Dexter il delicato – Jeff Lindsay

Dexter il delicato – Jeff Lindsay

Serie: Dexter Morgan
Editore: Mondadori
Giuseppe Pastore
Protocollato il 5 Gennaio 2012 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1164 articoli
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Siete amanti di Dexter? Buone notizie allora per voi: vi parliamo di “Dexter il delicato“, quinto episodio della serie di libri a lui dedicata da Jeff Lindsay.

“Essere un mostro è molto più facile quando non devi svegliarti ogni tre ore per cambiare pannolini.”

Da questa frase capirete che siamo di fronte a una svolta che non ci aspettavamo: Dexter è diventato papà. E con la venuta al mondo della piccola Lily Anne qualcosa dentro di lui si è spento. Forse il Passeggero Oscuro si è messo a dormire? O è solo stanchezza da notti insonni e troppe coccole? Comunque, lui ci mette impegno per lasciarsi alle spalle la vita da giustiziere, finché una diciottenne non scompare nel nulla, lasciando di sé nient’altro (si fa per dire) che una stanza colma di sangue.

Dexter è chiamato sul posto in veste di analista della Scientifica e l’intuizione è folgorante: qualcuno potrebbe averla mangiata…

Qui Lindsay mette in scena un gruppo adolescenti dark con tendenze vampiresche e cannibali. Il che di certo non è materiale di semplice gestione. Aggiungiamoci il ritorno improvviso del fratello Brian, e ritroviamo Dexter a domandarsi se davvero possa essere solo un padre normale. Chiaramente, no.

Un punto di attenzione per alcuni lettori lo diamo subito: questo è il libro il più disturbante della serie, con mutilazioni, cannibalismo, culti morbosi. Non adatto a chi è debole di stomaco, nonostante l’abituale ironia e dark humour di Dexter.

Ciò detto, è interessante la svolta emotiva del protagonista che crede di sentire davvero qualcosa per la figlia, con conseguente conflitto interiore tra questa sua nuova dimensione da padre e il suo bisogno di uccidere. Ovvio che l’evoluzione di un personaggio può portare in direzioni inattese e a volte insoddisfacenti per i fan, quindi la crisi esistenziale di Dexter potrà piacere o meno e sarà soggettivo.

Il nostro giudizio finale è che l’esperimento sia riuscito un po’ più che a metà. Sicuramente un Dexter che non uccide fa meno scintille ma forse un Dexter che prova qualcosa è ancora più inquietante.