Possiamo in qualche modo dire che Designated Survivor è una serie il cui tema centrale, ovvero un uomo dalle capacità e buon senso comuni che si ritrova a ricoprire il ruolo di Presidente degli USA, è stato immediatamente superato dalla realtà e reso quasi obsoleto da quanto accaduto con le elezioni statunitensi di novembre, che hanno portato alla presidenza un uomo ritenuto da molti osservatori come il più incapace nella storia americana.
Questo superamento da parte della realtà non ha però influito in alcun modo sulla riuscita della prima stagione: Designated Survivor è infatti considerata da molti spettatori e critici come una delle migliori serie tv 2016-2017 e allinea, nel momento in cui vi scriviamo, un 8,0 su 10 per IMDb, 71% su Metacritic e 85% su Rotten Tomatoes.
Questo significa che la politica continua a rimanere un tema molto hot anche dopo il trionfo di House of Cards e che Kiefer Sutherland è in grado di “bucare lo schermo” come pochi altri attori, visto che ha ottenuto ottimi riscontri sia con 24 che con Designated Survivor, in due ruoli che per molti versi sembrano essere all’opposto o perlomeno estremamente diversi.
Buona parte del merito bisogna però assegnarla a David Guggenheim, che ha creato la serie partendo da uno spunto che era da tempo alla portata di tutti ma che nessuno aveva mai pensato potesse dar vita a un’opera così originale.
Designated Survivor nasce infatti da una regola di sicurezza del governo USA che scatta qualora sia il Presidente che molte altre fra le cariche più alte si riuniscono contemporaneamente in un unico luogo. In quei casi viene identificato un membro del governo (e della linea alla successione per la presidenza) che non parteciperà l’evento e si troverà al riparo e ben distante, di modo da essere al sicuro in caso accada qualcosa (attacchi terroristici, incidenti, disastri naturali) e da poter ricoprire la carica di Presidente se tutti gli altri prima di lui sono deceduti o incapacitati. Vediamo ora come gli autori, partendo da questo spunto, hanno sviluppato la trama…
Sinossi di Designated Survivor
Il Campidoglio viene fatto esplodere durante una delle occasioni più importanti in assoluto della vita politica statunitense, ovvero il discorso sullo stato dell’Unione. A causa dell’attentato muoiono tutte le più importanti cariche politiche americane, dal Presidente in giù, inclusi il Vicepresidente e grandissima parte dei membri di Congresso e Gabinetto oltre ai Giudici della Corte Suprema.
Scatta quindi il protocollo volto a identificare il successore del Presidente, che viene identificato in Tom Kirkman, Segretario (carica più o meno equivalente al nostro ministro) della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti d’America. Proprio Kirkman era stato scelto quale “sopravvissuto designato” e non era quindi presente al Campidoglio: stava godendosi il discorso insieme alla moglie, di fronte al televisore, e poco dopo si ritrova trasportato d’urgenza a ricoprire la carica più importante del Paese.
Passati le prime, tragiche e destabilizzanti ore, quel che resta del governo cerca di reagire: Hannah Wells, agente FBI, comincia a indagare sull’attacco e lo scrittore dei discorsi presidenziali nonché portavoce, Seth Wright, è affaccendato a trovare le parole con cui il nuovo Presidente dovrà calmare e rassicurare un’intera nazione.
Il tutto mentre Kirkman, che deve ancora riprendersi dalla sorpresa, è impegnato a decidere come comportarsi riguardo la massiccia presenza di una flotta di navi da guerra iraniane disposta nello stretto di Hormuz, punto che divide l’Iran dalla Penisola arabica e uno dei centri nevralgici della geopolitica.
Kirkman si è appena insediato e non solo deve fronteggiare una crisi interna senza precedenti, ma deve anche far fronte a un possibile conflitto mondiale.
Cast e dettagli tecnici di Designated Survivor
Creato da David Guggenheim, Designated Survivor consta di una prima stagione di ventidue episodi, la cui programmazione è ancora in corso sia in patria (a cura di ABC) che in Italia (per Netflix).
Le varie puntate sono scritte e dirette da un vasto ed eterogeneo gruppo di persone che, a parte poche eccezioni, si sono occupate solo di singoli episodi. Molti fra loro sono professionisti di lungo corso che hanno scritto o diretto molte serie televisive, basti citare Paul A. Edwards (Lost, Fringe, Agents of S.H.I.E.L.D.), Paul McGuigan (Sherlock, Scandal, Monroe) o Brad Turner (The Outer Limits, Andromeda, Hawaii Five-0).
Fra gli attori, oltre al già citato Kiefer Sutherland, troviamo Maggie Q (nei panni di Hannah Wells, agente speciale FBI), Kal Penn (Seth Wright, portavoce di Kirkman), Italia Ricci (Emily Rodhes, consigliere speciale del Presidente), Adan Canto (Aaron Shore, Capo di gabinetto) e Natascha McElhone (moglie di Kirkman e avvocato).
Come detto la programmazione è ancora in corso: nel momento in cui vi scriviamo ABC negli USA ha trasmesso il quattordicesimo episodio (Commander-In-Chief) e in Italia Netflix ha mandato in onda l’undicesimo (Warriors).
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