E’ la notte che vince – George Pelecanos
Gradito ritorno sulle nostre pagine, oggi vi segnaliamo l’uscita per Piemme del nuovo romanzo di George Pelecanos, dal titolo E’ la notte che vince.
Si tratta del primo volume della nuova serie che l’autore di Washington ha inaugurato nel 2011 con protagonista Spero Lucas (titolo originale: The cut; seguito poi da The Double).
Spero Lucas è un giovane veterano dell’Iraq tornato a Washington DC per ritrovare una propria dimensione personale dopo le esperienze di Falluja in cui la sua moralità è venuta spesso meno. Ora lavora come investigatore privato per conto di un avvocato, ma divide la sua vita anche con la frequente lettura di particolari passi della Bibbia, donne che vanno e vengono e puntuali colpi di telefono ogni sera alla madre. In quanto investigatore, Spero è specializzato nel recupero di refurtiva: attività che gli frutta il 40% di quanto ritrovato, qualunque sia l’ammontare del danno. Un’abilità insolita che lo fa notare da un boss della mala che vuole capire chi gli stia rubando in casa. Per Spero si tratta del più grosso lavoro che gli sia mai stato offerto, ma il giovane si renderà ben presto conto che stavolta dovrà avere a che fare con uomini senza nessuna morale. Varrà la pena di mettere a rischio la sua famiglia, i suoi affetti, la sua stessa vita, per questo 40%?
Con un personaggio inatteso, ottimi dialoghi e violenza spesso scioccante e improvvisa, E’ la notte che vince mette in bella mostra le grandi capacità narrative di George Pelecanos, autore ormai accostabile in certi momenti al compianto Elmore Leonard, soprattutto per i suoi cattivi che oscillano tra lo stupido e il gratuitamente brutale.
Se siete alla ricerca di un nuovo protagonista a cui affezionarvi, Spero Lucas può essere l’uomo giusto per voi, ed E’ la notte che vince il libro da regalarvi in questo inizio di settembre.
Tratto dal sito dell’editore, vi riportiamo l’incipit (primo capitolo scaricabile qui)
Si trovavano in un ufficio al secondo piano con una serie di finestre che davano su D Street all’altezza della Quinta, in una casa d’angolo vicino al tribunale federale. Biondo e massiccio, Tom Petersen, seduto dietro la scrivania, indossava una camicia a disegni cachemire portata fuori dai pantaloni, jeans e stivali. Di fronte a lui, su una sedia rigida, si trovava Spero Lucas, con addosso un completo firmato. Petersen era un avvocato penalista con studio privato. Lucas uno dei suoi investigatori.
In mano, Lucas teneva un taccuino moleskine nero, delle dimensioni di una Bibbia tascabile, su cui stava scribacchiando qualcosa.
«È tutto nei documenti che sto per darti» disse Petersen, sempre più impaziente. «Non serve prendere appunti.»
«Preferisco farlo» rispose Lucas.
«Così non capisco se mi stai ascoltando.»
«Ti sto ascoltando. Dov’è che si sono fregati il Denali?»
«A Manor Park, in Peabody Street. Vicino ai giardini pubblici, dall’altra parte rispetto alle torri radio.»
«Dietro la stazione di polizia?»
«Esattamente dietro il numero quattro di D Street.»
«Davvero sfrontati» commentò sarcastico Lucas.
«Quanti erano?»
«Due. Purtroppo il mio cliente, David Hawkins, era quello che guidava.»
«Hai solo lui?»
«All’altro, Duron Gaskins, hanno dato un difensore d’ufficio.»
«Duron» disse Lucas.
Petersen alzò le spalle. «Come la vernice.»
«E com’è che David ha avuto la fortuna di assicurarsi le prestazioni di un purosangue del tuo livello?»
«Rappresento suo padre per un’altra vicenda» rispose Petersen.
«Quindi si tratta di una specie di favore.»
«Un favore da quattrocento dollari l’ora.»
A Lucas stava cominciando a irrigidirsi la schiena. Si spostò sulla sedia. «Dammi qualche particolare.»
Petersen fece scivolare verso di lui una cartellina marrone. «Trovi tutto qui.»
«Parlamene tu.»
«Cosa vuoi sapere?»
«Come hanno fatto, tanto per cominciare.»
«A rubare l’auto? È stata la parte più facile. I ragazzi stanno camminando lungo la strada, dovrebbero essere a scuola, ma sai com’è. È mattina presto, fa un freddo cane, hai presente l’ondata di gelo di febbraio? La donna esce di casa, mette in moto il SUV e lo lascia acceso, quindi rientra in casa.»
«Aveva dimenticato qualcosa?»
«Lasciava scaldare il Denali prima di andare a lavorare.»
«Non è una cosa che alle compagnie di assicurazioni piaccia granché.»
«E aveva anche lasciato aperta la portiera dal lato del guidatore. Così, neanche a dirlo, in fondo stiamo parlando di due adolescenti, i ragazzi saltano a bordo e prendono il SUV per andare a farsi un giretto.»
«Anch’io lo avrei fatto» disse Lucas.
«Tu lo hai fatto, ti ricordo.»
«Poi cos’è successo?»
«Da Peabody, David è andato a sud sulla Nona verso Missouri, poi ha puntato a est. Ha imboccato North Capitol lungo il Rock Creek Cemetery e ha preso una via trasversale in direzione ovest, quella che passa accanto alla Soldier’s Home.»
«Dev’essere la Allison» disse Lucas, che cominciava a inquadrare la scena, come se stesse controllando il percorso su una mappa aperta sopra la scrivania. Aveva una conoscenza da sbirro del Distretto, dal momento che gran parte delle sue ore da sveglio le passava per strada. Quando non gli toccava spostarsi a bordo del suo Cherokee, percorreva la città in lungo e in largo in sella alla bicicletta. Di notte, andava spesso a piedi.
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