La strada di casa – George Pelecanos

La strada di casa – George Pelecanos

Editore: Piemme
Giuseppe Pastore
Protocollato il 1 Ottobre 2012 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 935 articoli
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Quello di George Pelecanos è un nome che da anni ormai i lettori italiani hanno imparato ad amare: ai suoi tanti estimatori segnaliamo oggi La strada di casa, il suo nuovo romanzo in uscita per Piemme. Volume stand alone, come molti dei recenti di Pelecanos (che ha ripreso solo nel 2012 la serie di Derek Strange e Terry Quinn, dopo sette anni), The way home è la storia di Chris Flynn, ventiseienne che già pare aver bruciato le sue migliori occasioni. Anni di carcere minorile tuttavia gli hanno almeno insegnato a riconoscere i guai e starne alla larga. E così, quando lui e un ex compagno di prigione trovano una borsa piena di soldi sotto il pavimento che stanno ristrutturando, Chris ordina all’amico e a se stesso di non toccarla, di non dare una nuova delusione a suo padre Thomas, ex poliziotto che gestisce la ditta per cui lavorano. il giorno in cui Chris non si presenta al lavoro, però, Thomas sa con certezza che il ragazzo è di nuovo in pericolo. E stavolta decide di lasciare che Chris trovi da solo la strada di casa…

Raccontando come è nato il libro, al The Telegraph Pelecanos ha detto: “Stavo girovagando per la prigione giovanile di Washington e pensavo come doveva essere per i ragazzi stare là dentro, in queste stanze minuscole con solo una tazza del gabinetto e una branda. E ho cominciato a domandarmi come stavano loro e come stavano i loro genitori. Questa è stata la genesi del libro“.

“La strada di casa” è un romanzo che per George Pelecanos rappresenta una prova di maturità. Spesso il suo nome è stato associato ai dialoghi al veleno, alle muscle car e a un feticismo pulp che faceva invidia a Tarantino, ma qui troviamo la sua voce maturata, più morbida e profonda. Lo scrittore non ha perso il vizio di raccontare la violenza, ma adesso lo fa guardando soprattutto alle sue conseguenze: a come infetta le comunità e a come logora l’anima di chi la subisce e di chi la infligge.

La struttura del romanzo è divisa in due parti: la giovinezza e la vita in riformatorio, e poi l’età adulta con la fatica immensa di rimanere sulla retta via. Il risultato è un libro profondamente conservatore e, al tempo stesso, fortemente progressista. Conservatore perché difende con le unghie il valore del nucleo familiare e la guida paterna come ancora di salvataggio. Progressista perché denuncia senza ipocrisie che in America molti bambini nascono già condannati dalla povertà, dalla razza e dalla violenza istituzionalizzata, e che il Sogno Americano, alla fine dei conti, è spesso un gioco truccato.

Se devo trovare una pecca, la trama legata ai soldi ritrovati sa un po’ di già visto e la motivazione iniziale della ribellione di Chris manca di una vera spiegazione. Inoltre mi sembra molto forte al precedente “Il guardiano del buio“, quasi fossimo davanti a una versione rinnovata di quel precedente libro.

In conclusione “La strada di casa” non è il capolavoro definitivo di Pelecanos, ma resta un bel romanzo: un noir moderno e cinematografico che tocca corde intime sul rapporto padre-figlio e sulla possibilità, dolorosa e mai scontata, di redimersi.

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