Lo sconosciuto N. 89 – Elmore Leonard

Lo sconosciuto N. 89 – Elmore Leonard

Serie: Jack Ryan
Editore: Einaudi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 10 Febbraio 2011 da Giuseppe Pastore
Giuseppe Pastore ha scritto 967 articoli
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A buona ragione ritenuto un capolavoro del noir contemporaneo, “Lo sconosciuto n. 89” è uno dei romanzi che davvero hanno reso grande Elmore Leonard.
Non ristampato da decenni, finalmente Einaudi lo ripropone ai lettori italiani con una nuova traduzione integrale a opera di Luca Conti, e qui al Thriller Café non possiamo che gioirne.

Jack Ryan ha fattsi reinventato in mille mestieri e combattuto una lunga battaglia contro l’alcol. Adesso, a quasi quarant’anni, sembra aver finalmente trovato la sua dimensione ideale come ufficiale giudiziario. Ma un incarico che sembra banale lo fionda in una storia più grossa di lui.

Un certo Mr. Perez, che si occupa di scovare società per azioni con guadagni milionari, incarica Ryan di rintracciare Robert Leary jr, scomparso senza lasciare tracce e senza mai riscuotere i dividendi che gli spettavano.

A Jack basta poco per capire che si sta infilando in un ginepraio: Leary è uno psicopatico, e c’è qualcun altro che lo cerca, per chiudere vecchi conti ancora aperti. Sarebbe meglio rifiutare l’incarico e tornare alla vita di sempre, se non fosse per Lee, la moglie di Leary: una bionda alcolizzata che chiede aiuto a Ryan, offrendogli l’occasione per riscattare il suo passato.

Cardine centrale di questo romanzo è il tema dell’alcolismo. Leonard, che in quegli anni lottava duramente contro la propria dipendenza, descrive le dinamiche del bere, il conteggio ossessivo dei bicchieri e le riunioni degli Alcolisti Anonimi con un’autenticità disarmante, il che conferisce una vulnerabilità straziante sia a Ryan che a Denise.

Quasi superfluo rimarcare poi la maestria dell’autore nel raccontarci chi siano i personaggi facendoli semplicemente parlare. I criminali di questa storia sono persone ordinarie e riflessive, che prendono decisioni d’impulso e poi cercano disperatamente di convivere con le conseguenze.

Tutto il libro è pervaso da un’atmosfera cupa, scandita dal nevischio e dalla pioggia di Detroit, a cui fa da geniale contrappunto il ricorrente riferimento a un dipinto di Winslow Homer. Un espediente letterario, storia dentro la storia, che eleva il romanzo trasformandolo in una riflessione sulla disperazione, sull’isolamento e la ricerca di redenzione.

Lo sconosciuto n° 89” è un noir umano e implacabile. Una lettura che suggerisco se vi piacciono le storie in cui i confini tra bene e male annegano sul fondo di un bicchiere.

 

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