In due si uccide meglio: il mio libro dedicato alle coppie di serial killer
Abbiamo scritto alcune settimane fa di Ossessioni criminali, opera a quattro mani di Roy Hazelwood e Stephen Michaud, e oggi la strana coppia ex-profiler e scrittore true crime torna sulle nostre pagine con questo loro altro volume dal titolo Storie di perversioni criminali.
Il libro ripercorre una serie di casi noti e meno noti, tra cui quelli dell’Assassino dei Cuori Solitari e di “Ken e Barbie”, famose coppie di serial killer. Alla competenza assoluta di Hazelwood, per anni uno dei membri più importanti dell’Unità di scienze comportamentali, prima che si ritirasse dall’attività, si unisce anche in quest’opera la penna fluida di Michaud che dà alla narrazione quel taglio chirurgico del reportage avvincente, per un volume che come il precedente riesce a farsi leggere in brevissimo tempo per l’estrema scorrevolezza, nonostante la tematica non certo facile da digerire.
Sicuramente un libro che fa divulgazione e che pur se utile a chi opera professionalmente nel settore è alla portata di tutti i lettori e di sicuro apprezzabile per gli appassionati di letteratura true crime e di saggi di criminologia.
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Segnaliamo oggi l’uscita del nuovo romanzo di Patricia Cornwell, Nebbia Rossa, edito da Mondadori e di prossima presentazione con l’autrice qui in Italia a fine mese.
Il libro appartiene alla serie di Kay Scarpetta, ormai giunta all’episodio 19; la trama è questa:
Kay Scarpetta deve incontrare alla Georgia Prison for Women una detenuta colpevole di reati sessuali e madre di un diabolico killer. Kay è determinata a far parlare la donna per scoprire che cosa è davvero successo al suo vice, Jack Fielding, ucciso sei mesi prima. È una ricerca personale e anche professionale, dal momento che Kay sta seguendo un’indagine che riguarda una serie di macabri crimini che lei è convinta abbiano a che fare anche con la morte di Jack Fielding. L’uccisione di un’intera famiglia a Savannah, una giovane donna nel braccio della morte e una catena di altre morti inspiegabili sembrano essere tutti collegati fra loro. Ma chi c’è dietro tutto questo e perché? Kay Scarpetta scopre presto che questo è solo l’inizio di qualcosa di più terribile: un complotto terroristico internazionale. E lei è l’unica che può fermarlo.
Come dicevo in apertura, la Cornwell sarà in Italia a fine gennaio e per tutti i suoi fan residenti nella capitale o in zone limitrofe l’appuntamento con la presentazione di questo suo nuovo thriller è per il 29 alle ore 18.00, all’Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi di Roma, Viale Pietro de Coubertin, 30.
Personalmente, cercherò di essere presente: nel caso, potrete riconoscermi dalla spilletta di Thriller Café!
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La recensione di oggi di Thriller Café è dedicata a I materiali del killer di Gianni Biondillo. Vuoi saperne se è bello o brutto? Ecco il responso…
Lo dico senza mezzi termini perché voglio essere abbastanza chiaro, I materiali del killer di Gianni Biondillo è uno dei migliori romanzi pubblicati da autori italiani nel 2011, e non mi riferisco solo a letteratura del “genere giallo”, ma anche a quella con la “L” maiuscola.
Mi rattrista molto il pensiero che parecchi appassionati giallisti non abbiano colto l’innovazione messa in opera da Biondillo, che con I materiali del killer eleva la minore e bistrattata categoria del romanzo di genere, a romanzo di qualità, riuscendo a trattare nell’arco di 360 pagine, tematiche di grande spessore attuale e culturale, il tutto con un linguaggio fresco, schietto, ironico, decisamente personale e senza mai abbandonare la trama gialla con la sua azione.
