L’uomo con due vite – Hakan Nesser

L’uomo con due vite – Hakan Nesser

Editore:
Giuseppe Pastore
Protocollato il 7 Luglio 2010 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1194 articoli
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A poco più di un anno di distanza da “Era tutta un’altra storia” torna in libreria Hakan Nesser con questo nuovo romanzo dal titolo “L’uomo con due vite“, edito come i precedenti da Guanda. Siamo al terzo appuntamento con l’Ispettore Gunnar Barbarotti, alle prese con la vita segreta di Ante Valdemar Roos, un uomo di 59 anni, economista. Un tipo che la prima moglie definiva “un bicchiere d’acqua tiepida” e la seconda “un divano“. Noioso. Grigio. Un uomo invisibile in casa sua, disprezzato dalle figliastre, tollerato dalla moglie. Un uomo che, se potesse, rinascerebbe gatto.

Ma Valdemar ha un segreto. Ha vinto alla lotteria. Una cifra che ti cambia la vita.

E cosa fa il nostro “divano“? Non compra una Ferrari. Non va alle Maldive. Compra, in segreto, una catapecchia rossa nel mezzo di un bosco sperduto. Si licenzia dal lavoro che odia e ogni mattina finge di andarci, per guidare invece fino al suo rifugio. Lì, tra gli alberi, Valdemar Roos respira. Beve tè, guarda gli uccelli, ascolta il silenzio.

Finché il destino non bussa alla porta. O meglio, inciampa nella sua proprietà.

Lei è Anna. 20 anni. Tossicodipendente in fuga da una comunità di recupero (e da una madre che l’ama troppo, o troppo male). Anna è rotta, disperata, braccata da un ex fidanzato psicopatico.

Due naufraghi. Un quasi-sessantenne noioso e una ventenne allo sbando. Dovrebbero ignorarsi. E invece, in quel capanno sperduto, nasce un’amicizia improbabile, fragile, bellissima. Due solitudini che si toccano e fanno scintille in un mondo grigio.

E Barbarotti?

Il nostro ispettore italo-svedese entra in scena tardi, e per giunta zoppicando. Si è rotto una gamba cadendo da un tetto (non chiedete). È ingessato, annoiato, costretto a letto. Finché la moglie di Roos (che Barbarotti conosceva vagamente) non denuncia la scomparsa del marito.

Inizia così un’indagine atipica. Barbarotti e la fidata Eva Backman cercano un uomo che nessuno sembra conoscere davvero. Tutti lo descrivono come un mobile polveroso, ma le tracce portano a una vita segreta, a un bosco, a una ragazza. La gente mormora: “Un vecchio porco e una drogata”. Quanto è facile giudicare senza sapere, eh?

Håkan Nesser scrive un romanzo che è diviso a metà. La prima parte è pura letteratura, malinconica e dolceamara, la storia di un uomo che cerca di strizzare un po’ di felicità dagli ultimi anni che gli restano. La seconda è il giallo, la caccia all’uomo (e allo psicopatico che cerca Anna).

Qualcuno ha detto che il mistero rovina la poesia. Che la parte poliziesca è quasi di troppo. Forse. Ma Nesser è un maestro nel raccontare l’umanità, quella vera, quella che sbaglia, che cade e che a volte, per un miracolo laico, trova un attimo di pace in una catapecchia rossa.

Un libro diverso. Lento, triste, ma con quella luce calda che solo le cose fragili sanno avere. E sì, c’è anche un caso di graffiti misteriosi che Barbarotti deve risolvere per non morire di noia. Un tocco di humour che non guasta mai.


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