In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
Dare buone notizie mi fa sempre piacere, soprattutto quando protagonisti sono amici di penna come Biancamaria Massaro, che zitta zitta s’è portata a casa un altro premio letterario (ormai avrà perso il conto anche lei, credo). Come si legge sul sito Cattiva Bambina:
Il 21 febbraio 2010 si è riunita la giuria del concorso letterario riservato alle donne che scrivono racconti gialli Premio Europa, composta da Paola Alberti, presidente, Anna Picchioni, docente Università di Siena, Erika Pezzi, avvocato penalista, Margherita Innocenti, responsabile editing Laurum Editrice, Bruno Pezzi, insegnante, e Franco De Rossi, segretario e a vincitrice della sezione “racconti inediti” del concorso letterario Premio Europa è risultata Biancamaria Massaro, di Roma.
Segnalate per merito Letizia Triches, di Roma, e Sonia Cosco, di Albissola Marina (Savona).
Per la “sezione editi” la giuria ha deciso di non assegnare alcun riconoscimento.
Complimenti di nuovo a Biancamaria da parte mia, e appuntamento al prossimo bando del Premio Europa.
L’uomo dagli occhi glauchi è il nuovo romanzo di Patrizia Debicke che prende il titolo dall’omonimo quadro di Tiziano (noto anche come “Ritratto di giovane inglese”). La tela ritrae un giovane aristocratico di cui non si è mai accertata l’dentità. Che fosse il giovane Lord Templeton, figlioccio del potente duca di Norfolk? Nel libro, inviato in Italia per conto di quest’ultimo, il giovane resta folgorato dal pittore veneziano e gli chiede di fargli un ritratto. Ma in realtà la richiesta è anche un pretesto per nascondere il vero motivo del suo viaggio: da cattolico deciso a contrastare le follie senili di Enrico VIII, Lord Templeton vuole saggiare i rapporti con il papato e la Spagna all’indomani del concilio di Trento, nel momento di massima tensione fra cattolici e protestanti. E ben presto il giovane nobile scoprirà che le ragioni della fede e della politica non si fanno valere solo con le armi della diplomazia, ma anche con la violenza e l’inganno.
Leggi il resto »
Oggi pubblichiamo un’intervista che Alfredo Colitto ha concesso gentilmente a Silvia Torrealta per ThrillerCafé. Buona lettura!
1) Dopo Cuore di ferro è uscito da poche settimane il tuo secondo thriller storico I discepoli del fuoco. Ti definiresti scrittore di romanzi storici, scrittore di genere o semplicemente scrittore? Perché?
Mi vanno bene tutte e tre le definizioni, tutte insieme. Scrivo romanzi storici, quindi sono uno scrittore di romanzi storici. I miei romanzi, storici e non, sono dei thriller, quindi sono uno scrittore di genere. Ma fondamentalmente, al di là di tutte le etichette, si tratta di romanzi. Quindi mi definisco uno scrittore. Alla fine, la definizione più semplice è anche la migliore.
Leggi il resto »
Il Los Angeles Times ha nominato i suoi migliori romanzi del 2009, genere per genere. Per quanto riguarda quelli di cui si occupa ThrillerCafé, la cinquina di quest’anno è la seguente:
Megan Abbott, “Bury Me Deep” (Simon & Schuster)
David Ellis, “The Hidden Man” (Putnam)
Attica Locke, “Black Water Rising” (HarperCollins)
Val McDermid, “A Darker Domain” (HarperCollins)
Stuart Neville, “The Ghosts of Belfast” (SOHO Press)
Se siete interessati anche agli altri, vi rimando al sito ufficiale della nota testata californiana. L’appuntamento su queste pagine, è rimandato alla proclamazione del vincitore.
E’ uscito per Ponte alle Grazie il nuovo romanzo di Nikolaj Frobenius, dal titolo Vi mostrerò la paura e con protagonista Edgar Allan Poe.
Considerato oggi un genio indiscusso della letteratura americana ottocentesca, in vita Poe trovò solo ostilità e incomprensione. Dall’abisso di disperazione in cui fu gettato, egli lanciò comunque la sua sfida all’elite culturale dominante che dinnanzi ai suoi testi inquietanti urlò allo scandalo ma ne subì anche il fascino morboso. Focalizzando l’attenzione sulla vita di stenti e aspirazioni frustrate del noto scrittore, Nikolaj Frobenius inscena un dramma a tre voci: quelle di Edgar Allan Poe, del critico letterario Rufus Griswold e dell’albino Samuel. Tutte sono guidate da una pericolosa ossessione che li porterà, per vie differenti, allo stesso destino di autodistruzione.
Leggi il resto »
S’intitola Il filo rosso il nuovo romanzo di Paola Barbato, suo terzo thriller dopo Bilico e Mani nude.
Sono cinque anni che Antonio Lavezzi è praticamente morto. Una terribile tragedia ha distrutto la sua famiglia e lui è fuggito in un paese dell’alto Veneto, rifugiandosi nel suo impiego di ingegnere edile, deciso ad avere un’esistenza anonima e priva di sussulti. Ma un giorno tutto viene sconvolto: sul cantiere è morto un uomo. E quello che pare inizialmente essere soltanto un drammatico incidente, si rivela presto essere qualcos’altro. Quel cadavere è un messaggio per lui, una sottesa richiesta d’aiuto. Qualcuno gli sta domandando di fare quello che nessun altro fa, di liberare la sete di vendetta che da troppi anni ha cercato di reprimere. Antonio è confuso, ma poco alla volta viene risucchiato in un vortice di messaggi da decodificare, di incontri sconvolgenti e gesti incomprensibili.
Non è lui a dirigere il gioco, e non è nemmeno il solo anello della spaventosa catena di morte: all’inizio si limiterà a eseguire gli ordini, ma alla fine sarà costretto a scegliere che cosa diventare.
Leggi il resto »