Polillo Editore propone, all’interno della sua collana I Bassotti, una antologia di autori vari dal titolo che ne spiega già chiaramente i contenuti: Delitti quasi perfetti.
Quando si avvicina il Natale cerchiamo di parlarvi delle pubblicazioni di questa casa editrice, e se l’anno scorso era toccato a Veleni, pugnali e altre amenità, ecco che ora tocca a una raccolta che affronta un tema molto particolare e amato dai lettori di gialli.
Delitti quasi perfetti raccoglie infatti dieci racconti, appartenenti perlopiù all’età d’oro del giallo, nei quali il crimine viene progettato con una attenzione maniacale, minuziosa, quasi esagerata, salvo poi trascurare un piccolo particolare, difficile da individuare, che porterà inevitabilmente alla scoperta del colpevole e al fallimento del piano così meticolosamente preparato.
Fra i dieci titoli e autori di Delitti quasi perfetti troviamo: Il fantasma nella galleria (1949) di Joseph Commings ; Il piede del diavolo (1897) di Arthur Conan Doyle; La soffiata (1907) di Jacques Futrelle; La figlia del califfo (1910) di Thomas W. Hanshew; Alibi di ferro (1941) di Richard Keverne; Uno sparo al telefono (1955) di Helen McCloy; Contro ogni evidenza (1936) di Douglas Newton; L’uomo che sognava troppo (1936) di Quentin Reynolds; Il crimine perfetto (1923) di Seamark e infine Il quadro scomparso (1919) di Edgar Wallace.
Quante volte ci è scappato di dire o pensare “io a quello lo ammazzerei”? E quante sono le persone che non sopportate e vorreste vedere morte? A parole tante, magari anche tantissime, ma quando si tratta di passare dalle parole ai fatti questo numero, per fortuna, cala vertiginosamente e sono in pochi a pianificare sul serio un delitto.
Ma fra quei pochi ci sono persone decise ad ammazzare e decise a non lasciare tracce, soggetti che preparano il tutto con estrema cura, evitando ogni possibile errore grossolano, pensando all’alibi e ai rischi, all’arma e alla tempistica fino a come rispondere a eventuali domande delle forze dell’ordine.
Eppure, nonostante essi abbiano ripassato i loro piani a memoria, nonostante l’aver studiato con cura tutto il complesso quadro dell’omicidio, ecco che capiterà qualcosa di imprevedibile che manderà all’aria i loro piani e li farà catturare. Un vetro che riflette quasi come uno specchio; un pacchetto confezionato male che lascia a terra un sottile, quasi invisibile strato di talco; un po’ di terriccio o una imprevista scatola d’argento sulla scrivania. Il minimo particolare può mandare all’aria giorni, settimane o mesi di attenta pianificazione e il delitto, da perfetto che era, diventa quasi perfetto.
Ma “quasi” non basta. Quasi mai.
Non renderemo mai abbastanza merito a Polillo Editore: fondata nel 1995 da Marco Polillo, abile ed esperto direttore editoriale di Arnoldo Mondadori Editore e Rizzoli, questa casa editrice, specializzata in narrativa anglo-americana, ha sempre avuto un occhio di riguardo per il giallo, in particolare quello classico.
Dobbiamo proprio a I Bassotti, collana che con Delitti quasi perfetti è arrivata al numero 170, il recupero e la riproposta di molti preziosi titoli del passato, accanto alla scoperta e pubblicazione di opere inedite del genere preferito da queste parti.
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