I materiali del killer, pertanto, deve essere letto con una mentalità aperta al rinnovamento, uscendo dalla gabbia della trama e della ricerca di un colpevole a tutti i costi. Accostatevi alla lettura con l’intento di studiare un nuovo linguaggio sperimentale riflettendo sui mutamenti cui va incontro la nostra società contemporanea. Biondillo, alla fine, non ha fatto altro di far capire che non può essere narrato un bel nulla se estrapolato dalla realtà globalizzata nella quale siamo immersi, e non tace affatto su alcuni fenomeni sociali che vanno denunziati e approfonditi, come la condizione degli stranieri e dei rom che servono alla nostra classe politica ai soli fini elettorali, pubblicitari o propagandistici. Anche la globalizzazione criminale che indifferente calpesta i diritti dei più deboli nel silenzio convivente della civiltà democratica è una grande risorsa di questo romanzo.
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Come anticipato qualche giorno fa, intervistiamo oggi Franco Forte e ci facciamo raccontare un po’ meglio da lui il suo nuovo romanzo, Il segno dell’untore, da poco edito da Mondadori. Ecco la chiacchierata che ci siamo fatti… buona lettura!
[D]: Ciao Franco, benvenuto nuovamente al Thriller Café, stavolta non in veste di direttore editoriale ma di scrittore. In questi giorni è uscito il tuo nuovo romanzo, “Il segno dell’untore”: ce ne racconti la genesi?
[R]: Da tempo studio la storia della mia città, Milano, tanto da averne parlato in diversi racconti e in un romanzo, “I bastioni del coraggio”, uscito nel 2011 per Mondadori. Durante le mie ricerche, però, mi sono imbattuto in una categoria di personaggi a mio avviso formidabili, originali (nessuno ne ha mai scritto, che io sappia) e potenzialmente in grado di dare vita a un protagonista di grande effetto, da riproporre in una serie di romanzi che ne raccontino le avventure. Mi riferisco ai notai criminali, ovvero agli equivalenti dei moderni commissari di polizia nel 1500 milanese. Dei magistrati che avevano il compito di indagare sui casi criminali e sulle ruberie, e che in tempo di emergenza sanitaria o politica, potevano assumere grandi poteri. Studiando a fondo le caratteristiche dei notai criminali, ho scoperto che utilizzavano delle tecniche di indagine davvero incredibili, per certi versi molto attuali, anche se alla fin fine la loro vera forza risiedeva nell’intuito, nell’esperienza e nella capacità deduttiva di cui potevano disporre. Questi Sherlock Holmes del 1500 hanno esercitato un grande fascino su di me, e quindi ho pensato di scrivere un romanzo dedicato a Niccolò Taverna, giovane notaio criminale che nel 1576, periodo particolarmente difficile per Milano, piagata da una peste terribile (ben più di quella di manzoniana memoria), deve indagare sull’omicidio di un inquisitore, e nel frattempo risolvere il mistero della scomparsa di un prezioso candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo, a quel tempo ancora in fase di costruzione grazie agli sforzi del Cardinale Carlo Borromeo. L’indagine sarà serrata e senza soste, e si concluderà nell’arco di una sola giornata, dopo mille peripezie e, soprattutto, dovendo tenere a bada i poteri forti della città, che esercitano pressioni formidabili su Niccolò: dalla Santa Inquisizione alla Corona di Spagna, dall’arcivescovo Borromeo al Tribunale di Sanità.
Premio ormai diventato un’istituzione tra i concorsi letterari dedicati ai racconti giallo/thriller, torna anche per il 2012 Carabinieri in giallo, e anche per questa edizione sono previsti per i vincitori ricchi premi in denaro e la pubblicazione sul Giallo Mondadori.
Vi dilettate a scrivere? Eccovi un sunto del bando: affilate la penna…
- Racconto in lingua italiana e inedito (massimo 15 cartelle), di genere giallo/poliziesco, con protagonisti investigatori dell’Arma dei Carabinieri.
- una copia cartacea e una copia in formato word su cd (no pdf) dell’opera, da inviare anonime, con i dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica inseriti in una seconda busta chiusa.
- quota di partecipazione di 16 euro, da inviare entro il 15 aprile 2012, sul Conto Corrente Postale n. 90331000 intestato a: Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri – Rivista Il Carabiniere – Serv. Abb.ti – piazza S. Bernardo, 109 – 00187 Roma. Indicare anche la causale del versamento (concorso “Carabinieri in Giallo – 2012″).
