei stessa, ha poco carattere, non ha qualità particolari, non spicca in nulla se non per un ottimo sesto senso. E nonostante il poco carattere è tutt’altro che bidimensionale, bensì una donna con conflitti interiori e con l’aspirazione a volere di più per sé.

Apprezzeranno questo libro i lettori e le lettrici che al Thriller Cafè si fermano qualche ora a bere una cioccolata calda. In questa stagione ci sta bene anche se il libro è ambientato in una torrida estate. Lo amerà chi ama confrontarsi con la fragilità, con la difficoltà e il peso che comportano determinate scelte. Iniziate quindi la lettura e prendetevi il tempo necessario, la saracinesca del Thriller Cafè resta aperta fino a notte fonda!

Non fate raffreddare la cioccolata però! 😉   

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Senza colpa. Le indagini di Kate Linville (Vol. 3)
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