On the Way – Dashiell Hammett
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Mondadori porta nelle librerie un volume imperdibile per ogni serio cultore della detective story e della scuola dei duri: On the Way, raccolta di diciassette racconti e tre soggetti cinematografici scritti da Dashiell Hammett in vari momenti della sua carriera.
Il volume, curato da R. Layman e J. M. Rivett, arriva in Italia per l’editore di Segrate nella collana Scrittori italiani e stranieri, e vanta le traduzioni di S. Altieri e G. L. Staffilano.
Dashiell Hammett all’interno è uno degli autentici pilastri della narrativa preferita da questo sito e la sua importanza non sarà mai sottolineata abbastanza: ogni sua opera è una scoperta continua anche per il fan più accanito, e proviamo quasi invidia per chi ancora non lo ha affrontato e letto a dovere, perché imbattersi per la prima volta, per fare un esempio, ne Il falco maltese, è emozione unica.
Qui di seguito vi riassumiamo alcuni elementi di quanto scritto da Layman per quel che concerne la genesi di On the Way:
Non è facile collocare in un preciso ordine cronologico i diciassette racconti e tre soggetti cinematografici di Dashiell Hammett contenuti in questo On the way, in quanto lo stesso autore non accumulava suo materiale in modo ossessivo, pur portandosi dietro, di trasloco in trasloco, da una stanza d’albergo all’altra, molti dattiloscritti, minute e varie versioni di lavoro. Alcuni quindi sono evidentemente databili agli inizi della sua onorata carriera, altri dovrebbero essere situati in un momento più maturo.
Quel che è sicuro è che si tratta di una antologia importante per gli appassionati di questo scrittore, vuoi perché una buona parte delle opere raccolte è inedita, vuoi perché attraverso questi frammenti eterogenei si ricompone il ritratto di un Dashiell Hammett diverso dal consueto, alle prese con generi e stili meno ricorrenti nel suo corpus.
Secondo Richard Lyman: “In queste pagine infatti Hammett supera svariati confini narrativi, dà prova del suo raffinato senso dell’ironia ed esplora la complessità degli incontri sentimentali. È a volte sensibile ma, più spesso, anche duramente obiettivo. Esegue caricature di uomini pieni d’orgoglio, traccia ritratti empatici di donne forti e fa la parodia degli intrighi della narrativa pulp. Sposta la focale dalla violenza al duro confronto drammatico tra i personaggi come elemento chiave dell’intrigo.”
Chi è interessato a un assaggio di questa produzione artistica e ha la fortuna di leggere in inglese, può recarsi su Davy Crockett’s Almanac e gustarsi On the Way, apparso per la prima volta nel numero di marzo 1932 di Harper’s Bazaar.
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