Carbonio Editore conferma di essere una delle case editrici più attente al crime, mystery e thriller di qualità con la pubblicazione de Il talento del crimine, il più recente romanzo di Jill Dawson.
Apparso in lingua originale con il titolo di The Crime Writer per Sceptre nel 2016, Il talento del crimine è arrivato sugli scaffali delle nostre librerie con la traduzione di Matteo Curtoni e Maura Paolini sull’onda di un grande successo di pubblico e critica in patria, che è valso al volume anche il premio East Anglian Book of the Year.
Ne Il talento del crimine Jill Dawson riesce nella difficile impresa di offrirci sia una godibile narrazione di incubo, crimine e ossessione, sia di rendere omaggio a una delle più importanti scrittrici di quei generi, Patricia Highsmith, trasformandola nella credibile e verosimile protagonista della vicenda.
Jill Dawson è nata a Durham nel 1962 ed è autrice di numerosi best-seller nonché vincitrice di importanti premi letterari e insegnante a corsi di scrittura creativa.
Dopo aver studiato all’università di Nottingham si è quindi trasferita a Londra e all’interno della sua bibliografia troviamo sia opere di narrativa che saggistica e poesia.
Il talento del crimine non è la prima volta nella quale Jill Dawson utilizza una figura letteraria realmente esistita: in The Great Lover, pubblicato nel 2009, si è occupata del poeta britannico Rupert Brooke.
Jill Dawson ha visitato recentemente l’Italia, ospite all’edizione 2018 del Noir In Festival.
Cerchiamo ora di scoprire qualche elemento in più della trama de Il talento del crimine.
Nel 1964 la nota autrice statunitense Patricia Highsmith sceglie di isolarsi per un lungo periodo di tempo in un cottage in Inghilterra, per la precisione nel Suffolk. Il suo intento è in realtà duplice in quanto, oltre a trovare la quiete e concentrazione necessarie e completare un nuovo romanzo, la Highsmith sta tentando di sottrarsi alle indesiderate attenzioni di un misterioso ammiratore, che sembra aver ormai oltrepassato i limiti ed essere preda di una vera e propria ossessione nei confronti della scrittrice.
Ma nemmeno nella piovosa, monotona e tranquilla campagna del Suffolk Patricia Highsmith sembra trovare pace e la sua concentrazione è continuamente interrotta da una giovane e intraprendente giornalista, il cui bel volto le sembra familiare e già visto in precedenza. A complicare piacevolmente il quadro ecco giungere da Londra Samantha, la sua amante.
Per Patricia è l’inizio di un torbido e sanguinoso incubo che tanto somiglia ai romanzi che scrive: crimine, il peso del passato che torna, l’ossessione per la scrittura e la scrittura come ossessione, l’invincibile potenza e fascino dell’irrazionale. In un potente crescendo di atmosfera e minaccia, la Highsmith si troverà sempre più vicina alla pericolosa soluzione del dilemma.
“Non tutti sono capaci di uccidere, questa è un’idea fasulla. Tutti sono capaci di pensarci, naturalmente, e sono capaci di desiderarlo. Ma andare fino in fondo è un’altra cosa. È il crimine definitivo, un confine che in pochi attraversano.”
Nata nel 1921 e deceduta nel 1995, Patricia Highsmith è universalmente riconosciuta come una delle maestre del thriller psicologico. La sua vita personale è ricca di intrigo, mistero e fascino tanto quanto i suoi romanzi e fino alla fine è stata al centro di gossip e controversie che riguardavano sia la sua salute, continuamente minata anche a causa dell’alcolismo, sia delle sue idee non convenzionali su parecchi argomenti.
Autrice di molti titoli fortunati e noti, la sua fama è stata rinnovata dal successo del film tratto da Il talento di Mr. Ripley: Patricia Highsmith è costantemente inclusa nelle classifiche dei migliori autori di crime di sempre, quali quelle del Telegraph, del Times o dell’associazione Writers of America.
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