La casa delle luci – Donato Carrisi
Oggi al Thriller Café accendiamo tutte le lampade, ma le ombre sembrano allungarsi invece di sparire. “La casa delle luci” è il terzo capitolo della serie di Pietro Gerber, pubblicato da Donato Carrisi nel 2022 (Longanesi).
In questo romanzo, Carrisi chiude (almeno idealmente) un cerchio aperto con il primo libro, portando l’ipnotista a confrontarsi non più solo con i demoni degli altri, ma con il proprio fantasma personale.
Pietro Gerber è un uomo a pezzi. La sua vita privata è un disastro, la sua carriera di “addormentatore di bambini” lo sta logorando. Ma c’è una bambina che ha bisogno di lui. Si chiama Eva, ha dieci anni e vive in una villa isolata sulla collina di Fiesole, circondata solo da governanti e da una domestica finlandese. I genitori sono assenti, figure evanescenti.
«Ho sempre pensato che nella mente di chi è ancora piccolo ci sia un residuo di qualcosa di primigenio, un’autenticità non ancora corrotta, uno spazio libero e anche qualcosa di prezioso.»
Il problema di Eva è un “amico immaginario”. Niente di strano, direbbero i manuali, è un meccanismo di difesa contro la solitudine. Ma l’amica di Eva non è un coniglietto o un supereroe. Si chiama Maja, è triste, e soprattutto sembra sapere cose che non dovrebbe sapere. Quando Gerber mette Eva sotto ipnosi, la voce che esce dalla bambina non è infantile. Maja parla direttamente a Pietro. Conosce il suo passato, conosce i segreti sepolti della sua infanzia, conosce quella verità che Pietro ha cercato di dimenticare per tutta la vita.
“Starò forse impazzendo?” si domanda Gerber. È il passato che ritorna a chiedere il conto o è solo suggestione?
In “La casa delle luci”, Carrisi abbandona le atmosfere puramente horror per un thriller più malinconico ed emotivo. Pietro Gerber si conferma un personaggio ricchissimo di sfumature e dolore, una figura terribilmente in bilico tra un presente difficile, un passato che nasconde numerosi segreti e qualcosa che va oltre.
Il romanzo unisce alla razionalità della psicologia la suggestione dell’ignoto, della vita dopo la morte e della comunicazione tra i due mondi. La capacità di Carrisi è quella di condurci, per mano, in una precisa direzione per poi farci virare bruscamente verso la direzione opposta. E noi lì, a seguirlo, come ipnotizzati. È un romanzo sulla solitudine dei bambini “invisibili” e sulla potenza devastante dei ricordi rimossi. La tensione non cala mai, ma si sposta: la paura non è più per ciò che si nasconde nel buio, ma per ciò che la luce rivela impietosamente.
Libri della serie "Pietro Gerber"
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