Scomparsa – Chevy Stevens

Scomparsa – Chevy Stevens

Editore: Fazi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 30 Settembre 2011 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 935 articoli
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Chiudiamo la settimana al Thriller Café segnalandovi oggi un thriller appena edito da Fazi: Scomparsa, romanzo di esordio della canadese Chevy Stevens che ha raccolto uno straordinario successo negli Stati Uniti. Un debutto prepotente che lo propone anche da noi come uno dei thriller psicologici migliori dell’anno.

La protagonista è Annie O’Sullivan, un’agente immobiliare di 32 anni con una vita del tutto normale: un fidanzato paziente, una madre egocentrica con cui ha appena litigato e il semplice obiettivo di vendere una casa. Durante una vendita immobiliare con porte aperte al pubblico, proprio mentre sta per chiudere tutto, si presenta l’ultimo visitatore alla guida di un furgone. Sembra una fortuna dell’ultimo minuto, invece è l’inizio di un incubo.

Annie viene rapita e rinchiusa in una baita sperduta sulle montagne da uno psicopatico meticoloso e sadico che lei ribattezza “Il Mostro” (The Freak). Lì dentro passerà un anno intero sottomessa a regole rigide, abusi fisici, psicologici e sessuali, fino a essere costretta a portare in grembo il figlio del suo aguzzino.

La particolarità del romanzo sta nel modo in cui viene raccontato: la narrazione si sviluppa interamente sotto forma di “Sedute” (Sessions) con la sua psichiatra. Attraverso queste sedute, Annie ripercorre in parallelo due linee temporali: da un lato l’anno di prigionia nella baita, dall’altro la tremenda realtà del “dopo” – il trauma del ritorno alla libertà, le indagini della polizia, la paura costante che la spinge a dormire negli armadi e la difficoltà enorme nel riassemblare i cocci della propria esistenza.

La cosa che più mi è piaciuta del libro è la credibilità con cui Chevy Stevens esplora la mente di chi subisce violenza quotidiana. L’autrice confeziona uno studio impressionante sulla sindrome di Stoccolma e sui meccanismi di difesa: quando la nostra vita viene completamente stravolta, ci aggrappiamo alle uniche certezze rimaste, persino se quelle certezze sono le regole folli imposte da un aguzzino.

Meno funzionale la narrazione attraverso le sedute psichiatriche, con un registro molto informale e appesantito da spiegazioni didascaliche. Anche il finale non soddisfa del tutto, con un colpo di scena che arriva come un coniglio dal cilindro.

“Scomparsa” resta comunque un ottimo esordio: sorvolando su qualche scorciatoia di trama, il flusso di coscienza della protagonista ve lo farà divorare in un soffio.

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Scomparsa – Chevy Stevens