- i racconti devono essere spediti entro il 15 aprile 2012 (Fa fede il timbro postale) a: Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri – Rivista Il Carabiniere – piazza San Bernardo, 109 – 00187 Roma; è necessario una copia del versamento.
- Al primo classificato, 2.000 euro. Al secondo classificato, 1.500 euro. Al terzo classificato, 1.000 euro. Non potranno ricevere premi in denaro i concorrenti che li abbiano già ottenuti nelle precedenti edizioni.
- Le opere migliori saranno pubblicate sulla rivista Il Carabiniere e nei Gialli Mondadori; verranno poi offerte per una valutazione alla produzione “Palomar”, che si riserva di utilizzare i racconti per eventuali soggetti televisivi.
Segnalazione di oggi del ThrillerCafé dedicata a un thriller psicologico in uscita domani, 19 gennaio 2012: La memoria del peccato, secondo romanzo tradotto in Italia dell’autore ghanese Michael Cordy.
The colour of death, questo il titolo originale dell’opera, in Gran Bretagna ha avuto un discreto successo di vendite e critica; in Italia, a proporlo è ora Nord.
La trama la potete leggere qui a seguire:
L’hanno trovata in stato di shock. Non ricorda nulla, neppure il suo nome. Sa solo di essere entrata in quella stanza. Di aver toccato i terribili colori che uscivano dalle pareti. Di aver visto il suono della morte. Poi è svenuta. All’inizio, la polizia è convinta che lei stia delirando, poi però si rende conto che la ragazza sta fornendo loro informazioni molto importanti, preziosi tasselli grazie ai quali alcuni agenti ricostruiscono l’agghiacciante scena di un crimine. Avvenuto diversi mesi prima. Com’è possibile allora che la giovane ne sia appena stata testimone? Per cercare di far luce sul mistero, la sconosciuta viene affidata alle cure dello psichiatra forense Nathan Fox, il quale capisce subito di trovarsi di fronte a un fenomeno davvero sconvolgente: oltre a soffrire di una forma particolarmente acuta di sinestesia – una rarissima alterazione sensoriale –, la ragazza è anche in grado di rivivere i ricordi altrui. Le basta infatti guardare negli occhi una persona, o sfiorarle una mano, per avere libero accesso ai suoi più intimi segreti. Un dono che diventa una maledizione allorché qualcuno scopre che è proprio lei la chiave per fermare la catena di omicidi che sta sconvolgendo l’intera città. Qualcuno che ora è disposto a tutto pur di farla tacere per sempre. Qualcuno che costringerà Nathan Fox non solo ad affrontare i demoni che tormentano la sconosciuta, ma anche a fare i conti con un passato che lui stesso ha cercato disperatamente di dimenticare…
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Romanzo molto atteso, esce oggi 17 gennaio Il segno dell’untore, nuovo libro di Franco Forte, autore e giornalista, traduttore, sceneggiatore ed editor delle collane edicola Mondadori.
Si tratta di un romanzo storico, come i suoi più recenti, ma a differenza di questi in esso è ben presente e forte l’elemento investigativo: siamo quindi di fronte a un thriller vero e proprio, ambientato nella Milano del 1500.
Protagonista è Niccolo Taverna, notaio criminale che viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio. Chi ha assassinato il Commissario Inquisitoriale Bernardino da Savona? E perché? E chi ha rubato il candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo?
Per gentile concessione dell’autore e dell’editore, vi propongo un estratto tratto dal capitolo 2:
Doveva essere appena scoccata l’ora prima, anche se Niccolò non poteva saperlo con certezza. I campanili delle chiese tacevano da diversi giorni, dopo che il battere dei rintocchi era diventato incessante, sospinto dal gran numero di morti che si inseguivano ora dopo ora. Era stato lo stesso arcivescovo Borromeo a ordinare il silenzio, che non era di spregio alle vittime ma contribuiva a rendere meno fragoroso il pianto e l’urlo d’angoscia di tutta la città.
Niccolò era grato all’archidiocesi per quel provvedimento, ma d’altro canto per lui lo scandire delle ore dai campanili si era sempre dimostrato uno strumento valido per organizzare il lavoro e cercare dei punti di riferimento durante le sue indagini criminali.
