Carne e sangue – Patricia Cornwell

Carne e sangue – Patricia Cornwell

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Redazione
Protocollato il 24 Novembre 2014 da Redazione con
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Oggi al ThrillerCafé l’aria si fa pesante e carica di presagi personali; la recensione odierna è per “Carne e sangue” (“Flesh and Blood“), di Patricia Cornwell, ventiduesimo capitolo della saga di Kay Scarpetta (Mondadori, 2014).

Siamo di fronte a un episodio che, fin dal titolo, promette di scavare nelle dinamiche più intime e dolorose della protagonista. Se nei romanzi precedenti la minaccia era spesso tecnologica o cospirativa su larga scala, qui l’autrice decide di riportare il mirino – letteralmente – addosso a Kay, colpendo la sua sfera privata proprio nei momenti di apparente tranquillità.

La trama si apre con una scena inquietante nella sua semplicità: mentre si prepara a partire per una vacanza a Miami per festeggiare il suo compleanno con Benton Wesley, Kay nota sette monete di rame lucidissime allineate sul muretto di cinta della sua casa a Cambridge. Non è un caso, ma un messaggio. Poco dopo, un colpo di fucile rompe il silenzio, sfiorandola. Inizia così una caccia all’uomo che si sposta dal freddo del Massachusetts al calore della Florida e alle coste del New Jersey. Il “cecchino di rame” sembra conoscere ogni mossa della celebre patologa e della sua cerchia, colpendo vittime che hanno legami, anche labili, con lei. Tra immersioni subacquee tra i relitti (una passione dell’autrice che qui torna prepotente) e analisi balistiche impossibili, Scarpetta deve difendere la sua “carne e sangue”.

Analizzando questo volume, si percepisce un gradito ritorno alla tensione psicologica. L’incipit è uno dei migliori degli ultimi anni: le monete sul muro creano un senso di violazione domestica molto efficace. La Cornwell riesce a gestire bene l’alternanza tra l’indagine scientifica e la minaccia fisica imminente, rendendo la lettura più scorrevole e meno manualistica rispetto a Polvere.

Tuttavia, i difetti strutturali della fase tarda della serie non sono del tutto svaniti. Ancora una volta, la nipote Lucy viene dipinta con tratti quasi supereroistici, dotata di risorse finanziarie e tecnologiche illimitate che risolvono magicamente i vicoli ciechi della trama, abbassando il livello di realismo. Inoltre, ho trovato il finale eccessivamente brusco, quasi troncato, lasciando diverse sottotrame in sospeso o risolte in modo frettoloso, come se l’autrice avesse improvvisamente deciso di chiudere il sipario.

In conclusione, “Carne e sangue” è un thriller che recupera mordente grazie al coinvolgimento personale della protagonista e a un ritmo più serrato. Un buon capitolo per chi ama vedere Kay Scarpetta sotto assedio, anche se il finale potrebbe lasciare un senso di incompiutezza.

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