Il metodo Catalanotti – Andrea Camilleri

Il metodo Catalanotti – Andrea Camilleri

Editore: Sellerio
Elvezio Sciallis
Protocollato il 25 Giugno 2018 da Elvezio Sciallis con
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Anche il 2018 ci offre un nuovo romanzo della serie dedicata al commissario Montalbano con “Il metodo Catalanotti“, naturalmente firmato da Andrea Camilleri e altrettanto ovviamente pubblicato da Sellerio, giusto in tempo per regalarci una vacanza estiva in una Vigàta sempre meno immaginaria e raramente così vicina al Paese come in questa nuova opera.

In paese, come nel resto d’Italia, crisi economica e disoccupazione creano depressione e drammi familiari, fra violenze domestiche e piccoli o grandi crimini, alle volte compiuti per la pura disperazione di non riuscire a trovare un lavoro regolare e dover comunque sbarcare il lunario, e magari metter su famiglia anche contro ogni cupezza della realtà.

E Montalbano sa distinguere fra crimine e crimine, fra movente e movente, e di conseguenza sa quando chiudere un occhio e quando tenerli spalancati entrambi. L’indagine più importante questa volta è in ambito teatrale, seppur su una compagnia tanto amatoriale quanto entusiasta e vogliosa di creare. Una compagnia nel cui direttorio c’è anche Carmelo Catalanotti, ennesima e riuscita figura complessa, che mischia amore per l’arte e il cinismo dell’usuraio e che, in qualità di regista ha le idee ben chiare, forse fin troppo.

Ben preparato sulla avanguardie del Novecento, Catalanotti pone grande attenzione e accento sul testo ma lavora anche a fondo sull’attore, portando la sua troupe a confrontarsi a fondo con i propri limiti, le verità e ogni estrema complessità. A complicare ancora di più vita e indagini di Montalbano arriva un amore improvviso, rafforzato dalla momentanea assenza di Livia, un amore che lo tenta ancora di più in quanto è anche simbolo di impossibile ma agognato ritorno alla giovinezza…

Il sottoscritto ha già precedentemente ammesso e ribadisce anche in questa occasione un certo senso di disagio e inadeguatezza ogni volta (e sono tante) che gli si offre l’occasione di presentare un nuovo romanzo di Andrea Camilleri.

Ciò avviene perché, ed è ribadito più che mai anche ne “Il metodo Catalanotti“, il novantaduenne autore siciliano mostra continuamente una straordinaria capacità di rinnovamento, una curiosità e una voglia di pensare e discutere il suo stile e i contenuti e un profondo grado di confronto con l’attualità che sono sostanzialmente unici nel panorama italiano.

Si afferma spesso, in modo che trovo talvolta retorico e di maniera, anche su queste pagine elettroniche, che il genere giallo è uno dei più adatti e accurati a rispecchiare la situazione attuale, in particolare i mali del nostro Paese, ma in Andrea Camilleri questa affermazione corrisponde in maniera totale al vero.

E accanto al confronto con la contemporaneità ne “Il metodo Catalanotti” troviamo anche uno scrittore che, dall’alto di una carriera e bibliografia impressionanti, si confronta con se stesso e con le sue passioni, in primis il teatro.

Sono tutti tratti e dati di grande importanza, ma vengono resi ancora più grandi dal dato anagrafico: è difficile trovare, persino a livello mondiale, un autore che dopo aver ampiamente superato la boa dei novant’anni non solo riesce a mantenere tale lucidità, ma giunge anche a sfornare alcune delle opere più importanti della sua vita e a continuare a lavorare su questioni stilistiche.
Il tutto all’interno di una serie, quella di Montalbano, che vanta ormai tantissimi titoli e che in mano ad altri “professionisti” della scrittura avrebbe da tempo perso ogni interesse e mordente.

Questo libro si distingue soprattutto per metafora teatrale: la vita a Vigàta viene letta attraverso le lenti della rappresentazione, dove ognuno recita una parte e Catalanotti ne era il burattinaio spietato. Il contrasto tra l’indagine razionale e lo sbandamento emotivo del commissario crea una tensione narrativa che non ha precedenti nella serie.

Lo reputo un capitolo doloroso e necessario, che prepara il terreno per gli atti finali della vita del commissario, consigliato a chi non ha paura di vedere il proprio eroe cadere e a chi crede che, a qualunque età, la vita possa ancora riservare una scena imprevista capace di cambiare tutto il copione.

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