La lingua del fuoco – Don Winslow

La lingua del fuoco – Don Winslow

Editore: Einaudi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 14 Dicembre 2010 da Giuseppe Pastore
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Era il 2008 quando segnalavo di tenere d’occhio Don Winslow, che due anni fa esordiva in Italia con L’inverno di Frankie Machine, e sono contento che oggi mi sembri inutile fare presentazioni, dato che tra gli autori di crime fiction Winslow è ormai una certezza, e azzardo: è uno che durerà, pure. Il suo nuovo romanzo, La lingua del fuoco, è appena uscito per Einaudi.

Quando c’è un incendio, Jack Wade si precipita. È un ex poliziotto del dipartimento incendi licenziato per aver protetto un testimone. Adesso lavora come perito per la compagnia di assicurazioni California Fire and Life. Ovvero fruga tra le ceneri delle vite di altra gente. È un uomo che conosce la lingua del fuoco, che sa leggere le tracce rimaste come una carta stradale. Quando viene chiamato a esaminare una strana richiesta di assicurazione, le tracce gli dicono che c’è qualcosa di sbagliato. Di talmente sbagliato che Jack viola la sua regola principale – mai metterci niente di personale, né di emotivo – e si butta a capofitto nel caso…

“La lingua del fuoco” è un romanzo che anticipa i grandi capolavori successivi di Winslow, pur mostrando il fianco a qualche critica strutturale.

Di buono sicuramente c’è la precisione tecnica, con Winslow che ci fa entrare nella scienza della combustione. L’indagine forense sui residui e sulle dinamiche del fuoco è affascinante e Jack Wade è un professionista competente. Molto bella anche la descrizione del sud della California della fine del ventesimo secolo. I dialoghi sono taglienti, profani e naturali, e danno un’autenticità cruda ai criminali e ai surfisti che popolano la storia.

Di meno positivo c’è invece il ricorso agli “spiegoni”: interi capitoli dedicati ai retroscena che congelano il ritmo dell’azione. Inoltre si percepisce il desiderio di Winslow di creare un intreccio geniale, smania che lo porta a forzare la mano con le coincidenze (come scoprire che un parente della vittima è un vecchio amore perduto di Jack). Infine, alcune scene di sesso sono abbastanza gratuite e non aggiungono granché alla storia.

In definitiva, siamo comunque di fronte a un thriller procedurale di ottima qualità. Non raggiunge la perfezione stilistica del Winslow più maturo, ma è una lettura perfetta per chi vuole scoprire le radici del noir californiano e perdersi tra mafia russa, frodi assicurative e l’incessante ritmo delle onde sull’oceano.

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La lingua del fuoco – Don Winslow