Jamaica Inn – Daphne Du Maurier
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Beat Edizioni ripropone al pubblico italiano un classico di una delle più grandi scrittrici del ventesimo secolo, Jamaica Inn di Daphne Du Maurier.
Apparso in originale nel 1936 con lo stesso titolo, questo romanzo ha in seguito conosciuto diverse edizioni italiane, fra le quali occorre ricordare almeno quella del 1963 per Mondadori – I libri del Pavone, con titolo Taverna alla Giamaica, e quella a cura di Sellerio nel 1996, intitolata semplicemente Alla Giamaica.
Come in varie altre edizioni, anche quella attuale ci viene offerta con la traduzione di Marina Viaggi.
Jamaica Inn è un titolo che a nostro parere non ha ricevuto tutta l’attenzione che merita, forse perché appartenente ancora alla prima fase di Daphne Du Maurier, concentrata sulla sua amata Cornovaglia.
Ma, in fondo, è tutta la sua produzione che, pur diffusa e apprezzata, non ha raggiunto un livello di riconoscimento adeguato: a maggior ragione, quindi, ogni occasione è buona per scoprire e riscoprire il piacere di leggere le opere di questa importante autrice britannica.
Eccovi alcuni elementi della trama di Jamaica Inn.
Primi dell’Ottocento: Mary Yellan, giovane e bella orfana, arriva al Jamaica Inn dall’unica parente che le è rimasta, zia Patience. La locanda in questione si trova fra i picchi e le scogliere della Cornovaglia e, lungi dall’essere un luogo accogliente, si rivela un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri, dediti sia a traffici illegali che, molto probabilmente a provocare naufragi per poi derubare i relitti.
Sua zia, un tempo donna piena di vita, è ora sfiorita e rassegnata, terrorizzata da suo marito, Joss, ma nonostante tutto Mary sceglie di rimanere, sia per offrire conforto alla parente che per tentare di tenere testa a Joss. E mentre passano i giorni, fra strani traffici notturni e una stanza che deve rimanere sempre chiusa, Mary si scopre sempre più attratta da Jem, fratello meno violento di Joss.
Fra una serie di colpi di scena, personaggi ambigui in grado di apparire ben diversi da quel che sono, atti criminali, rapimenti e lupi travestiti da cani pastori, Mary Yellan scoprirà alcune verità di troppo che la porteranno a un finale rocambolesco e avventuroso.
Come molti altri suoi romanzi, anche Jamaica Inn è stato trasposto su grande schermo nel 1939 per la regia di Alfred Hitchcock: sarà l’inizio di un rapporto fruttuoso fra la scrittrice e il regista che porterà ad altri due lungometraggi: Rebecca, la prima moglie (1940) e Gli uccelli (1963).
Nove in tutto i film tratti da sue opere, fra i quali ci piace ricordare in questa sede anche l’ottimo e perturbante A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t Look Now, 1973) di Nicolas Roeg.
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