Il bacio della Vedova – André Helena
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Cominciata ormai due anni fa con “Il gusto del sangue“, continua la divulgazione da parte di Aisara delle opere di André Héléna, uno dei padri del noir, con la pubblicazione de “Il bacio della vedova“, settimo libro in catalogo per l’editore sardo (e nono complessivamente tradotto in italiano dell’autore francese, considerando i due titoli usciti per Fanucci).
“Baciare la vedova“, nel gelido e poetico gergo della mala parigina, significa una cosa sola: mettere il collo sulla ghigliottina. Il romanzo non ci illude con false speranze e comincia esattamente dalla fine. Troviamo il protagonista, Maxence, in attesa dei meticolosi preparativi per la sua esecuzione. Da questo momento la narrazione si riavvolge in un lungo flashback, trascinandoci indietro nel tempo, tra le strade nebbiose e i neon di Pigalle. Come è arrivato Maxence fin lì? Tutta colpa di una concatenazione di eventi banali e fatali: un incontro fortuito con l’amico Robert, una strana valigia, l’ingresso casuale in un bistrot e l’abbandono da parte di Anna Martina, la donna amata. Dettagli minuscoli che, come tessere di un domino maledetto, innescano una discesa all’inferno da cui è impossibile deviare.
Se amate il polar francese e le atmosfere disperate, questo è un distillato purissimo di fatalismo noir. Il libro ci prende fin dalla prima pagina e Héléna ci ricorda la regola d’oro del vero noir: il libero arbitrio è un’illusione. I personaggi sono marionette in balia di un Fato oscuro. Le strade di Pigalle sembrano scorrere placide, ma per Maxence ogni passo, ogni caffè bevuto, ogni conversazione è solo un passo in più verso il patibolo.
Chiudo segnalando che i romanzi di questo autore non vanno letti in ordine particolare: potete cominciare con questo e se vi piace proseguire con gli altri.
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