L’incanto delle sirene – Gianni Biondillo

L’incanto delle sirene – Gianni Biondillo

Editore: Guanda
Redazione
Protocollato il 16 Settembre 2015 da Redazione con
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L’ispettore Ferraro è fuor di dubbio il personaggio più noto e apprezzato fra quelli creati dalla penna di Gianni Biondillo, e Guanda ha appena portato in libreria “L’incanto delle sirene“, settimo romanzo di una delle migliori serie poliziesche create da un autore italiano.
Torna quindi l’alter ego di questo scrittore che, lungo vari romanzi, oltre a intrattenere il lettore e riflettere su temi importanti, ha saputo sempre dialogare con il suo stesso creatore, con risultati spesso interessanti.

Nato a Quarto Oggiaro, separato e abitante in via Padova a Milano, l’ispettore Ferraro è un investigatore molto particolare, che condivide con il suo creatore vari aspetti della personalità e modi di fare e pensare, in un rapporto che non è mai di pura imitazione bensì pacata, e alle volte divertita, riflessione sulla propria identità e sull’Italia tutta.
Cerchiamo di scoprire cosa accade ne L’incanto delle sirene

Milano, inizio settembre. La metropoli ha ripreso a vivere e lavorare ma il caldo non accenna a finire e soffoca la città, rendendola più nervosa e febbricitante. Come molti milanesi, anche l’ispettore Ferraro è nuovamente in servizio, le vacanze non hanno compiuto miracoli e si sente sempre più stanco e pieno di botte e dolori, sia nel fisico che nello spirito.
E il lavoro non lo aiuta certo a recuperare freschezza, specie quando si lavora durante la settimana della moda, che manda ancora più in tilt la città meneghina.

Ma questa particolare settimana della moda è ben diversa e verrà ricordata negli annali per un clamoroso omicidio.
Una delle top model più amate e seguite viene infatti uccisa durante una delle sfilate più attese da pubblico e stampa, una vera e propria bomba mediatica sulla quale i giornalisti non tardano a scatenarsi.

Ferraro però sarebbe, in teoria, ben lontano dai fatti e dalla conseguente indagine, ma il mondo della moda è fatto di persone ricche e influenti, capaci di contare non solo a livello economico ma anche sul piano politico, e una di quelle persone, Luisa Donnaciva, conosce bene Ferraro e non sente ragioni, vuole che sia lui a occuparsi del caso.
Ferraro dovrà quindi muoversi in un ambiente che non conosce, scoprirne le regole e i giochi di potere, entrare in psicologie molto distanti e spesso poco scrutabili e cercare di identificare l’assassino.

A controbilanciare il rarefatto, elusivo e ricco mondo della moda c’è l’universo di persone, amici e conoscenti che circonda Ferraro, persone povere, provenienti da vari angoli del mondo, ognuna con i suoi problemi, amori, felicità e tristezze…

Osservando l’architettura narrativa, l’autore dimostra ancora una volta la sua doppia natura di giallista e urbanista. Il romanzo è una mappa sociale dettagliata dove la distanza geografica tra il centro della moda e la periferia degradata è minima, ma quella umana è abissale. Ferraro funge da cerniera tra questi due mondi che non dovrebbero toccarsi mai: con la sua ironia disincantata e la sua umanità dolente, riesce a vedere la verità sia dietro al trucco pesante di una modella che dietro la disperazione di chi sfonda una porta per avere un tetto.

Il ritmo alterna sapientemente la frenesia dell’indagine sull’omicidio, che segue i canoni del whodunit classico, con momenti di riflessione sociale più amara e profonda. Forse l’intreccio giallo, pur solido, è meno sorprendente rispetto ad altre prove dell’autore, ma è funzionale a raccontare le contraddizioni di un presente in cui l’immagine conta più della sostanza.

In conclusione, “L’incanto delle sirene” è un noir che graffia la superficie smaltata della Milano da bere (o da mangiare, visto l’Expo). Una lettura consigliata a chi vuole capire cosa si nasconde dietro le passerelle e i rendering degli architetti, guidati da uno sbirro che non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi.

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