Nel cerchio – Bernard Minier

Nel cerchio – Bernard Minier

Serie: Martin Servaz
Editore: Piemme
Giuseppe Pastore
Protocollato il 7 Maggio 2014 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1164 articoli
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Nel cerchio“: è questo il titolo del romanzo di Bernard Minier che vi presentiamo oggi, appena uscito per Piemme con traduzione di G. Pacchiano. Alla sua seconda prova letteraria, Minier ci ripropone come protagonista il comandante Servaz della polizia di Tolosa, già presente nel precedente “Glacé“, libro d’esordio pluripremiato in Francia e tradotto in diverse lingue (in Italia uscito come “Il demone bianco“).

Siamo nel giugno 2010. Mentre la Francia è paralizzata davanti alla TV per i Mondiali di calcio in Sudafrica, a Marsac, una cittadina universitaria incastonata nei Pirenei, il tempo sembra essersi fermato, o meglio, essere tornato indietro. Martin Servaz, che odia il calcio quasi quanto ama Gustav Mahler, riceve una telefonata che squarcia il velo di vent’anni di silenzio. È Marianne, il grande amore della sua giovinezza, la donna che gli ha spezzato il cuore e che ora lo implora di salvare suo figlio. Hugo è stato trovato confuso e drogato sulla scena di un crimine orribile: la sua professoressa, Claire Diemar, è stata legata, torturata e annegata nella vasca da bagno, con una torcia accesa in bocca. Tutto accusa il ragazzo, ma per Servaz tornare a Marsac significa affrontare i fantasmi di quando era studente, in un ambiente elitario che protegge i suoi figli con ferocia tribale. E come se non bastasse, un dettaglio gela il sangue del comandante: un vicino giura di aver sentito, la notte dell’omicidio, le note della Sinfonia n. 1 di Mahler. La stessa musica che lega Servaz al suo incubo personale, il serial killer Julian Hirtmann, evaso e svanito nel nulla.

Minier costruisce qui un meccanismo a orologeria che scava nel passato per spiegare l’orrore del presente. L’atmosfera non è quella ghiacciata del precedente Il demone bianco, ma è altrettanto soffocante: il caldo estivo dei Pirenei amplifica la tensione, e l’ambientazione universitaria — una sorta di “Cambridge del Sud-Ovest” — aggiunge un tocco di Dark Academia al poliziesco classico. L’autore è maestro nel dipingere una comunità chiusa, retta da regole non scritte e da un’omertà borghese che fa più paura della violenza fisica. La figura di Servaz ne esce arricchita: non più solo il poliziotto colto e malinconico, ma un uomo vulnerabile costretto a rivedere le proprie certezze emotive.

Tuttavia, va detto che la trama è estremamente complessa, forse persino troppo in alcuni passaggi. Minier ama le architetture barocche e inserisce sottotrame, personaggi secondari e falsi indizi con una generosità che richiede al lettore un’attenzione costante. Il ritmo, sebbene incalzante, risente a tratti di questa densità narrativa (il libro sfiora le 600 pagine), e la minaccia di Hirtmann, pur aleggiando come un’ombra affascinante, rischia talvolta di distogliere l’attenzione dal mistero principale di Marsac, che avrebbe avuto forza sufficiente per reggersi da solo.

In conclusione, “Nel cerchio” è un thriller psicologico robusto e raffinato, che conferma il talento di Minier nel creare cattivi memorabili e atmosfere inquietanti. Una lettura obbligata per chi ha amato il primo volume, ma anche per chi cerca un giallo dove la cultura e la musica classica sono armi affilate quanto un coltello.

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