La biblioteca dell'anatomista - Jorgen BrekkeVincitore in Norvegia del premio Norli, assegnato dai librai indipendenti al miglior esordio dell’anno, esce anche in Italia La biblioteca dell’anatomista, thriller partorito dalla penna di Jørgen Brekke e pubblicato nel nostro paese da Nord.
Su ThrillerCafé ve lo presentiamo oggi riportandovene l’incipit:

Non ci sono mostri sotto il letto.
Tenta di mantenere una respirazione lenta, di restare assolutamente immobile. Non deve produrre nemmeno un suono. Forse, così, quella persona infuriata non lo troverà, forse si volterà e se ne andrà. Ma è questo che lui vuole? Se quella figura se ne va, porterà via con sé la sua mamma.
Il bambino ha visto soltanto un braccio rivestito di un tessuto ruvido, come la tuta, quella che papà usa quando aggiusta la mountain bike o fa qualche riparazione in casa.
Ha impiegato una settimana a costruire l’astronave che ora è per terra, fracassata. Alcuni pezzi sono finiti sotto il letto, dove lui sta nascosto. Quando si è precipitato in camera, ha inavvertitamente fatto cadere il modellino dal tavolo di plastica verde che lui e papà hanno comprato all’IKEA. Adesso ha paura che quella persona fuori di testa al piano di sotto abbia sentito il fracasso dei pezzi di Lego che sono schizzati da tutte le parti. Un pupazzetto di Luke Skywalker che desiderava da tanto tempo, e che i genitori gli hanno appena regalato per il compleanno, è per terra, proprio davanti al suo naso, e lo fissa con occhi scuri e vuoti.
Ha visto soltanto un braccio e il cavachiodi che colpiva la testa della mamma appena sopra l’orecchio. La testa che si rovesciava all’indietro, come quella di una bambola di pezza. Il collo sottilissimo e bianchissimo. Gocce rotonde di sangue che sembravano sospese a mezz’aria. E’ caduta a terra senza nemmeno un grido, e lui è dovuto arretrare di un passo prima che lei gli crollasse addosso. Poi è comparsa un’ombra sulla porta. E lui non è riuscito a guardarla, quindi non sa se sia un uomo o una donna, sa soltanto che quella figura ha cattive intenzioni.


Questa era la prima pagina de La biblioteca dell’anatomista, ma di cosa tratta il libro? In sintesi, si tratta di una storia che prende il LA a Bergen, Norvegia, nel 1528. Un frate che aveva giurato che non avrebbe più messo piede in quella terra maledetta vi torna per trovare dei pregiatissimi coltelli che sta cercando da anni, gli stessi grazie ai quali il suo maestro Alessandro è divenuto il più noto anatomista dell’epoca. Una gloria ottenuta a un prezzo altissimo.
Ci si sposta poi a Richmond, Virginia, oggi. Qui Efrahim Bond, il curatore dell’Edgar Allan Poe Museum, si è imbattuto in qualcosa di eccezionale, una scoperta che potrebbe cambiargli la carriera. Ma i documenti collegati a quel testo giunto dalla Norvegia sono l’ultima cosa che vede, prima di essere ucciso.
Intanto a Trondheim, Norvegia, Jon Vatten è sospettato di omicidio per la seconda volta. Cinque anni fa, grazie a un alibi di ferro, era stato prosciolto dalle accuse, ma ora potrebbe essere arrestato. E’ stato l’ultimo a vedere viva la vittima, la sua collega bibliotecaria Gunn Brita Dahle. Ed è stato il primo a scoprire il cadavere. Ma Vatten non avrebbe mai potuto compiere quell’omicidio: la meccanica del delitto è complessa, descritta in un enigmatico manoscritto del XVI secolo, il Libro di Johannes, che ora è misteriosamente scomparso.

Un interessante intreccio di trame tra passato e presente, almeno a primo impatto, questo di Jorgen Brekke. Se qualcuno di voi lo leggerà, sono curioso di sapere se il libro mantiene le promesse.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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