La casa senza ricordi – Donato Carrisi
Oggi al Thriller Café serviamo un infuso di erbe amare, di quelli che lasciano un retrogusto persistente, proprio come i ricordi che vorremmo cancellare ma che tornano a galla. La recensione odierna è per “La casa senza ricordi”, il secondo capitolo della saga di Pietro Gerber, pubblicato da Donato Carrisi nel 2021 (Longanesi).
Se pensavate che con “La casa delle voci” Carrisi avesse toccato il fondo dell’abisso della mente umana, preparatevi a scendere ancora più giù.
«C’è un posto dentro di noi, remoto e sconosciuto. Gli ipnotisti lo chiamano la stanza perduta. Nessuno sa esattamente dove si trovi e come ci si arrivi. È una specie di ripostiglio dove negli anni accantoniamo tutto ciò che non ci piace di noi stessi o le scorie del nostro inconscio.»
Tutto inizia in un bosco della Toscana, nella “Valle dell’Inferno”. Un bambino di circa dodici anni viene ritrovato senza vita apparente, ma è vivo. Non parla, non sembra sapere chi è. È Nico, un bambino scomparso mesi prima insieme alla madre.
Per sbloccare la sua mente sigillata serve l’intervento dell’unico uomo capace di entrare nei sogni dei bambini senza farne degli incubi (o quasi): Pietro Gerber, l’addormentatore di bambini. Ma quando Gerber ipnotizza Nico, ciò che emerge non è il racconto di una fuga o di un semplice rapimento. Nico racconta di una casa. Una casa dove non esistono orologi, dove il tempo è fermo, dove vigono regole ferree dettate da una figura inquietante: l’Affabulatore.
Carrisi costruisce un labirinto di specchi. Nico è una vittima o è qualcosa di più pericoloso? E chi è l’Affabulatore che sembra conoscere i segreti più intimi dello stesso Gerber?
Il romanzo è un viaggio claustrofobico dentro la memoria, intesa non come archivio affidabile, ma come creta manipolabile. L’autore ci costringe a chiederci: siamo ciò che ricordiamo, o siamo ciò che qualcuno ci ha convinto di ricordare?
Sullo sfondo di questo straordinario thriller psicologico c’è poi una Firenze gotica, dalle atmosfere cupe, che funge da muto testimone e da unica certezza all’interno di una labirintica trama formata da più storie concentriche. Toccherà a noi lettori rimettere a posto le tessere scomposte di più puzzle. Attenzione, però, perché il grande maestro ha creato tessere incastrabili anche in puzzle diversi per cui se sbagliamo gli incastri nulla si disvelerà ai nostri occhi. Il finale è un pugno nello stomaco che spalanca le porte al capitolo successivo.
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