Due tombe – Douglas Preston e Lincoln Child

Due tombe – Douglas Preston e Lincoln Child

Giuseppe Pastore
Protocollato il 11 Febbraio 2013 da Giuseppe Pastore con
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Uscito nel 2012 negli Stati Uniti, “Due tombe” (Two graves) si è rivelato un successo come i precedenti “L’isola della follia” (Fever Dream) e “La mano tagliata” (Cold vengeance). Qui al Thriller Café abbiamo già recensito i precedenti episodi della saga Pendergast, e procediamo quindi anche con questo nuovo volume, del terzo capitolo della Trilogia di Helen.

Il filo conduttore di questi tre romanzi fortemente connessi è la vendetta di Pendergast, che ancora non riesce a rassegnarsi alla perdita della donna che ha amato e che pur scomparsa è presenza costante nella sua vita. In questo “Due tombe” l’agente crede di vederla, a New York, a due passi da lui. Una visione che dura pochissimo, il tempo che una raffica di colpi di pistola rompano l’idillio, e due sconosciuti la rapiscano (ma è proprio lei?). Intanto, la Grande Mela è tenuta sotto scacco da un assassino seriale che la polizia a ha già ribattezzato “in killer degli hotel”. Un predatore che sfida gli inquirenti lasciandosi riprendere dalla telecamere di sicurezza prima dei delitti. Il suo volto però è sempre un’ombra indistinguibile, impossibile da fermare in un identikit. Sotto la guida del tenente Vincent D’Agosta, i migliori profiler dell’FBI lavorano da giorni al caso, ma per bloccare la scia di sangue è necessario qualcosa di più, l’acume impareggiabile di Pendergast – e la sua sete di vendetta. Per chiarire una vicenda agghiacciante che dalle rive del fiume Hudson arriverà fino in Messico e alla placida cittadina di Nova Godói, nel cuore del Brasile.

Com’è stata questa lettura? Così così. La prosa di Preston & Child resta sempre la stessa: tesa, cinematografica, perfetta per far girare pagina dopo pagina. Ma la svolta action di Pendergast sembra un po’ tradire gli esordi: l’uomo di marmo, il detective aristocratico che citava Baudelaire nei corridoi del museo e muoveva le trame come un prestigiatore dell’oscurità. Certi passaggi sembrano scritti col pilota automatico del thriller USA anni ’90 con cattivi da laboratorio, sparatorie, scene da action movie con stunt improbabili… Il gotico che ha caratterizzato questo personaggio all’inizio della serie in questo libro latita.

Ciò detto, Two Graves resta comunque un romanzo imprescindibile nell’economia dell’intera serie, e soprattutto se avete già letto i due precedenti. Preparatevi a retrogusto amaro.

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