L’uomo del sole – Jeffery Deaver

L’uomo del sole – Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli
Giuseppe Pastore
Protocollato il 4 Novembre 2013 da Giuseppe Pastore con
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Oggi al Thriller Café torna Jeffery Deaver, ma mettiamo da parte le tecnologie sofisticate di Lincoln Rhyme per tornare indietro nel tempo, agli albori della sua carriera di con un thriller stand-alone molto particolare: “L’uomo del sole” (titolo originale, “The Lesson of Her Death“).

Siamo a New Lebanon, una tranquilla e sonnolenta cittadina di provincia americana che ruota attorno alla sua università locale. La pace viene frantumata quando una studentessa viene ritrovata brutalmente assassinata. A capo delle indagini c’è il detective Bill Corde, un poliziotto ostinato che si ritrova subito in un nido di vipere: l’università ha problemi finanziari e vuole insabbiare la cattiva pubblicità, il padre della vittima sguinzaglia un investigatore privato senza scrupoli, e i colleghi di Bill premono per chiudere il caso incolpando una fantomatica setta satanica.

Ma il vero orrore, per Bill, inizia quando si rende conto che il killer ha messo gli occhi sulla sua famiglia…

La vera esca narrativa del romanzo, infatti, è più la dinamica familiare che l’indagine poliziesca. La figlia di Bill, Sarah, soffre di dislessia; emarginata dai coetanei e incompresa in casa, si rifugia in un mondo di fantasia. Diventa così la preda perfetta per l’assassino, che la contatta segretamente facendosi chiamare “The Sunshine Man“, presentandosi come un mago salvatore disposto a portarla via dalle sue frustrazioni quotidiane.

In questo libro, come lecito aspettarsi dalla data di pubblicazione (1993) Deaver stava ancora facendo le prove, dopo il ciclo di Rune e il quasi contemporaneo lavoro su John Pellam. L’autore di New York è bravo a rendere l’atmosfera da piccola provincia e l’indagine è vecchia scuola, fatta di suole consumate e deduzioni. Il senso di frustrazione e vulnerabilità legato alla disabilità di Sarah è tangibile e il personaggio merita il tifo.

Dall’altro lato, però i difetti di gioventù dell’autore sono evidenti. Il libro soffre di una lentezza a tratti esasperante e di una sovrabbondanza di sotto-trame in stile soap opera con la moglie di Corde che fatica a restare fedele, il figlio coi suoi demoni interiori, e i giochi di potere accademici che si dilungano troppo. Ma la cosa peggiore è la risoluzione del mistero: dopo cinquecento pagine, l’identità del colpevole finale risulta essere qualcuno di praticamente assente nel resto del libro. Lo stesso Deaver, anni dopo, ha definito l’espediente scorretto nei confronti del lettore, e io concordo.

In sintesi, “L’uomo del sole” è un romanzo acerbo con dei buoni spunti psicologici ma inciampa su una struttura troppo macchinosa e un finale imbroglione. Consigliato ai completisti di Deaver, altrimenti passare avanti.

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L’uomo del sole – Jeffery Deaver