Ma adesso non ne aveva bisogno.
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Qualcuno li avrà già adocchiati in edicola in questi giorni, ma per quanti si fossero persi la novità, vi aggiorno: con il Sole 24 Ore, a partire da mercoledì 11 gennaio, e per 40 settimane, allegati al quotidiano ci saranno i migliori romanzi di Simenon con protagonista il commissario Maigret.
La collana ha visto come prima uscita Maigret e il caso Nahur (che credo potreste ancora trovare in edicola) e propone per questa settimana (18 gennaio) Maigret e il corpo senza testa; il prezzo dei volumi è di 6,90€.
Si tratta di 40 titoli che rappresentano il meglio della produzione di Georges Simenon, raccolti in una serie apprezzabile sia per la qualità grafica dell’opera sia per la scelta dei romanzi, alcuni dei quali per la prima volta in edicola.
Il piano intero della collana potete trovarlo su http://maigret.ilsole24ore.com/. Ovviamente, se siete appassionati di gialli, vi consiglio di correre in edicola e segnarvi l’appuntamento in agendina per ogni mercoledì!
Tappa in Danimarca, oggi, con la segnalazione di un romanzo da poco edito da Iperborea: Pensa un numero, giallo psicologico di Anders Bodelsen, scrittore vincitore di un Grand Prix de Littérature Policière (International) e considerato il maggiore rappresentante della corrente neorealista danese degli anni Sessanta.
Il romanzo in questione è datato proprio 1968 e da esso nel 1978 era stato tratto il film L’amico sconosciuto; era approdato in Italia nel 1971 con il titolo “Buon appetito Borck” nei Gialli Mondadori (n. 1174), prima di questa riedizione (con nuova traduzione) da parte di Iperborea.
La trama, se siete interessati, eccola qua:
Piccolo-borghesi si nasce. Criminali si diventa. Una fredda sera di dicembre, nei sobborghi di Copenaghen, Flemming Borck, prima di lasciare lo sportello della banca dove lavora da lunghi, monotoni anni e tornare alla sua grigia vita da scapolo senza speranze, scopre in maniera del tutto casuale il piano di un rapinatore che da giorni fa la posta al suo sportello travestito da Babbo Natale. E se fosse l’occasione della sua vita? Quando arriva il fatidico momento, il cassiere non si fa trovare impreparato e grazie a un geniale stratagemma intasca il grosso del bottino. Né la banca, né la polizia, né i colleghi sospettano di essere stati raggirati dall’inedito malvivente, ma purtroppo Sorgenfrey, lo squilibrato rapinatore, sì. Scatta così una serrata caccia ai ladri tra doppi giochi e tripli inseguimenti, in cui Flemming, pericolosamente affiancato dall’interessata femme fatale Alice, scopre di aver superato un rischioso confine, e di non poter più tornare indietro.
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Segnaliamo oggi un thriller in uscita per Longanesi domani, 12 gennaio: L’eretico, di Carlo Martigli, già autore di 999 L’ultimo custode.
Come potete intuire dalla trama che segue, si tratta anche in questo caso di un romanzo sul genere storico-esoterico ambientato tra la Firenze di fine ’400 e il Tibet.
Firenze, 1497, Pico della Mirandola è morto da poco e con lui la speranza di un accordo fra le varie religioni in lotta. La città è ora in mano a un frate che predica sacrifici e si scaglia contro tutte le ricchezze, anche quelle culturali: Girolamo Savonarola. Perché Savonarola vuole cancellare tutto ciò che Pico della Mirandola aveva faticosamente costruito? Quale messaggio sconvolgente si nasconde nell’opera di Pico?
Intanto dal lontano Tibet, due monaci sono in cammino verso Occidente, e portano una testimonianza straordinaria, l’Ipsissima Verba, le parole dell’uomo che con il nome di Issa trascorse gli anni della giovinezza ad apprendere la saggezza orientale. L’uomo che, tornato in Palestina, rivoluzionò il mondo con il nome che gli apparteneva un tempo: Gesù.
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